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STRISCIA ARANCIO FRA GOMME

Pubblicato: 23 febbraio 2009 da The Cats Will Know in scrivere
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Striscia arancio fra gomme

Vigne ritorte in tondo aragosta

Era tempo che scoccassero le cinque ore

negli occhi grigi di riso

Sorpresi  in un  bianco ciuffo

cadevano abbracci

e temevo l’addio

fra le mani limoni maturi

e strade tortuose nell’allontanarmi

Di te spaccavo gli sguardi lucidati di luce

sebbene non riuscissi a credere

che il fuoco bruciasse nei prati

Stringevo respiri nelle piccole tasche

e una solida zolla di terra rivoltata

che il trattore detestandola,

l’aveva amata.

Perfetto stavi  nel sole

Dedicandomi un bacio

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sfogliando. nessuno sa.

Pubblicato: 14 ottobre 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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mi bastavi
e muovevi la sabbia perché
l’acqua avesse un dubbio diverso

suonavamo Bach
e mi bastavi

e nessuno sapeva cosa fosse
quel tempo di una battuta
che trattiene i ricordi e corregge la vita

scioglievo sale tra le dita
come il giorno di un pianto
che non ha più il singhiozzo del sorriso

e mi bastavi
in quell’anello di latta sul ponte
con la bocca che sapeva di bellezza
di gelato e terre promesse
comprando l’America e i suoi errori

mi bastavi.
sì.
mentre guardavo i pezzi spargersi
in pollini di freddo
di un’estate mal consigliata

e nella palude di quel vivere iniziato
senza fiato da raccogliere
in un secchio di cose profonde
mi dicevano che non serviva a niente

se mi bastavi.

La sintesi spiccia – ausiliare del legno

Pubblicato: 2 agosto 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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Che aprendo lievitava pane
Indietreggiando grassa l’avvenuta
 
Le gote di una suora laica isterilite
Pronte ad assaltarsi il velo cavo
Riverso alle preghiere
Gonfiavano all’esordio noi primizia
 
Miglia di bambini in fila
Tenuti canottiere larghe
Costanti al colore aggregazione.
 
 – Era l’arrivo –
 
Le sedie addolorate mosse ai banchi
Sentivano l’odore dei conati
Reggendosi l’inutile ai domani
 
Poche premure
Due mani alle portate
Versavano gli avanzi interi intatti
Saziandosi al pensiero digiunante
 
L’ortica, sul banco sbocciava mesto ingoio
Cercandosi alle rose la promessa
Del duello
 Ingigantendo fetta al sangue
L’apprensione
 
 
**
**
La gola era il difetto del momento.
La pozza incognita seccante
Che avrebbe mosso il resto
Da affondare
 Goccia in profusione
 
Santuario: l’imperlata fronte –
Delegò riva il palmo innamorato
Mentre di pioggia s’invaghiva
Precedendo l’avversa siccità
 
Un canto
Di notte evaporava, stringente,
Sfinendosi nemica l’impazienza
Quando la sveglia risuonava
L’inerme adunata degli odori
**
**
L’unguento per l’umore
Era l’imbroglio
Del sale anticipato mestolo deviante.
A cosa mai valeva salarsi l’impressione.
A ruota,
domenica la consolante c’era
E poi l’aurora:
Serie di mani alzate senza colpa
Gridavano al Signore
 
 *
Da dietro lo sguardo valutava
La sola che ad essermi sorella
S’odiava a vive voce la brodaglia
Spartendone a corona
Molli pezzi
Svelta a ricompensare
 
E tutto intorno s’accudiva in un bicchiere
Il mare desolato da assetare
 
a Maddy  
 
 

dei

Pubblicato: 16 giugno 2007 da The Cats Will Know in scrivere
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Ricordo di una nebbia labile
che spargeva fra le tende l’ingordigia;
un’abrasione piccola fendeva il suolo alleggerito
rizzandomi le spalle in derisione.
Poi un guanto e una cesoia fine
insanguinata di giornata.
Mani tozze, forse incollerite
pigiavano la fame e lei moriva;
mancava lì e smetteva
fino all’ombra
dove sotto la pelle si bruciava.
Il pane:
come un ceppo sradicato
imponeva fra le mani denti a parte
disperandosi spugnoso,
assoggettato.
Poi confluiva la luna a rassodare
e albergata bussava la ripetizione;
l’anamnesi sbalordita
da saldarsi
granulo di vetro da ingoiare.    
Le piogge, fuori, ambivano invidiose
copiando pece in corrosione
per fibre srotolate da ossidare.
Il tavolo, dall’alto
m’incensava ammutolito
mentre inforcavo con le dita quel sapore;
e il calice versato più è tornato
neppure a sigillare la ferita.   
 

