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Fuori dai cerchi di ghirlande

Pubblicato: 26 settembre 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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Sono vaga quando cedo sfumature al pianto

lo spazio

quello che resta sul foglio bianco
cuce rose e navate nel segno della pace

Cromano gli occhi d’accenti la preghiera
calici rovesciati di benedizioni
parole al capoverso
fuori dai cerchi di ghirlande.  Se ne va

abbraccio e trincea

Non  più  petali e  foglie per l’altare
alfieri e torri depongono corone
alla geometria nuova, senza tempo


Nel dormiveglia che prepara al sonno
è atto di dolore la mia nostalgia


 

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Muso di musa

Pubblicato: 20 aprile 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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Una caramella, ciucciata per un minuto da una quindicenne con i sandali rosa e lo smalto nero alle unghie dei piedi, è poi sputata sull’asfalto sporco.
Rotola sul bordo del marciapiede e cade fra un fazzoletto di carta e una bottiglia di ceres senza etichetta.
Due motorini le sgasano contro l’inferno dei loro motori e la caramella inizia ad asciugare la patina appiccicosa creata dalla saliva della ragazzina, odalisca senza veli a coprirne il viso fiero, che continua la sua passeggiata per le vie vicine a Porta a Prato.

Caramella al lampone.

Egidio Trepalanche, professore di letteratura italiana in pensione da sei giorni, mentre nutriva i piccioni gettando dalla sua finestra pane raffermo stritolato sotto la suola delle sue scarpe buone, vede la ragazzina sputare qualcosa, non sa se gomma da masticare o altro.
La guarda scivolare nella corrente di destra della via, col suo sedere esposto al vento caldo del giugno.
E, folgorato da tal sinuoso e ignaro incedere, scende le sei rampe di scale per andare a raccogliere il  dolce rifiuto di una nuova Talia, meno mitologica ma da rendere immortale.

Una barboncina nera come la capigliatura della sua anziana padrona che la porta a passeggio tutti i giorni , trotterella, si ferma, annusa la caramella, la lecca, la rilecca con la lingua ruvida e, nonostante la voglia di fermarsi, viene strattonata via.

Egidio Trepalanche apre il portone, si guarda intorno. Facce sconosciute, molti occhi orientali e un paio di maghrebini chiassosi al semaforo.
Inforca gli occhiali da dottore e uomo per bene ed inizia a cercare.
La vede, rotonda, rosata con un cuore più scuro, immobile come una stella su una carta del cielo.
La raccoglie, simulando la sbadataggine di un ritrovamento, e fra le dita, ancora appiccicosa e calda, la rimira.
Chiude gli occhi  mentre con il pollice e l’indice la porta alla bocca, sulla lingua ed inizia a succhiarla.
A rubarne il nettare, l’odore e i conservanti.

Risale le scale in preda a una febbre e scrive di getto sul suo quaderno di belle speranze:

" non lontano dal fiume smagrito
  passeggia il tuo animo giovine e inquieto
  gambe snelle di puledra
  viso fiero di leonessa
  fianchi larghi di giumenta
  ma il tuo alito è da cani
  fanciulla bella
"


Un po’ deluso il professore si riempie un bicchiere di grappa alle mele.
Il capolavoro lo rimanderà alla prossima volta.

