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Destrutturazione

Pubblicato: 30 gennaio 2013 da Margot Croce in Uncategorized
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L’ombra sepolta…

Pubblicato: 28 gennaio 2013 da Margot Croce in Uncategorized
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L’ombra sepolta nel bosco

si sfalda tra zolle

svapora dalla terra scura

e si ricompatta

in un grigiore filiforme.

Ahi fragilità d’ombra!

Ahi canto di gallo

che sveglia fantasmi!

Figura inerme che contempla

pennellate di sbafi

su un orizzonte cilestre.

coincidencia

Biancheggia in un turbine d’aria

una voluta saggia e pesante,

un segno di ardesia pressato

lasciato dall’ombra.

Ahi! viaggio dell’essere stati

su cui trema l’0mbra

Vagabondaggio

Pubblicato: 12 gennaio 2013 da Margot Croce in Uncategorized
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Ho intinto nell’occhio blu la punta di un coltello

volevo veder sgorgare un mare

che fosse un flusso di pensiero costruito

su una pupilla che scruta nel futuro.

 

La mia anima vagante ha lo spirito

della zingara Esmeralda.

È un tetro incedere lo sguardo,

smarrito in spazi deformati.

M’insegue la sordida armonia di girotondi

dove seppellisco la mia morte eterna

Era  un pianto leggero
Un singhiozzo trattenuto e sviato
Un impeto affossato nell’incavo del petto.
La bambina gemeva piano
La gonna tirata a coprire le ginocchia
Le trecce disfatte
l’oceano nello sguardo.
Il muco le colava dal naso
le scivolavo sulle guance assieme alle lacrime,
un fremito suo malgrado le percorreva il corpo

Avrebbe voluto essere sasso e non carne
Avrebbe voluto essere acqua e non sangue
Le dita contratte nel palmo
Il dolore lampava nell’aria
le sue lingue di fuoco.
Le gambe strette per non sentirlo
non voleva guardare quel rivolo rosso
che le solleticava le cosce.

Il mostro le volgeva le spalle
Contrito e disfatto lui stesso
Perdente, perduto.

Mia gioia pura

Pubblicato: 13 gennaio 2012 da Margot Croce in scrittura
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La sera  mi siedo e ti aspetto.
Rapisco gli attimi al ticchettio dell’orologio.
Sembro una nonnina scalza in preda all’universo
e invece sono tenera colombella,
perniciosa ala in guarigione.

Accanto a me il destino
nel suo viaggio a tappe
mi lambisce l’essere e mi porge il fianco,
nel mentre,
respiro,
su quei scalini d’aria
(saliti con fatica)
la mia voce nuova
attraverso il tuo silenzio.

Così ti amo… mia gioia pura,
come un gocciolio del tempo
iniettato nelle vene.