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Misurazione collaterale per soglie in travertino

Pubblicato: 18 maggio 2012 da domandedibambu in Uncategorized
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Lucidata sul piano, soglia liscia
con carezze a piedi impari
nelle coste in vista l’equilibrio
fragilità
del solfeggio: fa sì l’entrata per tutti
secolare
s’affolla l’uscio

di là, larghezza collinare per stagioni prevedibili
                   svenimento
il cipresso
                               la peonia
l’erba cinerina

qui, la lunghezza allineata di ore livide
d’accordi deviati
poi ordinati
in saliscendi disgiunti

per quanto

sottogradi, gli spigoli smussati
in opera a fatica
con malta bastarda i pensieri tendinei

alcuni, oppure

le tue soglie da donna spaurita
le gambe dell’alibi avverso
teso in uscita
nostro
secco
il caso
vuole sigillature di giunti e grappe
per vegliarti cara la morte.

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TCWK

Pubblicato: 2 maggio 2012 da domandedibambu in Uncategorized

Caffè degli Artisti – al

Pubblicato: 1 maggio 2012 da domandedibambu in Uncategorized

Lo stato in luogo è un pregio
del cielo

non trovo altra parola
che vada
che torni
negli occhi distesi più del moto a scatto
di un giocattolo vecchio, di più

vuoi rivendicare dal bancone
di fine giornata, un pegno di vetro
per astenia di sguardi
un aperitivo di palpebre strette
in quell’unico spazio che ci contiene
in dentro
incauti segni, passaggi tra ghiacci
e limoni
per secoli e secoli. Non che al Caffè
degli Artisti
si passi per il tempo di bere
tale bitter al curaçao, stare
e restare sotto un cielo premarcato
– tra le mani –
compie il volo del pipistrello
per la cava scura
che ci contiene
in gola
ai crepacci
in riva
ai frutteti notturni.
[Di più, galleggiare
stalattiti
puntando al ventre
nel luogo inumano.]

 

 Shaman’s insight into human raindrops

Words keep their watering
wanderings warm
wonders of an errant cycle
can’t you be weeping
through cloudiness
the millennium eyes
the borderline thought of flipping floods
-tiring awareness

airy
what earthly in fire
likely a rest for the body, mind
don’t lie

when
the
drop
is
inside
-insight-
the meaning is outside
-sole right to rain.

 

Visone dello sciamano agli uomini tristi

Le parole distano dal freddo
girovagando acquaiole
stupori d’un ciclo infedele
non riesci a piangere
forse
per le fitte
fitte nuvole
e gli occhi millenari, il confine dubbio
sponda di rovesci
rideste fiumane faticose

aereo
quel che brucia di terra
verosimile
legge
la tregua al corpo, ma sorveglia
non mentire

quando
la
goccia
è
dentro
-sguardo-
il significato è fuori
-unico bene alla pioggia.

 

L’arte astratta di un arlecchino viaggiatore

Pubblicato: 22 aprile 2012 da domandedibambu in Uncategorized
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Né avrò il muso bruco
senza ripartire per vie di ferro, la mela
che inchioda a terra il sogno greve
corre indosso e dritta la vita
curva, dove
spina dorsale è il tempo aperto alla finestra
che ricorda nudo il secondo
certezza ferma all’orlo folle;
sott’acqua allaga il cuore
e i pensieri corrimano, lega funi ai nodi
per memorie ancora invisibili.

Né avrò il muso brusco del perdono, buio
                     dimmi
                            sono nato per morire 
e se la scelta a due a uno
chiude, indovina chi
sogna l’altro giorno da punire
presente d’un solo mare

un lampo a mezz’aria maschera l’abisso
dei tuoni: quando ero la ferrovia
che scende ad arco, senza paura

o i colori del putiferio, parete ingombrante
nella galleria di Dio.

