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Scontro dialettico sull'orizzonte

Pubblicato: 4 novembre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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la Jee ha appena incontrato
il grande amore della sua vita (anonimo) 

Ti sei svelata un attimo
vita da tenente di complemento
disperso nei passeggi di verdun,

inutile scontro dialettico sull’orizzonte
ho necessità di una forma qualsiasi,

penso ai miei ciottoli di noce
gettati senza affanni in calcio d’angolo
al mutismo animale e nascosto
di un andare a capo senza precedente

all’emozione di poter sopravvivere
su un satellite tirato in secca
scavando con voluttà trincee
per guardare dove l’uomo nuovo
solitamente appoggia i piedi.

Hai presente le facce pubbliche,
umide, la pelle di lumaca non è terrestre
ma purtroppo abitano qui,

dieci minuti loro in affitto
non sono dieci minuti di panca
col grande amore per sempre,

e invece è tardi fa freddo
offrimi musica da camera per senzatetto,
non voglio essere padre parete
solo accompagno in camminate
a scendere dai letti
verso acque che cambiano

cercando altra musica, come
ogni ricorrente inizio.

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Compagno di gabbia

Pubblicato: 26 ottobre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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Dall’alto ferito
la guerra è rimasta addosso
disperata,
le mani di lavoro
seno dimesso,
gli occhi conservano
nuove profondità,
c’è un olio per tutto

anche per me sul filo
ad aspettare
la vertigine che sono,
l’inverno già in agenda,
porto messaggi
becco sassi
inganno la buona sorte,

provo pena
per il vecchio tinto
laggiù, che fa la ruota
a una slava,
conosco il suo freddo,
ma non so spiegarmi
le pene coloniali
di questo paese.

Coprimi papà,
voglio dimettermi
da passero, voglio
mettere l’inserzione,
voglio avere un nuovo
compagno di gabbia.

bella rumena, occhi polpettine, ciao Andrea

vedi l’intenso del tuo portarti avanti semiportante definitiva

furba

dove hai imparato a servire il Jack Daniels

forse il baretto di Tortona, o quello di Bratislava mentre batteva l’agone

e la miseria nera, nera la capra e nero il grasso

e le patate nere e nera la strada l’ingresso il porfido

la scommessa a vita

nera schwartz black noire negra negra negra

bella romena nera terra di freddo terra balena

un pacchetto di Marlboro avvelenate

e il tuo sorriso sopravvivente. Ciao

che non mi è più capitato di perdere

sciao bellamora, mi strucchi l’occhio destro

e tutto sembra convenga, bell’agra di te sembra

diventare nuova vita e potente doratura

dove tutto ha bruciato almeno ventidue volte

d’età balenga e mondo storpio, fratellarsi sulla

porta, o piccole cose con sete d’acqua agonizzante

sui lungomai e i marciapiedi degli assassini

improvvisamente puliti dal sangue, ciao Andrea

bellamore puttana di ritorno

a due soldi all’ora un fiato si mantiene a giorno

vacca lustrata vacca madre e il padre

il toro, la stalla un incubo diniego, io mai io mai io mah

mi serve il mondo, il mondo muore là. Facci due giri attorno

si ciao Andrea, occhio di luce, bevere la birra dell’amore

in quel vino scarico, quante grane

simili sono tornate dal bivacco, due costolette d’agnello

il burro manca il grasso il cane canta il gatto

l’abbiamo mangiato il gatto ma

tu sai cosa vuole dire avere fame di tutto

e che oggi ti spacco.

Miss Tibet 2008

Pubblicato: 18 marzo 2008 da The Cats Will Know in scrivere
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Penso di voler sorridere,

magari con occhi di vetro

da una foto tessera appena

appena virata a cosmetici,

senza trattenute di sorta

addizionali non addizionali,

neppure un coltello

o il depilare incauto

sorridenti margherite

al primo sole, ma

qui è morta anche la morte,

gran secco su casette

di chiocciole sfratte

e buchi di fioriera,

Lhasa a milioni di miglia.

olio orante

Pubblicato: 14 marzo 2008 da The Cats Will Know in scrivere
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angelo privo di sesso

occhi chiusi inclementi

all’impudicizia di polveri,

particolato di stoppini accesi

profitto di cassiere spiritate,

ovunque sia adesso dorme

perché d’occhi chiusi

la vita è piena

 

non comprendo l’intimità

con me stesso, dannatamente

illusa sia nostra, domani

datemi una data,

qualunque sia vivrò per essa,

ma oggi gratto cere

in santa maria delle nevi,

e non ho angeli

 

nessuno

Quel film che l’angelo passa a trovarti in pasticceria,

ti chiede la mano,

la mano data all’angelo scivolerà sul ghiaccio fino

tanto che brucia

e quello dell’acqua fredda con gli altri attorno si

sfilaccia, immagina

il vento prende il segreto il vento muore mentre

 

quando catturano i cavalli urla al deserto di Fante

spossata a brillare

di luce equivoca di luce esplosa di poco importa qual

buio infuriare

e buio nell’appartamento dove ti scopasse un ragno

qualunque, senti

è solo cinema è solo cinema il muro che parla, gli altri

 

( io ti farei alzata molto spazio alle braccia

  dipendere umido tenero inadeguatezza

  un bosco di lumini che attraversi Lucia )

 

( io le rificco gli occhi le butto via il piattino

  ti porto a me allentata la sicura verde

  guardami! Vendimi il mattino. )

A spicchi s’indovina l’aria
Le macchie nebulose
d’oltre cielo affrancano
i suoni spenti
 
In circolare movimento
cadono le gocce appese
e nei fossi s’inzuppano
le serpi d’estate
 
Tra erba mossa dal
rumore del sonno
Invischiato al luccichio
Frenato di albe accese
 
In gruppi di fili pesi
sotto le orme andanti
delle cose accadute e dei
misteri a venire
Che non si lascia una
parola a spiegare disegni
 
E si infrange l’urlo
 
Piegato dai rami neri
a ciondolo sul giorno
Come veli da alzare di fronte
alla promessa
In azzardo di tempo
d’un errato si
 
S’appaga la tenue speranza
Nelle ceppaie stinte
Oltre steccati divelti da
ombre
Le minime strettoie dei sentieri
in discesa
Premono
Sui prati remoti al travaglio
 
(dolce ritorno, il volgersi lento)
 
Restano le unghie di ieri
Attaccate al tronco
Un basso appiglio fra rovi
Che s’urtano
In vigore e attorciglio
Nudi
 
(vestimi d’ossa al mattino, non so dire chi sia stato a ferirmi)
Fra i sogni