L'aquilone

Pubblicato: 31 marzo 2007 da The Cats Will Know in scrivere
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Assolata mattina. Le risa argentine dei bambini sembrano salire direttamente verso il cielo. Il Parco è affollato, le scuole sono chiuse e armati di biciclette e giocattoli i piccoli hanno invaso stradine e prati.
Seduta composta su di una panchina all’ombra di una quercia vi è una bimba sui sei anni. Magliettina colorata, jeans sbiadito e scarpe da tennis che hanno perso da tempo il loro colore originale. Una cascata di capelli biondi, degli occhi grigi penetranti come uno stiletto e il sorriso più disarmante che mai si sia visto sul viso di una bimba. Tra le mani regge un aquilone dai colori sgargianti. I suoi occhi saettano da un lato all’altro del Parco, ma non fa nessun accenno di volersi unire ai bimbi festanti. Sorride e siede compita.
Il vecchio si muove a fatica, gli anni si fanno sentire, fin troppo. La schiena lo martirizza da giorni, privandolo del sonno. Pensieri cupi affollano la sua mente, ricordi sbiaditi che vorrebbe cancellare perchè troppo dolorosi. Cammina guardandosi la punta delle scarpe, infagottato in un vestito troppo pesante per la calda mattinata.
Sprazzi di ricordi affiorano: le sue montagne, il sapore delle castagne arrostite, gli scarponi chiodati, la neve sul viso. I bombardamenti, i rifugi maleodoranti, la fuga. Scuote il capo. I ricordi sono più fastidiosi delle mosche a volte.
E’ stanco, molto stanco. La vita non è stata generosa con lui. Solo calci in faccia e insulti sprezzanti. E’ stanco, il vecchio.
La bimba lo osserva sempre sorridendo.
Decide in un attimo.
"Scusami", mormora intimidita al vecchio, tirandogli delicatamente la manica della giacca, "Mi aiuti?" e indica l’aquilone.
Solo sconcerto negli occhi dell’uomo. Fa fatica anche a metterla a fuoco e cerca di tirar via.
"Dai aiutami" fa lei illuminandolo con il suo sorriso disarmante. Il vecchio esita. Ancora un sorriso, appena accennato e il vecchio si ritrova a seguirla verso il primo prato reggendo un aquilone tra le mani.
Quanti anni erano passati? decine da quando con il figlio giocava con i cervi volanti sulla spiaggia deserta.
Il cuore prende a battergli un pochino più forte, lo sguardo gli si accende per un momento.
Volge il viso al sole, inspira profondamente e inizia a correre per quanto gli permetta la sua schiena malandata. Appena prende un poco di velocità molla l’aquilone che inizia lentamente a salire.
La bimba sta in piedi vicino a lui e improvvisamente serra forte gli occhi.
Il vecchio, con somma meraviglia, inizia allora a sollevarsi trascinato dall’aquilone.
Pochi secondi, e il Parco è un punto verde sotto i suoi piedi.
Il vecchio è troppo stupito per provare paura. Si lascia trasportare nell’aria.
Verso Ovest una strana nuvola sta per inghiottirli: consistenza dello zucchero filato, ove la luce sbiadisce.
L’aquilone si ferma,il vecchio si sente strano, ma non precipita, quella strana nuvola lo sorregge a meraviglia.
E’ una sensazione magnifica, beatitudine pura. Un sorriso aleggia sul suo viso e chiude gli occhi felice.

Seduto su di una panchina del Parco un vecchio malandato ha smesso di soffrire. Un sorriso sul volto e gli occhi serrati, tra le mani regge un aquilone.

Work in progress

Pubblicato: 17 febbraio 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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Cari amici, facciamo una breve incursione per aggiornarvi sulle nostre iniziative.

Per quanto riguarda l’antologia che verrà pubblicata su www.lulu.com, le vostre adesioni sono salite a 24. Per coloro che hanno già espresso l’interesse a partecipare: non dimenticate di inviarci la composizione prescelta entro il termine del 27 febbraio (ma magari anche prima così mettiamo a punto il testo definitivo  in tempi più rapidi); per coloro che vogliano partecipare: vi ribadiamo il desiderio di ospitare nella raccolta tutti gli autori del sito, perciò poi non dite che non sapevate, che non siete stati avvertiti, ecc… 😉

Invece, per quanto riguarda il nostro raduno dell’11 marzo, abbiamo definito il programma della giornata, che presto vi sarà comunicato privatamente. Anche in questo caso ci piacerebbe manifestaste il vostro desiderio (da noi graditissimo) di partecipare entro un paio di settimane.

Per gli aggiornamenti su entrambi i temi, basta consultare il forum.

Buon week end a tutti.

The Cats Will Know

The Cats Will Meet

Pubblicato: 1 febbraio 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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Ebbene sì, ci siamo arrivati anche noi. Chiamiamolo raduno (non mi garba), oppure incontro, oppure diciamo semplicemente che ci vedremo per parlare ed allargare ai cinque sensi le nostre idee.

La data é domenica 11 marzo, la città é Bologna, il luogo e l’orario sono ancora da stabilire (lo faremo nei prossimi giorni recandoci personalmente sotto le Due Torri)). Tutti coloro che volessero partecipare, ce lo possono comunicare privatamente. Non siate schivi e snob, ché a questo ci pensiamo già noi…

Per ora i gatti che certamente ci saranno sono:
– Aleteia
– Ellerslie
– IsabeauIsabeau (con special guest)
– LittlePot
– Mezzanotte
– qb
– Strangeskin
– Taught By Thirst

In attesa di conferma:
– Sahara67
– Marcomiconi
– LauraPex
– polystyrene

Vi aspettiamo!