ShEOL 6

Pubblicato: 30 settembre 2013 da O in Uncategorized

1
scorre il mio piede replicando movimenti assaliti da racconti
piccole bande di paese, rovistate fra le immondizie dei ricordi,
come anfetamine pronte per un predicato
lanciano trombe e un mito risolto
crosta di formaggio per topi nascosti al valium

voci a cercare
note perse
una mente spappolata e pronta a ricostruirsi fra le pause e gli armonici
pancia gonfia e pensieri usati
a dilatare narici
calpestare odori e ricamare la stessa nota
da variare cento volte come riflesso in specchio deformante

rido
e mordo l’incontro di un santo con un’apostata
l’uno condivide dell’altro la sua natura e si offre in sacrificio perenne
l’altro saluta

2 (chiusa)
[i paradossi sono ironia pura,
e le nespole?… sono solo frutta di stagione]

commenti
  1. O scrive:

    lo sguardo non è guardare, non è vedere, e non è sentire. Lo sguardo arrugginisce ,nelle attese, con lacrime cadute a vuoto/ lo sguardo/ma ciò che mi ha attratto è il titolo/senza titolo/ mi attraggono i senza titolo, sono esche finte per attrarre con il movimento e non con l’appetito

  2. O scrive:

    screziato di blu e irriverente dormiva, non sapeva andare mai oltre le virgole
    -dalì le avrebbe descritte rapsodie e dolci, zie fatte con molta colla di pesce e albume – disse una voce fuori campo ,con inflessione isolana
    -prepotente- rispose una statua del viale
    -apollinaire avrebbe confuso se stesso, busto, fra i giovani eunuchi di Cesare- continuò la statua, che ne frattempo si era girata verso est.
    – peccato!-rispose sorridendo un giovane poeta, e, dopo una piccola pausa continuò.
    – il sole illumina senza creare ombra, è il nostro copricapo che nasconde furto e regola al peccato.
    ammutolirono tutti, e furono vacanze estive, fino a quando un altoparlante tuonò:
    le parole scavalcano le intenzioni e nulla possono , ognuno vede i significati, sandwich, come farebbe l’oracolo !

  3. O scrive:

    canto muto

    urlo
    solo per sentire la mia voce che copre i rumori di parole ottimiste
    rigurgito
    pensiero morto per la mancanza di notorietà
    espresso un giorno di suffragio e con il benestare del
    duce
    sono morto poco dopo i trentenni, voluti
    incartati con dorate sembianze
    e pinoli dolci
    sospiri di mandorla dal sapore di una sera d’estate

    urlo
    inventa un mare
    un isola
    la sola inversa isola fatta di montagne e strapiombi
    la sola monocroma corteccia dì una sughera dopo il parto
    e un campanaccio
    che ricorda un viandante ruminante e preghiere apocrife
    usate come caglio
    per il latte di capra munto di giornata

    ho cercato i sassi per costruire la mia casa
    li ho trovati per le vie del mondo
    ho scelto quelli persi
    abbandonati
    ho raccolto i rifiuti e li ho trasformati in cibo prelibato

    ricordo il sapore della mia saliva
    sapeva di sangue

    urlo

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