Vagabondaggio

Pubblicato: 12 gennaio 2013 da margot croce in Uncategorized
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Ho intinto nell’occhio blu la punta di un coltello

volevo veder sgorgare un mare

che fosse un flusso di pensiero costruito

su una pupilla che scruta nel futuro.

 

La mia anima vagante ha lo spirito

della zingara Esmeralda.

È un tetro incedere lo sguardo,

smarrito in spazi deformati.

M’insegue la sordida armonia di girotondi

dove seppellisco la mia morte eterna

commenti
  1. llmezzanottell scrive:

    Ah eccoti. Che sorpresa ritrovarti. Qui molto più astratta e asciutta, perfettamente consapevole senza sbavature , il dire è assolutamente artistico eppur tanto emotivo. Prima strofa perfetta.

  2. O scrive:

    se la poesia fosse un volo, qui avverto un po di paura..un volo basso per paura del sole…

  3. O scrive:

    Come sto?
    Schivo le virgole con la coda dell’occhio, virgole che descrivono l’unica cosa che non riesco a controllare:il respiro.
    Posso guardare a destra, a sinistra e in basso, ma raramente lo sguardo si spinge a guardare ciò che guarda sicuro di non essere visto.
    alzare la testa per controllare il tramonto o lo stato del tempo ….Un respiro per sentirsi li , e di quel luogo; raggiunto da tutte le memorie e gli scarti prodotti con l’ausilio di amici, amanti o semplicemente amori lasciati ad aspettare. Il respiro. “Merda, -disse urlando con gli occhi rossi per il troppo piangere- merda, non ti accorgi di aver perso ! ogni volta a iniziare di nuovo,annusare come fa il cane. mai fidarsi della vista , solo l’odore e il sapore. “
    Cosi respiro corto senza mai depositarvi qualcosa che possa essere riconosciuto, e magari rubato e venduto al mercato del mercoledì. Un respiro appoggiato, li, sulle sedute lungo le strade, lasciato come trappole … respiro corto, per non essere visto o non essere trovato lungo il sentiero degli eterni …
    come sto? Si, grazie , sto bene!

  4. margotcroce scrive:

    bene anche io.. grazie
    respirare è un atto che viene dato per scontato, il suo automatistmo quasi sottostimato,, poi quando manca il fiato, questa apparente banalità del quotidiano diventa un evento🙂
    forse bisogna barattare l’eternità col divenire

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