I SETTE (VI° Parte)

Pubblicato: 26 luglio 2012 da attraverso in scrittura
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I sette colori dei sette veli: Rosso, Arancione, Giallo, Verde, Celeste, Lilla, Bianco

(Sette colori per un sogno)

– Dottoressa mi aiuti –
– Sono qui apposta –
– Non riesco mai a portare a termine le cose, ne inizio mille non ne finisco nessuna –
– Capisco. Se vuole la posso aiutare, è disposto a seguire un percorso difficile in cui la certezza della riuscita dipende solo da lei? –
– Sì, lo voglio –
– Si ricordi che una volta iniziato non si può tornare indietro si deve arrivare alla fine costi quel che costi –
– Non sono i soldi che mi mancano –
– Per costi non intendevo moneta intendevo sacrifici, rinunce, dolore fisico e morale, sensazioni brutte ma alla fine del percorso c’è la salvezza. Lei vuole veramente iniziare e finire? –
– Si lo voglio –

Lei fa accomodare il paziente su di una chaise-longue  spegne la luce, fa partire una musica rilassante ed esce dalla stanza.
C’è penombra, la musica invita al sonno, così come la comodità del lettino, così come un leggero soffio d’aria sul collo.
Passa del tempo. Possono essere secondi come minuti come ore e il paziente sogna o crede di sognare o non lo sa.
Lei rientra.
E’ coperta solo dai sette veli. Sta danzando. Danza e recita un mantra.

Rosso è il colore del sogno
pensi sia sangue è solo salsa,
pensi sia vino è solo sangue,
pensi sia dolore è solo sciame
di api che cercano fiori.

Lei si toglie il primo velo e con esso lega la gamba destra del paziente al lettino.

Arancione è il sole al tramonto
pensi sia sabbia è solo nebbia
pensi sia morte è solo vita
pensi sia risa è solo la noia
che vedi nei giochi del vento.

Lei si toglie il secondo velo e con esso lega il braccio sinistro del paziente al lettino.

Giallo è il grano in estate
pensi sia il mondo è solo un pallone
pensi sia la quiete è solo tempesta
pensi sia caldo è solo il freddo
che penetra fitto nelle tue ossa.

Lei si toglie il terzo velo e con esso lega il braccio destro del paziente al lettino.

Verde è la foglia sulla tua mano
pensi sia vita è solo morte
pensi sia rumore è solo silenzio
pensi sia profumo è solo fetore
che scioglie la pelle e la carne.

Lei si toglie il Quarto velo e con esso lega la gamba sinistra del paziente al lettino.

Una fitta lancinante attraversa il corpo del paziente. La fitta va dal dito mignolo del piede sinistro fino al mignolo della mano destra. Dura un attimo ma è un esperienza devastante. Il paziente prova ad aprire la bocca per dire qualcosa ma lei ci mette sopra una delle sue grandi mammelle. La fitta scompare resta solo un bel sapore che però piano piano diventa… rancido.

Celeste è l’occhio che ti scruta
pensi sia dio è solo dipinto
pensi sia neve è solo polvere in una palla
pensi sia musica è stridio di freni
che precede il coccio.

Lei si toglie il Quinto velo e con esso lega la testa del paziente al lettino.

Il cuore comincia ad accelerare, quello che pareva un gioco sta assumendo contorni non proprio piacevoli. Ormai di dormire non se ne parla. Adesso la musica è cambiata non c’è più roba rilassante. C’è rock duro. La danza ormai è altro. Non è più sussurro adesso è urla sguaiato.

Lilla è il dolore che ti acceca
pensi sia mano è tenaglia
pensi sia carezza è schiaffo
pensi sia vaso è gelido metallo
che contiene quello che resta.

Lei si toglie il Sesto velo e con esso benda il paziente che ora è cieco.

Adesso il paziente urla, ha paura, sente un rumore di spade, di catene, sente caldo ovunque, è come se i vestiti gli bruciassero adosso e di colpo si sente nudo e sente che c’è acqua gelida che scorre sul suo corpo. Lei ride e urla.

Bianco è il colore del sepolcro
pensi sia fine è inizio
pensi sia sale è zucchero
pensi sia il momento che arriva
anche se non lo vuoi.