Studio micrometrico nella farmacia di paese

Pubblicato: 2 aprile 2012 da domandedibambu in Uncategorized
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Amadeus mi accompagna in piazza, vorrebbe scorticare
di grazia quel muro o quell’angolo della cattedrale
per nascondere il pretesto da comporre controsole
il dramma giocoso tra medicina del corpo e la socialità,
con cura medicamentosa dell’anima

prima di lanciarsi in farmacia bisbiglia
così fan tutte, facile perdonargli il sorriso o abbandonarlo
limone sugli scaffali in diligente ordine di curiosità

le note qui dentro non trovano polvere
trovano scatole scatolette tubi impasticcati
antirughe anticellulite, persino il filo interdentale alla malva
dietro il bancone stile bancone e dietro ancora le tre di MacBeth:
tale a tale b tale c, centimetri di camice, segmenti di braccianti
le dita con anelli, gli occhiali da ricetta metti e leggi e scivoli sulla fronte
ricezione di commesse

ma in questo girotondo squadrato e fermo medievale
così fan tutte. Mi spiego: le fustelle su ricette.
L’ipnosi dei gesti, del tac di sguincio tra l’indice il pollice
e poi l’adagio soave sia il vento micrometrico andante, l’attacco:
i bollini magici, ecco perché Mozart è con me.

fatalità di viola

Pubblicato: 27 febbraio 2012 da domandedibambu in Uncategorized

 

Non si può distinguere chi danza dalla danza
per il vento basso che è il sole
per la trama delle vesti agili d’erba

né la felce se piega l’alba al sottobosco
né vertigine che sorprende i rami al volo

il destino della viola che sogna il cielo viola
è per fatalità di voce appena
con il boato morbido del tuono e il muschio dietro il sasso

la nostra vita ci segue con i suoi petali d’ombre
senza inganni cosicché non si può non vederla.

Ninnive dei gatti

Pubblicato: 1 febbraio 2012 da domandedibambu in Uncategorized
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Pensano: risveglio delle vibrisse a Ninnive, la città
dei gatti non che esista ma esiste
nell’opulento vigilare di una qualche saggezza
individuale

ossia individuare correttamente: dove posiamo le regalità
del sottozampe oggi che l’oggi è scintillante
oscurità che tiene insieme mortali e immortali
nei gusci marini dei palazzi
e le case, le nostre case in balìa del nuovo mare
bianco
bianco
bianco, naso all’erta. Qui si confondono le acque
e gli uomini sembrano felici

ovvero attendere il passaggio: dal freddo al gelo
le nostre vite nella neve sono ninnoli di Ninnive

malagrazia: e guardatela assumere il giorno
poi la sera
a servizio del sorriso o malefico miagolio sui tetti
stretta piccola bugia.

Ninnive ore 18,23

La molle presunzione del porridge

Pubblicato: 29 gennaio 2012 da domandedibambu in Uncategorized
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I flan di Normandia o il pudìn dei Paesi Baschi
E no.
No, la sera oxfordiana è molle al riso sul piatto
stile vittoriano
severa abbastanza da non poterne più e uscirne
in altri tempi, si dice
d’altri argini aggiunti alle parole

il college di Oscar Wilde e il rosa spuntato della piazza
centrale del pub centrale al centro del sandwich. Altro.

Collaterale the Bridge of Sighs, posto gli occhi
li s-p-e-d-i-s-c-o in campagna, countryside e file di umidità
fratricidia. Ustioni di grigio stantìo

Univeristy Oxord Press, di buio la fermata. Il dizionario
afferra la gola
sui denti riporta la presunzione del porridge.

Ora.

Una musica così come il sangue che si rincorre sangue
a cielo aperto il fiume, le sponde si perdono
si ritrovano in gola. Il senso del silenzio risale e i sermoni
di Padre Martin

vorrei dirvi domani come domani saremo forti
ai muscoli e alle anche. L’asservimento del corpo annega pure
nel sonno delle città.

temporaneamente tolta

Pubblicato: 27 gennaio 2012 da domandedibambu in Uncategorized

 

Campo Fossoli: i passi verdi della memoria

( foto di Giulia Chiodetti, dicembre 2011 )

Ingannamorte Felice

Pubblicato: 8 gennaio 2012 da domandedibambu in scrivere
Tag:,

La prima volta
ho ricevuto la posta per pigrizia
non del tutto casuale, finché la lettera
arrivò fortuita anche per volontà maniacale

/ rima compresa e compressa dalla dentiera /

spalanco la porta e la trovo a terra ( che c’era )
ma le bugie non hanno nome lungo
la felicità se lo sillaba via il nome
da dove è dipartito.

Non mi chiamo così, l’ho avvisato
il postino.

Eppure la ospito sotto mentite spoglie.

 

( Ameo’e  )