Posts contrassegnato dai tag ‘francesca pellegrino’

Distanze

Pubblicato: 24 febbraio 2012 da Francesca Pellegrino in scrittura
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Ho conosciuto una paura
che stava in piedi da sola.
Era un bel tipo, lei
con quel suo dire ai muri
come di silenzi, davanti agli occhi
si ingozzava.
Ho letto di lei
che è morta la scorsa notte
precipitando nel suo buco vergine
collassato all’improvviso.
Inutile dire
che ho rattoppato immediatamente il mio
ma non l’ho detto a nessuno.
Ovviamente.

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Vivere

Pubblicato: 26 gennaio 2012 da Francesca Pellegrino in scrittura
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Era tutto dolce maledettamente
ma non lo sapevo ancora
e adesso che so, non c’è.
Restano soltanto cose
che posso, faccio, biasimo
col rammarico nella gola
che non ho il coraggio di ingoiare.
Lo stesso rammarico
di quando tento di imparare l’inglese
ma non ho più bocche per infilarcelo.

Ho una venere per capello

Pubblicato: 23 gennaio 2012 da Francesca Pellegrino in scrittura
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Il bisogno di zolle nuove
ha i tacchetti di gomma, stavolta:
il curriculum di usura parla chiaro.
Ripristino il possibile alle pareti
e bilancio le giornate
verificando se l’oroscopo del giorno prima
ha indovinato la sorte.
Poi, mi lustro la rosa nel giardino
senza guanti
e innaffio il resto di ammoniaca.

00:01

Pubblicato: 20 gennaio 2012 da Francesca Pellegrino in scrittura
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Intanto costruisco una carezza nuova
col legno delle mollette di mia madre
mentre il freddo cala un telo sui nostri giorni
e ogni cosa diventa ieri
cene sui vassoi di fame che andavo
imparando il mare della solitudine a memoria

è il vento che ci ha cambiati

insegnandoci a stare comodi dentro un abbraccio
senza spigoli e tutte quelle cose fragili.
Andavo per chiudere gli occhi, ma niente
era buio che faceva lo stridore, contro

eppure sono tornata
con il bagaglio delle cose belle
che chiudevo nelle mani
indovinando da sola dove stava la fortuna
e spesso perdevo

come quando mio padre mi faceva vincere
ma me lo diceva sempre.

Natura morta live

Pubblicato: 18 gennaio 2012 da Francesca Pellegrino in scrittura
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La tivvù accesa
lasciava intermittenze di buio
sui contorni.
Poi : la saliera
il bicchiere, le posate
tutti in fila
a completare la solitudine
delle olive nel piatto
e della mia bocca
vuota di sempre.

Maggese

Pubblicato: 13 gennaio 2012 da Francesca Pellegrino in Uncategorized
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Niente di nuovo, ancora dopoguerra.
Da est hanno smesso di sfilare
tutti i cannoni
come se non bastasse il silenzio.
E poi, l’inverno che lavora
di fino e tempesta acqua verticale.
Tagliando i fusti di freddo.
Questo mio sottobosco – di fatto –
va soltanto estirpato per bene.
E lasciato in rovina
senz’amore.

Troppe cose si chiamano Marilyn

Pubblicato: 12 novembre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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Io, le mosche, non le sopporto proprio.
ma mica le uccido, io, le mosche.
Se lo facessi, ognuna di loro
diverrebbe una Marylin, Lady D.,
o Grace Kelly, persino.
Io, le mosche, le faccio vivere
fino a diventare vecchie
da non avere più ali da sbattere e
bocche di zucchero, da girovagare
ingorde. Perché io, le mosche
non le sopporto proprio.

RagDolls

Pubblicato: 17 gennaio 2009 da The Cats Will Know in scrivere
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Dreamer – anche i sogni vogliono il concime

Pubblicato: 1 novembre 2008 da The Cats Will Know in scrivere
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Il vento
prima si ingoia le onde
e poi le risputa

come me che
vado e vengo dal mare
continuamente

e subisco l’influenza delle lune
se c’è freddo o caldo
o se anche qualcuno
ha calpestato fiori
o qualche malcapitata
merda.

Che poi è quasi la stessa cosa
visto che di mezzo
ci passa solo
qualche secolo di neve
ed uno solo dei miei sogni
incubati.

Seta

Pubblicato: 27 ottobre 2008 da The Cats Will Know in scrivere
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Negli interstizi
in mezzo al cemento
nelle linee dove svettano
le case quasi nuvole, lo vedi
– l’erba cresce lo stesso –
meravigliosamente.
Eppure qualcuno
continua a chiedere ad un bruco
cosa sia la seta.
E si dispera quando questi
non risponde.

Cose da grandi

Pubblicato: 16 ottobre 2008 da The Cats Will Know in scrivere
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Eravamo forse troppo piccoli
e gli occhi – si sa –
crescono coi denti aguzzi
della fame.
Poi non la smettono più
di mordere
lacrime.

se mi se ria – e non è un pentagramma

Pubblicato: 14 ottobre 2008 da The Cats Will Know in scrivere
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La notte di stanotte
aveva una luna che spaccava
il buio

ed ho ritrovato gli occhi
nei miei occhi
finalmente mi mancavo.

E adesso
mi viene quasi da ridere.
Ho detto, quasi.

maledetti d'Amore

Pubblicato: 4 ottobre 2008 da The Cats Will Know in scrivere
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Ci si ammala dell’amore
che brucia, dentro.
E con la febbre negli occhi
si fanno le cose impossibili
con le braccia
con le mani
con le gambe.
E con gli occhi roteare
fino all’ultima orbita.

Fino a scomparire buio nel buio.

Strappare di morsi
il petto a squarciagola
urlare il nome
con il vento a favore.

Con tutta la voce.

Senza che mai (che mai)
altri occhi vedano oltre
la propria follia.
Malati d’amore anch’essi.

deSertika

Pubblicato: 2 ottobre 2008 da The Cats Will Know in scrivere
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Le deserte malinconie dove abito
sono cerchi perfetti.
niente di paragonabile
a nessuna casa che io conosca.

Infatti dove abito
non vi sono spigoli di nessuna misura.
Nessuna possibilità d’ombra
o cantuccio per rinsavirmi anima.
Come un deserto
qualcosa di sabbia e sole soltanto
E aria, aria a morirne.

Ho provato a scavare nella sabbia
c’era un volto dimenticato o forse
semplicemente omesso

un amico
un padre
un fratello
un figlio
un uomo giusto

Nelle le mie solitudini
entrava sempre con un sorriso di labbra acerbe
tacendo anche lui
per rispetto
una vocazione curativa a riempire il vuoto
col silenzio.

Aveva una cicatrice di sole sulla guancia:
colpa mia che chiudo sempre le porte sbagliate.
Restando dove non posso più .soltanto assente.

Impossibile

Pubblicato: 30 settembre 2008 da The Cats Will Know in scrivere
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Ho ragione di credere
che tu mi stia pensando
perchè non ho più
le chiavi nella borsa
e mi è caduto
il nome dalle mani.
Ma anche se ti cerco
ancora, io
non ti trovo.