Lei si toglie il settimo velo e sale sopra al paziente.
Lui sta urlando, cerca di divincolarsi ma è un tutt’uno con il lettino che da morbido è diventato duro e freddo come una lastra di marmo. Sente  lei sopra di lui. Sente i suoi artigli che gli entrano nella pelle. Sente la belva che si disseta del suo sangue sente che…

Si sveglia, un secondo per capire dove si trova. Lei è davanti a lui che sorride.
– Tutto bene? –
– Sì, mi sembra di sì, cos’è successo, mi sono addormentato, ho sentit….-
– Ci vediamo mercoledì prossimo sempre alle 18.30, mi raccomando la puntualità –

La dottoressa porge al paziente due fiches da consegnare alla segretaria all’uscita. E’ il conto da pagare.
Lui si alza e guarda il suo orologio, sono le 18.35, ma come da quando è entrato sono passati solo 5 minuti. E’ frastornato.
– Mi scusi dottoressa cos’è successo? –
– Nulla è solo la prima seduta, ho fatto un piccolissimo test –
– E come è andato –
– Ci vediamo mercoledì –
Esce da le due fiches alla segretaria.
– Sono 180 euro –
Gli scappa un: – per dieci minuti di lavoro –
– Anche meno – risponde la segretaria ed emette fattura con bollo.

commenti
  1. cugutzaya scrive:

    ho apprezzato questa prosa tra scherzoso e serio, gli inserti cantilenati, l’andamento quasi lezioso che al retrogusto lascia testimonianze esperenziali “a grana grossa”: un herman hesse da disincanto post-atomico, che si concede ad una rilettura fumettistica (pazienza?) ma con buon dosaggio di esondazioni psichedeliche.
    lettura piacevole, solo rivedrei quegli inserti versificati, di cui apprezzo come già detto l’intento: qualcosa me li rende un po’ “accumulativi”, lungo il percorso, con danno (lieve) per la cifra complessiva. saluti.

    • cugutzaya scrive:

      hermannnnnn…🙂 ma i commenti non si potevamo modificare? …wordpress: questo sconosciuto!😛

    • attraverso scrive:

      ” l’andamento quasi lezioso che al retrogusto lascia testimonianze esperenziali “a grana grossa” ”

      Scusami, bonariamente, ma alla terza lettura non ho ancora capito cosa mi hai detto?🙂
      Potrebbe essere un incontro tra Ingmar Bergam e Bombolo?

      • llmezzanottell scrive:

        Bergman e Bombolo?😀 mi fai morire Marco…ahaha

        • attraverso scrive:

          🙂

          • cugutzaya scrive:

            Beh, come ben si vede l’ironia da paradosso e’ affidabile al 100%: almeno una  vittima tra grandi (e) piccini e’ garantita! (A proposito, fammi provare: la cacca con la cioccolata!!!)🙂
            No dai a parte le battute: volevo dire che tra le pieghe di un tono disimpegnato, m’era parso tu alludessi ad esperienze personali ‘importanti’ (a grana grossa puoi vederlo come riferito al la carta vetrata, che quando e’ a g. g. ha un potere incisivo maggiore)
            Ogni tanto mi scappa l arzigogolo, spero ora sia un po’ più chiaro…🙂

            • attraverso scrive:

              Come ho detto a Mezzanotte è sostanzialmente un gioco. Mischiamo assieme un paio di cose e vediamo cosa ne viene fuori.
              Poi le contaminazioni del personale ci sono sempre, ad esempio le due fiches date dal medico e tradotte in soldi dalla segratria sono assolutamente vere.

  2. llmezzanottell scrive:

    Sette veli per sette colori, solo? Lo sviluppo dei colori, mi lascia dubbiosa.

    • attraverso scrive:

      Per sviluppo intendi la sequenza o la costruzione attorno^

      Stavo cercando della danza dei sette veli di Salomé e ho scoperto che non esiste nessuna tradizione ad essa legata ma che è una pura invenzione letteraria. Così ho cercato, con google, i colori dei sette veli della danza omonima e ho trovato questo http://guide.supereva.it/danza_del_ventre/interventi/2007/01/283949.shtml ho preso i sette colori in quel esatto ordine e attorno ci ho sviluppato una storia.
      L’ulteriore gioco è stato nel non leggere quello che veniva dato come significato dei vari colori e vedere, poi, che cosa il mio cervellino avrebbe partorito autonomamente.
      E’ venuto fuori questo.

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