I CIELI ERANO CARICHI

Pubblicato: 10 marzo 2013 da Villa Dominica Balbinot in Uncategorized

Nelle contorsioni delle Grazie
– e nell’acqua, nei buchi
o nel fuoco
io volevo solo il taglio ,
quell’esercizio di sadismo,
la prorogatio
di ogni dilacerazione,
le crepe, la plaga:
ornamenta degli abissali,
de gli dei del terrore.
( Mi tristava
-ah mi lancinava
la folgore,
e i cieli erano carichi)

commenti
  1. ringrazio molto i lettori ( amici) : Valeriu G.D.Barbu poetella. IImezzanotteII saluti

  2. un carissimo sauto alla carissima IImezzanotteII ♡♥

  3. O scrive:

    Tre magistrali passi, Botticelli (ma anche Canova Rubens ) dell’incipit, Fontana , e Giorgione nella chiusa: tre tagli, tre nette caesure nel disvelamento del Bello.

    ps. Morde – prorogazio-, più incline al Potere che al Bello

  4. gentilissimo 0 trovo il commento veramente “stra/ordinario” e per ciò che dice e per come lo dice ( comprese le considerazioni su quel “prorogatio”, che anche se antiteticamente purtuttavia “morde”, e questo è di per se stesso- per me- positivo

    grazie molte

    un caro saluto

  5. almerighi scrive:

    grazie alla tua penna anche la visione del sabba diventa mistica, il bello non ha parte ci attraversa

  6. bello poterti ritrovare qui. carissimo Flavio (e dopo tanto eh). con le tue osservazioni acute e generose…grazie tante
    un caro saluto ciao

  7. O scrive:

    – non si fa vedere, interpreta l’assenza come canto del gallo-

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...