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Sarà perché non piove da mesi

Pubblicato: 8 maggio 2012 da almerighi in Uncategorized
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Sembra la prima volta,

Barba fissa la moldava che si alza

la poesia è acquattata fra la sedia e lei

sotto toni grigi inguardabili, incantato

svestirebbe Antigone fin sopra i capelli,

ma non riesce a liberarsi respirando

e io non sono suo commensale.

Esco mi getto sui binari

questa è un’epoca di vita sana

e isole per fumatori.

Malgrado le effusioni dell’immaturità

l’inflazione è tornata a scaldarsi,

sfioro il tizio con cui parlavo a modena

sette mesi fa mi riconosce subito,

chiede come sto,

ha sete vuole qualcosa per bere

sarà perché non piove da mesi.

Non cerco chiuse

aspetto sui binari

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Autobiografia di un pugnale

Pubblicato: 3 aprile 2012 da almerighi in Uncategorized
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Un coltello un campanile un gatto

orfani cresciuti pieni di rabbia

la rivolta ringhia messa all’angolo,

Ian Palach è benzina

per chi ne vuole accendere,

i brigatisti messi all’asta

e aggiudicati a peso d’oro

confidano l’errore al mandante

i pentimenti e una redenzione

prescritta in punta di pugnale,

non ci sono martiri a Trento

banalissimi vuoti solamente

e margherite sfiorite in proprio

da una a cento, premature.

Sotto i muri della casa del popolo

qualcuno ripiegato non dice

quanto eravamo più felici

ogni Venticinque Aprile,

il bel tacere è medicina

delle salme di governo.

Aspettavi i miei occhi

Pubblicato: 3 marzo 2012 da almerighi in Uncategorized
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Non piangete,

stasera niente cena coi soldi dell’affitto

da oggi sono statistica e non è colpa mia

è stato un incidente,

per riparare mi autonoleggio

non andrò più al mare

a ridere con le ragazze,

 

non è nemmeno dell’amministrazione

faceva troppo freddo, colpa di nessuno

una mattina senza gola e senza testa

il poco sole tutto per lisciare

la barba all’appaltatore, e si sa

certi chiari di luna

si scorgono fin dal mattino

 

io al primo turno, che si deve fare presto

e non importa una pressa sbiellata

della cisterna senz’olio, tu cara

aspettavi i miei occhi da così tanto tempo

che però non li ho più.

 

i poeti non contano

Pubblicato: 3 febbraio 2012 da almerighi in Uncategorized
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che la carne non torni

superata dai versi

lo dimostri da ieri,

addio Szymborska,

bentornata Szymborska

nel terzo millennio

che non respira

perché non ha più sogni

dov’è via vai di curricula

nell’instabilità fissa,

i poeti non contano

ancora sognano

bologna Anno Zero

Pubblicato: 10 novembre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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spero non siano tutti così
giorni da religioni senza chiodi,
ricordano la microfoto risolta
di una depilazione votiva,
guardo di nascosto l’alieno
sul sedile di fronte
sa che lo guardo,
sono finalmente nel giusto:
dio benedica la disposizione
di salvare vite a scimmie reversibili
anche adesso, bologna Anno Zero
nell’anno in cui la certezza
s’incunea sotto vicoli già bui,
la provenienza incerta da far dire
io sono un bastardo
precipita nel dubbio delle origini,
senza divisa l’educatore
non sa proteggersi
dai suoi stessi insegnamenti
caracolla come piccioni
beccando il passeggio, i riepiloghi
pavimenti diadochi, e i fallimenti
di Ventennio e Diciassettennio,
la vicina, quando non beve cocacola
simula con mano ferma
e malinconica, rimango qui.
Prova a star bene almeno te
dimmi cosa fa il tempo
alla prossima, ciao

Scontro dialettico sull'orizzonte

Pubblicato: 4 novembre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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la Jee ha appena incontrato
il grande amore della sua vita (anonimo) 

Ti sei svelata un attimo
vita da tenente di complemento
disperso nei passeggi di verdun,

inutile scontro dialettico sull’orizzonte
ho necessità di una forma qualsiasi,

penso ai miei ciottoli di noce
gettati senza affanni in calcio d’angolo
al mutismo animale e nascosto
di un andare a capo senza precedente

all’emozione di poter sopravvivere
su un satellite tirato in secca
scavando con voluttà trincee
per guardare dove l’uomo nuovo
solitamente appoggia i piedi.

Hai presente le facce pubbliche,
umide, la pelle di lumaca non è terrestre
ma purtroppo abitano qui,

dieci minuti loro in affitto
non sono dieci minuti di panca
col grande amore per sempre,

e invece è tardi fa freddo
offrimi musica da camera per senzatetto,
non voglio essere padre parete
solo accompagno in camminate
a scendere dai letti
verso acque che cambiano

cercando altra musica, come
ogni ricorrente inizio.

Caro Amore

Pubblicato: 2 novembre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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Caro Amore
ti scrivo con mani alzate
dall’hotel majestic
luogo d’incontri mai sbagliati
d’inganni e carni fredde,
ti scrivo con quanto e come posso
per averti vicino ancora un poco,
cucita nel ghiaccio
salvezza di un minuto.
Guarda cos’è adesso il tuo uomo
traversina nel luogo
in cui caronte morirà con onore
accoccolato alle tue ginocchia,
pronipote di dopoguerra
e milioni di tregue,
ancora non ho rifatto
attitudine al sole.


cassette postali

Compagno di gabbia

Pubblicato: 26 ottobre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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Dall’alto ferito
la guerra è rimasta addosso
disperata,
le mani di lavoro
seno dimesso,
gli occhi conservano
nuove profondità,
c’è un olio per tutto

anche per me sul filo
ad aspettare
la vertigine che sono,
l’inverno già in agenda,
porto messaggi
becco sassi
inganno la buona sorte,

provo pena
per il vecchio tinto
laggiù, che fa la ruota
a una slava,
conosco il suo freddo,
ma non so spiegarmi
le pene coloniali
di questo paese.