A MIO PADRE

Pubblicato: 18 aprile 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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Si ballava come sposi,
le tenaglie di un’altra vita
infierivano solo un poco,
come rossetto sbavato
sulle labbra d’una vecchia
signora.
Cedevoli i tuoi passi
incespicavano nei miei
ma sorridevi
come quando nacqui,
un vestito blu vecchia maniera
ti conteneva tutto,
anima e corpo senza gilet
in un giro di valzer.
Con ginocchia malferme
si piegavano i secondi
e ammiccavi alla mamma
che ieri, ieri non c’era più
e l’adesso era orgoglio,
di me e di te,
tornati Nome sulla lista
di un Angelo,
passaggio perfetto di due vite
a fluire,
un solo tender di mano per sempre.

3tre

Pubblicato: 12 aprile 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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Mi pagano una volta al mese
fanno suonare il mio barattolo
di ferro e colla appiccicosa

Ci posano quattro monete :
una per ogni settimana
stantia o vivace
di limbo o di passi nell’erba fredda:
a  inseguire farfalle o a scappare da cani

Settimane di gru apparecchiate su vuoti:
aria che prova a riempirsi
creare nuovi canali
sempre più alti per il vento:
il vento che sale e che scende dagli angoli vivi
delle case perbene con vie private
o delle fattorie ormai scoperchiate

Non so come camminare:
americane indisciplinate alla ricerca del tepore
di un pene da sognare nei loro cottage in riva al lago
quando ricorderanno il pelo fulvo l’occhio azzurro il dente marcio
la fiacca nei muscoli il mattino dopo, la pioggia

Un dito tagliato da carta  grana grossa:
non so come camminare corro per mantenere l’equilibrio
se mi fermo:
una gru in uno stagno 
inzacchero

Un lampione al centro della piazza
e le piazze sono circondate di luce
niente più anfratto paura intimità sotterfugio tradimento promessa
come alle diciannove e dieci dell’inverno di  un’altra me dodicenne

Muoiono i prati affacciati su palazzi rossi e gialli
a fianco:
palazzi blu
verdi
e a morire     
coperte
le ex case bianche di via della pace mondiale:
grigie commercializzate nerastre imprenditoriali
con pensiline che nascondono uffici  e panni ad asciugare
al vento che scende sugli spigoli vivi dei ponti nuovi dell’autostrada
sui recinti dipinti stinti con vetro o filo spinato
dita tagliate da una lattina d’alluminio

Lui sorride anche al telefono
Lui si addormenta di un buon sonno
Lui riposa accanto a me
Lui si fida di me

Non è una colpa se sputo sui manifesti:
affitasi cartelloni pubblicitari agenzia di milano
i milanesi ci san fare
ennesima faccia che si propone sindaco in un comune del napoletano
a nascerci  napoletani

Gli  ippocastani ancora sono secchi
pendono castagne spinose sulle strisce blu dei parcheggi
monete che mi hanno dato che mai riavrò

Piovono soldi sul mondo
sembrano pallottole
pallottole di piombo
Piovono irritazioni preghiere intolleranza perdoni
Tirate su i bandoni
Piovono soldi sul mondo
stampelle per farci camminare

Nel ventre la madre porta il suo feto.

Sifilide,il pesce rosso, è morto già da un mese.

 

 

 

 

 

COME QUANDO CADE LA NEVE

Pubblicato: 5 aprile 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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Vorrei stare come quando cade la neve
e il silenzio solo parla a fiocchi,
le dita sul filo del davanzale piegate
e un urlo di vento.
Come scendere e respirare
ancora nell’aria spelata
imbottita di bianco
sottratta di luci.
La gaggia nel fondo tormento
un laghetto sommerso le acque
stupite di grigio.
Sentire campane disciolte
ai silenzi brumosi mai spenti
al largo del tempo e del tuono
scomparso fra cubi di paglia
in cataste.
Vorrei stare come quando cade la neve
e le orme non chiedono passi
e fra denti di ghiaccio
s’ingoia la vita.

Lunedi' qualunque

Pubblicato: 30 marzo 2007 da The Cats Will Know in scrivere
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Lunedi’ di nuvola
aspetto che il bucato s’asciughi
sulla loggia d’occhi
di comignoli disorientati .

