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Il fiume

Pubblicato: 8 novembre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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La vedo, scende al fiume ogni giorno
per ritrovare stralci d'uomo o ceneri
di una cremazione
come se  la corrente avesse
indizi o un ordine emesso dal cielo, una secca alla gola
mai così benvenuta  se corrisponda
al ritiro delle acque
 
Ma l’autunno impasta di nebbia e piogge la restituzione. E lei
 
gira su una giostra di burattini a fili assenti
s’attende incroci, miniature
ponti che da vicino sembrano bocche di giganti in tutto quel masticare
                                                
                                                             indifferenza
 
Un salto lungo, per esempio
scempio che scuce i canali verso la risaia
come fa
il corpo
             forse
avendo perso la via maestra
 
cerca un mulino, un posto che somigli ad una casa, sepolcro
o vicinanza di una finestra che vede sempre il fiume

Lo vede come quando
vedesti me, per le fotografie e
si scherzava: – togliti il cappello anche se non sei tenuto, ma
sarebbe meglio davanti a un signora vestita
di rosso-

Concerti

Pubblicato: 2 novembre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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Avresti ricordato tutte le case di vacanza
di quali onde ne furono concerto, quali fili d’erba
oppure pagine nel letto, di nomi, di paura

di mostrare consensi ai voli dei falchi
di stringere nel pugno i voli dei falchi
 
E gli anni a passare come ringhiere, come
poveri cristi attorno, a spogliare soggetti

tanto più  in fondo quanto
il tempo

di essere stati bambini, a darci la  mano
così  stretta da spuntarla sempre, con il dolore

Non sarò più nulla né nessuno, per definizione
di chi lapida slanci, affetti, libero arbitrio

 
i luoghi
così come li sento
ritratti da quel giardino, che lasciai

coi suoi concerti di onde e fili d'erba
 
Mi chiamano a ballare , mi chiamano a ballare la mia cecità

avanzerò un fantasma, un nome, un rimasuglio o pensiero
che apra quattro mani ai rintocchi del mio seppellire

Segnature

Pubblicato: 22 ottobre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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Uscirò dagli abiti scuri, dallo stempiato dei capelli
ammainati come bandiere
 
Le mani sono a morsi
 
Le porte si apriranno, me lo aspetto
vedrò i riverberi al di là
dove il mondo è mondo. La strada che sovviene
è quella ombrosa e le mattine
rilasciano il dolore
attraverso il sangue che picchietta
sulla  mia commedia

Se questa mai sarà la guarigione
torno alle grate della segnatura
all’aure candide
veleggiante
sul collo della montagna
con le margherite e il significare del vento
l’origano, i seni fuori dagli orli
 
sarò l’inclinazione di un corpo
tendente
alla genuflessione
Sarò la mia stessa genuflessione
nell’odore che viene prima di ogni pioggia
 
Di goccia, un tramite ai rosai
lo sterrato a maggio
l’anello, da benedire come una reincarnazione

Cornici

Pubblicato: 14 ottobre 2011 da The Cats Will Know in Uncategorized
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(leggo che è comune il desiderio di tornare qui… 🙂

Cosa potrà valere questa cornice col mio incarnato dentro
il mio essere uomo, donna o un legame di orchestre
che ricompone gli odori dell’infanzia
la pelle di mia madre
 
 
il fiato è pronto alla sorpresa mentre passa nel cielo
un volo amaranto che farà scalo nel lago
presagio di amori coricati sugli approdi del sale
                             
Se guardo in alto, mi sento mancare.
 
Torno fra le sponde di un letto piccolissimo, da dove vedo il mondo
isola, preghiera, colore a macchie, muschio e terraferma
o una marea, che arrotonda lame di bottiglia
di vita in vita
 
 
La schiena di traverso, la pelle (una parete) e le unghie
non bastano a scavare una vicinanza che elude
il voler amare.

The Warlike Lads Of Russia (IL VIDEO)

Pubblicato: 29 luglio 2009 da The Cats Will Know in scrivere
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Che poi telefonare è così facile, basta un dito.
"Ciao come stai?"
Che poi ridere di se stessi e citare interi capitoli dell’ultimo libro letto fa così fascino
"Sono sato bene ieri sera"
Che poi a voler ben vedere anche citarsi va bene uguale
"Passo da te domani se vuoi?"
E non credere più a nulla è ancora meglio
"No, stasera tocca a me stare con mio figlio"
E poi colpire con una frase buttata lì per caso
"Stasera ci sono i fuochi, potresti venire tu"
Sempre per il gusto personale di esserci e non esserci, fare quadretto.
"Allora ti aspetto"
Che poi tuo figlio ha pochi anni in meno di lei
Che poi a sviscerare bene la cosa chi potrebbe mai dirlo
Che poi basta un bacio per dirsi addio per sempre
"Indosserai quella gonna azzurra?"
Che poi in un secondo stai già pensando ad un’altra
"Sì davvero, ho 47 anni".
Che poi siamo solo polvere e polvere ritorneremo
"Adesso vado a lavorare, ci vediamo stasera".
Come dire addio ad una mosca intrappolata nella carta moschicida
"Bacio, ciao"

la canzone in sottofondo è You’ve Been Flirting Again di Bjork

Ho una piantagione di cotone fra l'aorta e la voce

Pubblicato: 14 febbraio 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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Questa è la versione "audio" dell’omonima poesia, postata l’altro giorno.

La voce del bimbo è del mio Luca.