Sovrapposizioni

Pubblicato: 31 gennaio 2013 da llmezzanottell in scrivere
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Dentro le sovrapposizioni sceniche
il pungente odore del freddo
che se fosse solo un equivoco
non inonderebbe gli occhi di barbarie
e sensi trascritti dalle bibbie delle amenità.
Tutto è come una volta,
di notte al tuo fianco
ci guardiamo senza volerlo,
amore chiamiamo
la fatale confusione dei profeti,
l’azzanno di buia trasparenza
al compassionevole sonno di Antartide,
i suoi quarantuno milioni di segrete
e i baci di stelle ruminate,
quel solo scavo critico
in cui nascondere
tutto il loro fangoso esuberante candore
tutti i sigilli di epica resistenza alla morte.

commenti
  1. O scrive:

    Alle volte si ha bisogno di parole, come queste, quando in assenza di sentire si vuole guardare in fondo, è allora che piccoli suoni sono mandati lontano per ascoltare e al ritorno si vuole risentire quel suono variato dalla distanza e dai sapori dello sguardo. Le parole ogni volta sono nicchie a mostrare o scale per raggiungere oblò posti sulle volte, occhi verso orizzonti di altri: di occhi in occhi lo sguardo costruisce i nostri paesaggi …

    Ma oggi le parole sono semplici attivazioni, ognuna con connessioni proprie e canali aperti , in attesa, tutti aspettiamo un atto , un clic inconsapevole, aspettano una sovrapposizione che possa essere chiamata… piacere . Qui si coglie il rumore di questo atto, e lo si coglie nella sua estensione massima: l’auto-costruzione dell’inesistente, “sigilli di epica resistenza alla morte”.

  2. Lo dici alla fine – sigilli di epica resistenza alla morte -. Sono queste le sovrapposizioni, dai tempi dei tempi. Di fronte a ciò, tanta lotta impari, tali costruzioni a placare l’animo, tutto appare briciola inutile, senza scampo, perché l’eterno forse non esiste, però l’eterno è qui, ed è poco.
    Mi piace molto il tono di questo testo, la sua drammaticità contenuta.

  3. Una visione d’insieme, una poesia del distacco sottile che rende digeribile, nel suo andamento, anche un’immagine apparentemente iperbolica e carica di grassi come quella delle stelle ruminate, che invece finisce per trovare una collocazione più che appropriata

  4. margotcroce scrive:

    scrittura molto articolata che smussano gli incastri delle immagini e ne rendono la fruibilità difficile.
    ho dovuto fare una seconda lettura per sentirne appieno il valore del testo.
    qualcosa stride, ma non ti so dire cosa, nonostante questo, piaciuta😉

  5. margotcroce scrive:

    riscrivo perchè ho saltato una parola chiave….

    scrittura molto articolata con periodi che smussano gli incastri delle immagini e ne rendono la fruibilità difficile.
    ho dovuto fare una seconda lettura per sentirne appieno il valore del testo.
    qualcosa stride, ma non ti so dire cosa, nonostante questo, piaciuta😉

  6. llmezzanottell scrive:

    Grazie a tutti. Sì è vero ci sono molti incastri dati non solo dai significati e dunque dalle immagini, ma anche dal suono stesso. Non amo molto il linguaggio aperto e lineare, ma quello ferrigno , frammentato e più concettuale. E’ il mio modo di nascondermi, il mio modo di vedere e di parlare delle ombre.😀

  7. non voglio aggiunere niente sulla scrittura di per sé. mi fermo alla struttura compatta del testo, riferendomi all’assenza di spaziature. da poco, in altra sede l’ho definita una tappa evolutiva quella di non creare spazi tra i versi. perché la scrittura dovrebbe avere in sé giuste dosi il respiro, senza ricorrere ad espedienti grafici. quindi un passo avanti è quello di tentare di eliminare tutti gli aiuti grafici e acquisire leggerezza solo tramite la costruzione (o decostruzione sintattica) del testo. qui hai saputo rendere leggero un testo che definisci carico di incastri, dati da sovrapposizioni di significati, immagini e suoni. e li complimenti, allora🙂

    • llmezzanottell scrive:

      Daniela, sono davvero stupita, piacevolmente stupita di questo particolare che sei riuscita a notare riguardo alla formattazione. E’ verissimo ciò che dici. Io odio gli spazi bianchi, le spaziature tra un verso e l’altro, davvero non riesco a concepirle. Quando scrivo a mano, scrivo fittissimo , non rimane neanche uno spazietto bianco.Credo infatti come tu sostieni che la scrittura deve contenere spazi e spaziature in sè. Stessa cosa per il disegno che può avere dimensioni ampie o piccole, ma deve essere ricchissimo di particolari e comunque concentrato in densità. Grazie mille !

  8. morfea scrive:

    ci sento molto calore.
    e tocca molto la mia anima

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