La terra è una madre viva e pulsa forte

Pubblicato: 5 dicembre 2012 da Fernando Della Posta in Uncategorized

“E’ stato un tempo il mondo/giovane e forte/odorante di sangue fertile.”

[da “Del Mondo”, CCCP fedeli alla linea/CSI]

 

La terra è una madre viva e pulsa forte.

Ogni tanto, si scaglia via da sé,

inaridisce la crosta, brucia via la pelle morta.

 

“La terra non potrà mai volere male all’albero”.

La terra avrà lacrime di sabbia ardente

che la bruceranno insieme ai figli.

Perché se la madre soffre i figli tacciono,

prendono ciò che ne promana,

anche fosse pioggia carica

di polvere che acceca.

 

Se i figli uccidono la madre,

si uccideranno da sé stessi –

e non basteranno vetrate o serre

nelle quali potranno prosperare

bacini salini o laghi artificiali

o scogliere o spiagge o spume

di spugna,

su cui posare i corpi nudi e stanchi,

né vette plastificate, alte fino al paradiso

con i tiranti intrisi di bitume,

né vite incattivite,

in bio/crio-provette da far crescere

negli orti come zucche,

a risarcirci della perdita dell’aria

amorevole e sferzante,

del suolo compatto e brulicante,

tumido di vita sotto i piedi.

 

E lasceremo pure, forse inconsapevoli,

che tutto il cielo, nel cosmo nero

o nella luce insostenibile si perda

oltre schermi dai cristalli in vetroresina

e pellicole di cellophan: sarà distante,

ci farà male, non lo potremo più distinguere

né adorare, come dio benigno oppure padre.

 

02/12/2012

commenti
  1. meth sambiase scrive:

    La rileggo. Difficile cambiare il commento, continuo a sentire la forza di una preghiera laica nella chiusa, a mo’ di altorilievo. Bella.

  2. llmezzanottell scrive:

    Veramente bellissima. Hai gestito molto bene la lunghezza, mantenendo il suono e per di più con densissime ed interessanti immagini. Grazie Ferni.

  3. nicolacudemo scrive:

    Vabbeh. La forma è ineccepibile. Grandiosa, Le parole ruotano sui loro assi splendenti e trascinano, oh sì, nel loro movimento, nella rivoluzione degli astri.
    Ma, in definitiva, che ci dici ? La madre natura ? La natura non è madre, non è padre. La natura (il reale, le brane) se ne frega. Ed è bugia che non potrà mai volere male all’albero. Nel senso che non c’è male e non c’è bene.
    “pensate a voi stessi come pulci sul mantello di un cane asfaltato da un auto guidata da un adolescente ubriaco” (cit. The Ostermann weekend – Sam Pekchimpah)

    • meth sambiase scrive:

      la natura se ne frega l’hai traslata da Ligabue (Luciano)? interessantissimo.

      • meth sambiase scrive:

        non è ironia. Messa così sembrava ironica la frase, provo a spigarmi meglio. Mi piaceva indagare, volevo capire se mai ci fosse connessione con il nostro quotidiano leggere e le parole leggere della musica. Non ho mai risposto ad un domanda di una blogger sulla definizione dei cantautori come nuovi poeti popolari, il perché è facilmente indovinabile. Però poi, da qualche parte, scatta a tradimento in me\noi\voi una citazione “popolare” e ritorno col pensiero a quella domanda.Da dove arrivano le nostre parole, insomma.
        Un saluto a tutti e due, Ferdinando e Nicolacudemotuttoattaccato

        • nicolacudemo scrive:

          “non è ironia. Messa così sembrava ironica la frase, provo a spigarmi meglio.”
          Seh, seh, come no. Non tema signora, il morso. E’ una attività catartica, libera endorfine.
          (capisco che è un refuso, ma a me spigarmi meglio mi procura sto flash di lei che le cadono di dosso tutti i chicchi.)
          Eccomunque, sì. Io attingo dal pop dal pulp dal bieco. La prossima volta posto un componimento con cuore-sole-amore, fammi sognare, etc. etc.

      • nicolacudemo scrive:

        Nossignora. Ligabue mi fa venire la diarrea. L’ho traslata da Mongo, il gigante dell’Eterna Estasi.
        (Eppoi me lo voglio vedere ligabue, a parlare di brane e stringhe)
        “Rappelez-vous ca que nous vime, mon ame, cette beau doux matin de printemps…”
        (Chiedo scusa per gli errori nel franzoso, cito a memoria. Aggiungere anche a piacere cediglie, apici e cazzi vari che mi fa fatica a richiamare la tabella dei caratteri ascii).

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