SHEOL 2

Pubblicato: 8 settembre 2013 da O in Uncategorized

… fodero di piombo le orecchie per trovarne d’ impronte
il battere di martelli sonanti e non sentire chiacchericcio di capra che
bruca
e in coperto di trucioli d’oro e riso candito in cipolla
lamento mando
la lingua in gusto
a tradire parole che devono,
da indigeste pietanze, trarre vantaggio.

Per stasera il prologo resta solo, con la gobba
lisa per le tante “…o mi scusiii, indicavo la Nina…
passavo, ho gradito.”(in voce stridula)
Tocco e vedo (in crescendo)
ritocco e sento
è mozart in pensieri succinti
sordo
non trova i pori di pelle di petali
ma le linee vergate in polpastrelli
dal battere rosso di labbra in cielo di amorosa Kiki
A l’heure de l’observatoire …
irrompe sguarciando il sottile velario
l’occhio-mancante-di-Polifemo.

Non vede
per la troppa polvere
di frantumi di tempo ,
di scarti di sogni
di semi lasciati per le stagioni di magra,
di presente ignorato per paura di sè…
…attenzione tempesta, buffera, ciclone andante
e ciglia in foresta di fauni, orchi e falene
attenzione per preparare incubi, disperde vapori di stilla dolciastra

Il pentolone ribolle di idee , malefizi e …
il coro è muto, per sempre lo resta perche’ apparente non vede
che è sordo in virtuali linguaggi.

commenti
  1. O scrive:

    Scatola 6 – blu

    leggo la realtà e sembra notturno
    che sguscia come amante
    dal letto della morte

    Morte dopo l’amore per nascondere dell’amore
    desideri bagnati in acqua

    blu

  2. O scrive:

    canto muto

    urlo
    solo per sentire la mia voce che copre i rumori di parole ottimiste
    rigurgito
    pensiero morto per la mancanza di notorietà
    espresso un giorno di suffragio e con il benestare del
    duce
    sono morto poco dopo i trentenni, voluti
    incartati con dorate sembianze
    e pinoli dolci
    sospiri di mandorla dal sapore di una sera d’estate

    urlo
    inventa un mare
    un isola
    la sola inversa isola fatta di montagne e strapiombi
    la sola monocroma come la corteccia dì una sughera dopo il parto
    e un campanaccio
    che ricorda un viandante ruminante e preghiere apocrife
    usate come caglio
    per il latte di capra munto di giornata

    ho cercato i sassi per costruire la mia casa
    li ho trovati per le vie del mondo
    ho scelto quelli persi
    abbandonati
    ho raccolto i rifiuti e li ho trasformati in cibo prelibato

    ricordo il sapore della mia saliva
    sapeva di sangue

    urlo

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