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“tedio di farfalla”

Pubblicato: 9 maggio 2012 da nn in Uncategorized
era meglio la vita da bruco
quando foglie di gelso sbafavo
mantre adesso farfalla, mio dio,
un’intera giornata da vivere…
 
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“psicosi”

Pubblicato: 11 febbraio 2012 da nn in Uncategorized
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il saggio malato

rimescola il riso nel piatto

ci mette il formaggio, ridacchia,

poi intinge panini nell’olio

argenteo impugna il cucchiaio

che inizia e conclude il suo mondo

lo guardo

lo guardo

lo guardo

mi coglie il sorriso alle labbra

e il cuore si scioglie negli occhi

tra lacrime che riconosco

avendole spesso incontrate

 

il saggio malato

alza gli occhi dal piatto in cui vive

non so se mi veda ma ride

dal bordo del piatto vorrebbe

buttarsi nel mondo e anche stare

star fermo e non muoversi più

mi guarda

mi guarda

mi guarda

le folli risate mi narrano

un tempo mortale e finito

noi due che ascoltiamo le voci

che solo lui sente

laggiù dove ognuno ha il suo nome

laddove ogni nome è il suo nome

“al mio Maestro 2”

Pubblicato: 3 febbraio 2012 da nn in Uncategorized
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Ti veneravo come mio Maestro
quando dicevi “prendi
fra le tue mani
queste raffiche di vento misto a pioggia
guidale altrove…
apprendi l’arte ignobile
di coltivare i fili d’erba ad uno ad uno
e di contare come Dio le foglie,
di coricarti sopra la mia pelle
arrotolando… qui…
tutta la vita – ciò che ne resta
ciò che ne sarà –
a questo spigolo calante della notte
– che importa se s’accende già di stelle –
chiuderò gli occhi ”
Non ho imparato, sai, non ho imparato

“al mio maestro”

Pubblicato: 31 gennaio 2012 da nn in Uncategorized
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un cono
di felice penombra
mi protegge da me
dalla mia mano destra
profumata di te
mio indulgente Maestro
(non farai mai domande
difficili, vero?
non chiederai mai se t’amo)
… e stavo attenta attenta
… e ti guardavo, guardavo e ti ascoltavo
cercando d’imparare
(se mai ci fosse stata
la parola
giusta da dirti, giusta per amarti)
… attenta attenta
quando è talmente semplice non dire
starmene zitta e ferma
a protestare
contro la follia cieca del destino
– che non c’è – e non c’è niente
oltre all’incomprensione
che ci lega
nel nodo di un amore volto altrove