Ode d’eco

Pubblicato: 16 febbraio 2013 da sericamente in Uncategorized

 

Venne un’anima di striscio a me

 

mi scoprii furtivo, come

 

 

e non aveva peso,

ma un  respiro delineato,

acqua di rose e tabasco

nel suo passo pieno,

 

deflagrato

 

del disagio universale che cuce

come i minuti,

le ore

 

non la vidi, mi sussurrai

ma credetti la sua schiena

un’alta tastiera di ebano

per cantare il giorno

questo spezzone spezzato

nel rintocco della mia chiesa vuota

un coriandolo di fine carnevalata

la mestizia di un mercoledì

troppo agile, per disperdersi

 

(più per rapprendersi)

 

 

Venne anche un ruscello

fino alle strade

e nelle case corrose

dai ritardi del tempo e dell’uomo

 

Pace fu chiesta

nell’attesa

 

commenti
  1. O scrive:

    Venne un’anima di striscio a me
    mi scoprii furtivo, come
    e non aveva peso,
    ma un respiro delineato,
    acqua di rose e tabasco
    nel suo passo pieno,
    deflagrato
    del disagio universale che cuce
    come i minuti,
    le ore
    non la vidi, mi sussurrai
    ma credetti la sua schiena
    un’alta tastiera di ebano
    per cantare il giorno
    questo spezzone spezzato
    nel rintocco della mia chiesa vuota
    un coriandolo di fine carnevalata
    la mestizia di un mercoledì
    troppo agile, per disperdersi
    (più per rapprendersi)
    Venne anche un ruscello
    fino alle strade
    e nelle case corrose
    dai ritardi del tempo e dell’uomo
    Pace fu chiesta
    nell’attesa

    … ho mostrato i vuoti come assenze|

  2. llmezzanottell scrive:

    Qui gli spazi ci stavano bene. Molto bella.

  3. O scrive:

    Il verso libero, (ma non ho capito perche si continua a chiamarlo ‘verso’) sembra richiamare una realtà complessa e quindi anche il vuoto/silenzio/assenza ha un suo carattere compositivo( e statico) preciso.
    ha valore di pieno, e lo si capisce per la strada in più che siamo costretti a percorrere, sia con la mente che, fisicamente, con lo sguardo o con le dita, a pilotare il mouse e quanto serve.
    In questo post spesso si è manifestato il disagio per il supplemento di sforzo richiesto , ma qui sembra evidente che alleviare la fatica, ci mostra un’altra mappa, altri corridoi e altre stanze, comunicanti si, ma sordi spazi.
    La poesia si fa beffe di noi, come le lauree e i master inesistenti di giannino, ma non rinuncia a i vuoti, anche quando, come nella riscrittura da me fatta, il vuoto è così compresso da mostrare solo l’assenza.
    Azzardo: forse nel testo sei andati oltre l’estetica …. Forse, staremo a vedere

    • sericamente scrive:

      La spaziatura doppia rende ben poco. Difficilmente scrivo con priorità estetiche, praticamente mai. E’ questione di ritmo, riprodurre un respiro, per quanto possa essere codificabile, è movimento principalmente, da e dentro spazi astratti, ormai considero la poesia come solo astrazione. Qui invece ho tentato un approccio più sostanziale che suggestivo, poi come spesso accade viene fuori lo stesso la propria cifra stilistica. La considero una semplice trasposizione di una sensazione nella sua potenzialità, mi interessava solo quello in fase di pre-scrittura, meno quell’affabulare nell’essere affabulati. E’ come mi trovassi costantemente bella posizione di provare qualcosa, afferrare qualcosa, girare e vagabondondare

  4. O scrive:

    …se per Estetica , …, intendiamo percorso speculativo del Bello, allora la poesia non può a esserne che la forma più sublime. Io ritengo che la Poesia sia questo, anche quando guarda il nero strato del gotico , o il volgare. é quindi innaturale, quasi, per la poesia andare ‘oltre’ l’Estetica. Il tuo testo poetico, secondo me, cerca negli spazi il gesto o lo specchio che obblighi la vista, o il sentire, a guardare in direzioni opposte e in contemporanea costruire un senso a ciò che non vede. Il tuo commento , esterno al testo come può essere il mio, sembra confermare questo tentativo, pur volendo rimanere nella poesia.
    secondo me questo é stato possibile grazie al ‘gesto’ che dilata lo spazio , e non tanto allo spazio stesso, che rimane li ad aspettare senza dare appigli. Il contenuto a me non mostra nulla, come anche la poesia in generale, e questo é risaputo, invece , il suo ribellarsi al contenuto , in questa tua, mi interessa in quanto si é fatto vuoto, compreso nel vuoto di commento.

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