Buster

Pubblicato: 3 luglio 2012 da cugutzaya in Uncategorized
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Sonia, eri tu quella volta
dai, che cazzo!,
mentre la città
stringeva forte i pugni
attivandosi lungo sistemi linfatici,
treni, rigagnoli pedestri, afa
[voilà, ogni tanto
tutto sta in piedi
su questa palla colombiana di sapone
e questa è bravura sì, bravura
a che, a che…]
di bianco e nero
una ragazza si fa avanti
bruciando il marciapiede.
Gli tocca appena le labbra,
con le labbra,
prima di voltarsi,
guadagnare lesta la vettura,
sparire.

Bene:
rida tutto nel grandangolo e poi
lui, la mano,
si tenga la bocca,
gli occhi
grandi, persi nel giro di matita.
Crolli pure tutta la facciata, adesso:
inforcherei
il vano finestra
di un immediato svanire
[voilà, la macchina attoriale
a furia di giocare,
la faccia seria,
non ricorda esattamente
da che parte del diaframma stare]
lo so perché dopo
è stato tutto
il disapprendere del mondo, Sonia,
ma prima:
prima ci si era promessi adulti,
anche solo un attimo.

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commenti
  1. poetella ha detto:

    posso?
    cazzo! Ecco.

  2. llmezzanottell ha detto:

    Raramente in una poesia cerco un significato, piuttosto quello che cerco è una direzione, un suono, un movimento, un gioco anche verbale, uno sconquasso di significati . Non mi è chiaro chi ha inseguito chi, o se lei è scappata prima di lui o viceversa, ma se è vero che la vera poesia non è quella che lusinga il lettore, bensì quella che pone quest’ultimo a fare i conti con le proprie certezze, apprezzo molto il fatto che in questa, tu abbia voluto fare per primo i conti con le tue. Mi sarebbe piaciuta più lirica, e con qualche sorpresa lessicale in più.

    • cugutzaya ha detto:

      qui più del solito credo di aver evocato una supremazia dei significanti sui significati. un gesto dovuto, quasi una devozione… non dico a cosa o a chi: sarebbe svilente proprio verso i significanti (alcuni dei quali “propri”).
      ma detesto le ambiguità sintattiche, tanto che rivendico un non essercene, qui, almeno nello specifico di quei tuoi dubbi alla lettura del testo. due indizi: il pronome maschile in v15, l’aggettivo femminile in v18.
      quanto al discorso sulle certezze, in mettere o in levare che siano, non saprei dire… dista troppo come lettura dal mio sentire. ma interessante, comunque, grazie molte per il passaggio.

      • llmezzanottell ha detto:

        Scusami, ho parlato di ” certezze” , ma in realtà volevo dire ” indeterminazioni” …si dice così?
        Sui significati concordo, non chiedo mai a proposito, poi ho già detto che di solito non sono interessata ad indagarne, non in questo caso almeno.

  3. cugutzaya ha detto:

    ‘in realtà volevo dire ” indeterminazioni” …si dice così?’
    non saprei, mi avvalgo anch’io della facoltà di non dichiararmi interessato ad indagare, non in questo caso almeno… 😀

  4. morfea ha detto:

    mmm devo leggere altro per dire qualcosa.

  5. cugutzaya ha detto:

    travolto da un irrefrenabile esprit de l’escalier (o del nostrano cornuto), ci ripenso e contravvengo ad una mia certa avversione al linkaggio: http://www.youtube.com/watch?v=vd1od-xHsHA , sperando vi risulti gradita fagocitazione… 🙂

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