I vestitini da nulla
sullo stendino traballante
a sbirciare oltre l’ombra del muro
come stelle filanti
sotto il riso asmatico vento.

Giorni abbreviati
come un unico giorno
scaldato dal braciere di note
e da incriptati sbavaggi del passo

stenografie di amplessi
di forme friabili

grumo rabbioso
di girini di luce
con ciglia di liquirizia
che ci rovesciavamo al tatto vive negli occhi

Oggi il vento e’ ciarliero
ed i vestiti
si scrucciano rapidi e ribelli al sibilo

canto del selciato che chiama .

Attendo seduta sul gradino
orlo di occhio che tace
mentre il sangue preme pavido sulle ossa
affilando moti d’angelo e
gli atterraggi a regola
verso scrigni di tenebra.

Pubblicato: 29 marzo 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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Amelia

 

 

 

  

nella misura di un bicchiere

ha sciolto il rosso spento

delle labbra, Amelia

 

scivola via su questo filo

a piombo, come azzardo

di mano nella sabbia

 

e lascia al caso gli indizi

di un orecchio, un viaggio

di saliva senza tracce

 

ce la fai a raccontarmi

   dei tuoi capelli sparsi

        in questa stanza?-

 

posso dirti di un segnalibro

nei conti presentati

da elemosine di luce

che non chiude i buchi

 

di quel pus che si raccoglie

in morte sulle pezze

bagnate con bugie di vetro

 

vieni vicino a me

avrei voluto conoscerti prima

 

Amelia ha la fronte sudata

l’uniforme di gocce

nell’intuizione che rovescia il cielo

e non risparmia i crolli

 

non c’è omissione da parte

delle nuvole che sente sotto i piedi

 

(distorto resto di un inganno)

 

 

 

© 2004-2007

 

 

Si cambiano veloci le puttane

Pubblicato: 15 marzo 2007 da The Cats Will Know in scrivere
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Giallo e rosso si chiamano Kandinsky
e gli occhi azzurri
che sfiorano una idea
invece non fingono
i quadretti stropicciati
sulle cosce
dita mani labbra
alla rinfusa come una fame
di caramella
rimasta nella tasca
senza più gusto
se non quello di aprirla.

Assurgono a molli cieli
Spergiuri
Alti gradini D’essere,
espansi e latenti di Lussuria
a balenare
all’estrema frangia del colmo.
E ritrae curva sensibile l’anima:
Irte dure linee erette
A ingordigia diletta e docile
Si saziano,
astratto ancora l’arbitrio
E pensa d’esistere su foglia,
E scivola labbra inconsuete di saliva rovente,
E tocca la pelle il mare interno di ieri,
che sa,
che legge parole intontite di droghe arse
nel cielo disfatto,
come letto in affittto.
Maltratta l’esanime lingua ribelle che striscia.
Cursum Perficio.
MissNightingalefairy-girl600

SosPendo

Pubblicato: 1 marzo 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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goccio la quiete
oltre finestra
corrente d’acqua
e patatine
croccanti come un occhiolino.

questo. è.

Pubblicato: 21 febbraio 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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Sotto braccio al silenzio mi allevasti un addio

– barattavi stupore –

scadendo sull’immagine di chi non torna

un carro da buoi offrì ospitalità alla cenere

e nel grembo di un appunto infedele

trainando altrove la mercanzia

mi indicasti schegge di confine

così da  avvolgermi in tempi di piccolo taglio

 

suggeristi  ai fianchi

che il ventre non inganna i ricordi

 

ché il volo traccia sempre una croce

Pubblicato: 19 febbraio 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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COSTRUIRO’ UNA BALAUSTRA SULL’INFINITO

 


Quando il tutto è così

misticamente sotteso

da sussurrarmi scie d’anima

voci nel petto silente

fogli carta da zucchero

espressioni coriacee.


Aggrappata ai tuoi occhi


Voglio mostrarti le mie cicatrici lunari

il mio cielo trafitto

la tua assenza assassina.


Costruirò una balaustra sull’infinito

per tornare da te

in punta di piedi

incurante dei precipizi.


Costruirò una balaustra sull’infinito

per averti con me

con la coda dell’occhio

lucente del tuo sole.


                                                            A Paolo

  

RiFletto

Pubblicato: 14 febbraio 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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Ah, le sere di campagna sulle foglie
faccia di luna e sogni
come zanzare
superflue le domande
e gli occhi sempre distratti
o quasi
da un lamento o un’eccezione
che la regola  prevede
-non ci si perda-