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Dove

Pubblicato: 23 ottobre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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A luci spente,
a giusta distanza,
dove sosta il sonno
e la cera copre nervosa tutte le lettere,
dove un pensiero si incatena al muro
e a parlare è l’anima scomposta.
(Prologo)

Lì per terra,
era la complessa incisione di rottura
di boccioli freschi decapitati
trafitti nel verde a mezz'aria
che perdevano l'ultimo fiato
nel tempo di un bambino,
mentre la città e i suoi scheletri,
rappresi in un solo croco viola
scioglievano pian piano il loro colore
nelle mani di un angelo grigio.

Non saprei dire dove vidi questo,
e dove vidi poi
quel ghiaione di radici infrante
di due tondi profili azzurri
che affatto inosservati
già si consumavano avidi
accanto al diavolo
dietro le persiane,
con le bocche fasulle
che si univano svaporando
nell'ultimo violento gelo
di un connubio fuori taglia.

Senso che si combina con l'ipotesi,
domande che si vestono di unghie e corna.

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La stanchezza provocata dal fumo
Dall’aroma delle sigarette
Come un virus
Crea dipendenza

Ti svegli al mattino che sei già a terra

Passa dai bulbi olfattori
Come un aroma inebriante
E intasa i neuroni

Questo dipendere dal tabacco bruciato
Dalla combustione della carta e tutte le sostanze nocive
Che spennellano di catrame i polmoni
E riempono di denso catarro la laringe, la trachea e i bronchi

Le tabaccaie che ti porgono sorridendo
La tua dose di veleno legale
Col monopollio fiscale di stato
Diana Blu da 10
I soldi che vanno in fumo

Ti dici:
"Basta, questa è l’ultima"
"Poi non fumo più"
E invece…

Vorresti calcolare i giorni in cui riesci a non fumare
Ma poi non ci riesci
Fumi di nuovo

Vuoi fare questo vuoi far quello
Alla fine non combini un cazzo

Sei pigro, pigro, pigro

Sei stato due anni e mezzo senza fumare
Poi una sera:
"Vabbè dai…"
"Le scroccherò solamente, semmai…"
"Una al giorno"

E ti ritrovi a dover di nuovo combattere aspramente contro la tentazione
A dover dirti:
"No, quando mi viene lo stimolo"
"Devo ingollare e masticare una gomma Nicorette®"
Ma non ci riesci

Rischiando di farti sballare la circolazione
Riempiendo le tue cellule di merda portata dal sangue
E le tue cellule possono anche impazzire

La pigrizia è una forma di depressione
?

La CRAVATTA è il passaporto degli STRONZI

Pubblicato: 23 novembre 2008 da The Cats Will Know in scrittura
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Quella che mi prende alla gola
E mi fa vedere il mondo come un guscio vuoto
Chiuso in una prigione dorata

Odio non poter scrivere racconti e romanzi
Ma solo questa simil cosa, questo simil straccio di simil poesia
Ora che la poesia è morta, morta e sepolta, morta, sepolta e sepolta di nuovo
Odio non poter scrivere racconti e romanzi

Sono fermo, assolutamente fermo, desolatamente fermo

(mi manca il respiro e quasi soffoco)

Sepolto da una cappa di insensibilità, ipocrisia, indifferenza, menefreghismo, banalità, agressività repressa, ignoranza mascherata da cultura, oscurantismo mascherato da scienza, superstizione mascherata da religione ecc ecc ecc

Odio i poeti, soprattutto quelli bravi
.

 

Enteronauta

Pubblicato: 9 settembre 2008 da The Cats Will Know in scrivere
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Ho sempre uno specchio rotto nella borsetta,
quell’immagine di me così scomposta
mi ricorda l’Io Diviso che mi porto dentro.
 
Mi piace guardarmi,
novella Demoiselle,
trafitta in spazi irregolari,
 gli occhi tagliati di sbieco
e la bocca che incespica su un’assimetria.
 
L’ermeneutica traduce  questa esegesi delle fratture:
un domicilio coatto con un ego insoddisfatto.
 
Un’anima carnalmente nuda
fa la sua spettrale apparizione
Amleto, padre di Amleto,
irrompe con la sua vendetta,
mentre Cocteau sospira:
 “non frugare troppo nel cuore, c’è di tutto nel cuore”
e  l’Io Diviso rientra nello specchio
borbogliando piano:
“vado a fumarmi un’altra sigaretta”.

 

C’erano le ore nelle strepitio

stanco di una gioia smossa

E le doglie di un parto a termine

che non superava la notte

Fra le cortine di polvere

si alzava la pena

di quando ancora un bollire

sottotono s’incantava per nulla

 

E ora le nubi s’apprestano a gonfiare

Oltre le rose del giardino si sente

il lamento che vento domina

al braccio alzato contro il sole

 

Denti d’oro rilucono e non mordono

 

Le bocche si schiudono per un sibilo

laddove non esiste il decoro

e neppure lacrime da consumare

 

C’era un groviglio astuto che premeva

nel fondo

e poi ancora un cavillo addomesticato

che dormiva da anni

Eppure si sentiva l’aria giocare

Che il futuro sbraitava tanto e forte

al suo passaggio

 

C’erano le ore nello strepitio

stanco di un dolore smosso

Aperte le stanze e volate via le foglie

sui muri non vi sono ora ombre a passeggio

Ma impronte

 

Che lascino esse solo deserto

 

Fioriscono cactus anomali

a forma di pietra

Elevata sui giorni

Fioriscono segni sulle crepe diritte

Senza sogni

Senza piedi e mani

Vuoti all’interno come scavate buche

al passaggio.

 

 

Detestando un inquieto
rimasuglio di gesti
 
Diluiti
 
Rimanendo fermi
a guardare giunture
in scricchiolare violento
che eccesso sbatte alle spalle
 
Dorature spiegazzate di luci
allo sfinito giorno
Accatastando le ore si entra
e si esce rompendo gusci di
piombo
 
L’esatto premere sul vetro
delle tensioni astruse
e l’impatto devoto dello scrosciare
 
Sul cuore rigido
 
Ponendo le assi a trattenere fango
si sbriciolano mani in traslucido effetto
Di un borbotto morbido
 
Le ansie placate dal sorriso che riempie
 
Le gabbie
 
Le esistenze cambiate
 
Le gioie
 
in posizione verticale
dove si può credere al nascere
di mari e colline
 
Allora parla un’anima docile
sostenuta per pochi secondi
da cantilene contente
 
Nel fiore di neve e di ghiaccio
impotente
 
Fra i dossi bruciati di gelo
 
Nell’avallamento profondo
della speranza
 
Cieca 

Notte1

Pubblicato: 25 settembre 2007 da The Cats Will Know in scrittura
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Ora ti sei messo a posto
e piangi di intrigo contento
fra il boato bianco della pioggia
e la faccia che avevamo.
Questo pane e’ piu’ nero del fumo
e lasci un filo alla porta
ad ardere la gola ,
luna piena perduta
in frantumi nel letto .
Non disfo i bagagli ,
la sera e’ sempre un ritorno in fila
all’ addiaccio nei sottoscala
fra i brontolii degli smeraldini al collo
e l’ombra lievemente scossa delle nubi.