Coprimi papà,
voglio dimettermi
da passero, voglio
mettere l’inserzione,
voglio avere un nuovo
compagno di gabbia.

terra carne (per Andrea Zanzotto)

Pubblicato: 18 ottobre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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amo il Veneto tua terra carne
sbrinato per sempre
di bestemmie estreme unzioni
ancora adesso straniero a casa
per ricordare una persona
la fila dei suoi cigli
con penna affaticata e sporca,
allora che dire
– hai mancato la promessa
come mamma
e come neve, ma
tutti vanno via scivolati
da questa terra carne,
sit sibi terra levis

piccolo mattinale

Pubblicato: 13 ottobre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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lancio a salve il saluto
un raffreddore non basta
a ritirare lo scandaglio
dal tavolino di un caffè,
l’improvvisato risveglio
sembra meravigliarsi
appollaiato allo scontrino
sul mio tavolo in sosta
dove sono stato,
un saluto, semplice saluto
cordialità non distrazione
a dire siamo ancora qui
e c’eri anche tu,
paginetta di riso
a strusciarci un po’
ciao, buona giornata

cicloturisti

Pubblicato: 21 giugno 2010 da The Cats Will Know in scrivere
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Bernard Hinault

L’antico fuoriclasse
scalava l’Alpe con la stessa
mistica naturalezza del mandarino
schizzato via da un porta frutta
colmo di grazia di dio
e finiva cantucciato dietro un mobile
dove neanche il gatto poteva arrivare.

Marco Pantani

Uno scalpello randagio e romagnolo
come me, non che sia stato un merito
per lui o per me, coincidenza sì,
come la sorte che gli tagliò la strada,
e molto peggio la cocaina
nel soqquadro di solitudine
dopo l’ultima sconfitta.

Felice Gimondi

Il non si sa mai mirò
quando era molto giovane e bergamasco
sotto veste di un belga
dal cognome impronunciabile,
e mio nonno al bar lo difendeva tratto
perché un eterno secondo è quel momento
che non finisce mai.

Rinascenza

Pubblicato: 12 febbraio 2010 da The Cats Will Know in scrittura
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Luglio Agosto Settembre straniero
la neve travalica il passo sicuro,
mi sento scheggia di campanile
destituita di senso dal mondo,
la nausea montare violenta
l’invadenza puerile del ghiaccio,

come quando d’amore si vuole
e si muore, in tanto brillare
tracciante il buio assonnato,
le parole là a soqquadro,
bestemmie ingentilite appena
nel riquadro di un sogno,

entità profonda del peso,
così lo vedo vestire
di un filo di perle, adagiato
e molle su voli di rondini,
lontane incorporee voci,
croste di pane lasciate in sorte

ai numeri primi divisi
sulla stessa grandezza
d’una condanna a vita,
rinascenza, averla sì,
per ingannarle il tempo
pensandola sciogliere.

Pubblicato: 30 dicembre 2009 da The Cats Will Know in scrivere
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Poesia?

Pane duro per chi non ha denti.

 

Buon 2010 gatti

Fine agosto

Pubblicato: 19 dicembre 2009 da The Cats Will Know in scrivere
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Fine agosto di mia vita,

levigato adattamento

di un’indagine a venire,

dei viaggiatori in discesa

vedo le mani afferrare la ringhiera

per meglio dimostrare l’anulare sovraccarico

di damaschinature da fidanzamento.

 

Molti elementi della riproduzione sessuata,

i ritmi tribali, gli avvisi di chiamata,

la poesia bene assimilata,

mai saranno parti di me stesso.

Basta l’imprendibile attimo di gioia,

senza tutto il cercare dare avere

delle ragionerie.

 

La perdita finale riuscirà

a quadrare ai ricavi i costi,

mi sento bene adesso, e sono

stazione di servizio in aperta campagna,

mi vedo passare

pensando come potermi sfiorare  

senza evitare un  sorriso.

 

Rientra l’ipotesi di donna

fatta di ogni donna

e non saprei nemmeno del nero tulle,

ma prima di concedermi i miei passi

voglio restare,

scardinare l’angusta intercapedine

di questa poesia.

La settimana

Pubblicato: 26 novembre 2009 da The Cats Will Know in scrivere
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Sono l’uomo che strappa

la fotografia dal proprio manifesto,

senza margine d’errore

l’incolla alle stravaganze

della settimana uscente

esiguo il vantaggio,

il basilico agonizza

di sete e di nebbia,

le ore non in grazia di dio

tormentano soprattutto

quando è buio, e disprezzo

quel sopravvivere inquieto

nell’anta di una biblioteca

rovesciata contro il muro

senza avvertire il gemito

del meteo sfavorevole,

la domenica mattina

a rubare profumi di cucina

dalla strada di messe finite

già da molto tempo,

non c’è spiegazione

nell’aspettare estati

col vestito buono,

poi dimentico il tripudio

al pensiero di non avere altro

che me stesso

per la settimana entrante.