Il cielo sopra il mio ACOG

Pubblicato: 3 gennaio 2013 da nicolacudemo in Uncategorized

L’H&K 416 è frastagliato di slitte picatinny
dildo del diavolo,  raggio di luce.

Ho ucciso una smilza e una secca bagascia avvizzita.
Ho ucciso una statua di gesso in giardino,
che sanguinava ruggine e foglie di quercia,
dai bordi affilati di brina ghiacciata.
Ho ucciso un bufalo albino, un maestro d’armi,
un falco bianco nel cielo,
ho ucciso un vecchio fottuto e canuto.
Aspetto.

La stronza in cotone stampato.
Il motivo di fiori e farfalle.
Le farò dei buchi nel petto, senza foro d’uscita.
Mi ricorderò del sangue che oh, che, le sale fra i seni
le passa ai lati del naso e gocciola piano
fuor delle ciglia lunghissime e fieno
verso il cielo denso e striato e muto di sempre.
Il cielo a colori, il cielo senza parole.

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commenti
  1. attraverso ha detto:

    Sembra una canzone dei New Trolls, per l’esattezza questa http://www.youtube.com/watch?v=Mo3b5Tt4EUo, per l’incedere intendo e non per il contenuto. Per il resto un ‘che’ di troppo in “Mi ricorderò del sangue che oh, che, le sale fra i seni” e se è voluto mi suona male comuqnue..
    Per il resto, bo mi sembra infantile.

  2. llmezzanottell ha detto:

    Bè effettivamente qui siamo a livelli di un Masini che interpreta Profondo rosso. Grossa coglionata Cudemo, mi spiace.

  3. bonfre ha detto:

    PC o PS?

  4. margotcroce ha detto:

    confesso che non sapevo il significato di ACOG.. sono andata a cercarlo… lo sai che è un acronimo dal doppio significato 😉 ACOG – American Congress of Obstetricians and Gynecologists 😉 sei riuscito pure a fare incazzare Atty !!! minchissima, ma allora vale la pena di giocare

  5. O ha detto:

    La prima parte del titolo fa planare le memorie su un memorabile film di Wim Wenders Il cielo sopra Berlino (Der Himmel über Berlin). questo testo potrebbe esserne l’altra fatale conclusione:l’eliminazione di carne improduttiva.
    “ho ucciso”.
    Potrebbe essere questa una soluzione sostenibile, un’azione compassionevole, se non ci fosse il penultimo verso- il cielo denso e striato e muto di sempre.- che toglie definitivamente la speranza. La densa nebbia non toglie il paesaggio, a citare un antico saggio cinese Yit Ying
    è solo azione compassionevole, un deodorante dal profumo di fresco che copre l’odore del nostro stesso eiettere.

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