[Il genio dell’uomo è foggiare]

Pubblicato: 1 luglio 2012 da FM in scrittura
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Con gioia e gratitudine accetto il vostro invito.      (52+1) POESIE

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Ye cannot but know my command o’er July.
Henceforward I’ll triumph in shewing my powers”
( da When Winchester races first took their beginning, July 15 – 1817, Jane Austen)*

…………………………

Il genio dell’uomo è foggiare
rotonde balle di fieno
immote in una laguna
d’erba disseccata.

La perfezione di dio
è disporre sopra due corvi.

…………………………

* a Q. che mi fa ridere con J. Austen

*********

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commenti
  1. llmezzanottell ha detto:

    Benvenuta Fifty-two 😀 – pungente alquanto questa tua

  2. Q. ha detto:

    Pur essendo comprensibilmente di parte, vorrei lasciare una voce anch’io – per educazione e per la sincera amicizia verso l’autrice, nonchè per la stima limpida verso di lei e verso alcuni dei membri di questo gruppo.
    Innanzitutto approfitto per ringraziare anch’io per l’invito.

    Dopo avere goduto della attraente asciuttezza di questo brano, ho cominciato a considerarlo con naturalezza per mezzo di un metro estetico altro rispetto ai canoni più comuni. Con un occhio alla fisica e uno ad oriente, ho cominciato a riflettere sulla composizione – apparentemente impenetrabile – facendo un parallelo pindarico tra i sette colori dello spettro visibile dall’occhio umano e i sette tratti essenziali dell’estetica zen. Giudicandola, tra le altre cose, in questo modo: “Spoglia e ricca, saggia e demondanizzata, naturale e colma di dignità austera.”

    Chiudendo il cerchio, definisco il mio essere di parte: non ha a che fare con il sentimento di amicizia che nutro da tempo verso questa persona. Lo giustifico piuttosto con la fascinazione che mi suscita uno scritto capace di scaturire un sentimento di sorpresa con il minimo dispendio di mezzi. L’essenziale è un carattere dell’eleganza che mi affascina sempre, ogni volta che qualcuno ne dimostra la spiccata differenza dal compendio. Un’altra caratteristica che di solito, in una poesia, mi bendispone (termine esistente, cfr. Treccani) è la capacità di essere universale.
    E questa potrebbe essere una suggestione dal Tsurezuregusa di Yoshida Kenkō.

    Complimenti.

  3. jmarxpoetry ha detto:

    brillante
    benvenuta!

  4. margotcroce ha detto:

    l’ostinazione dell’inutilità….

    gestione affascinante della scrittura, curiosa..io… molto.. per ora,lieta di conoscer_vi 🙂

  5. (52|1) POESIE ha detto:

    grazie a tutti per il meraviglioso benvenuto, grazie davvero.

  6. morfea ha detto:

    assolutamente benvenuta.
    incanto.

  7. O ha detto:

    l’ho letta diluita nel tempo fuori dal tempo e dalle stagioni. continua tuttavia a rimanere incagliata come una nave a furia di fare inchini automatici. due predicati infatti, -foggiare- nel primo verso, e -disporre-, nell’ultimo, mi fanno sobbalzare tutte le volte. foggiare, dare forma, infatti, contrapposto a disporre mi spinge, a spintono, su un piano indigesto che é quello dell’apparire. Mi corrompono la vista, immaginando che una somma di gesti fatti per autoconservazione possano diventare gesto svogliato di nomade che aspettano la maturazione delle frutta. quei due corvi, spazzini per eccellenza, evocano l’ultimo atto, l’atto che non richiede specializzazioni perché affidato a un organo involontario, l’intestino.

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