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Si può pensare dopo le idee

Pubblicato: 13 marzo 2012 da micheleortore in Uncategorized

Ci siamo sciolti al chiaro di luna metallico

nel petrolio ostiense salato

come teneri barbari senza domande, invasioni

da vivere, vini da bere nei teschi;

mani e polsi e vertebre stellate

gocce di latte lungo la schiena

e porte vuote del senso da aprire con diamanti

nelle notti del Circo Massimo,

a dormire avvinghiati come randagi impazziti di luce

fra le tube del Palatino e l’asfalto attorno

quasi una battigia, bottiglie di vino urlare

poesie di Majakovksij dai denti rossi,

sapere sapere sapere e non capirci un cazzo

se non dello spazio bianco senza sonoro

dietro gli eventi, la forma che può avere

il retro del sole, e allacciare gli appigli

fra miopie frequenti, disegnando ritratti

di tutto ciò che nell’inferno non è inferno.

Non inquinare il cielo ma solo un po’ di sé,

quel che basta a sbagliare l’accento e inventare

nuove parole, morire di più, essere banali

e chiamare il bibliotecario gentile

o il timido che somiglia, chiamare come merita

perché scivola in declivi di felce la vita

e solo strappando magari dall’alto

si vede qualcosa

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