Moccia ha il mal di pancia

Pubblicato: 20 giugno 2012 da attraverso in scrittura
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Lei ha paura di guardarmi negli occhi.
Lei è stanca di me e io stanco di lei.
Ci si scuote solo lambendo refoli di vento
perdendosi un po’ alla volta senza cercarsi
rimpicciolendosi per non sfiorarsi mai
e raggiugendosi, poi, per brevi istanti di compassione.

Seduti ad un tavolino di un bar di Milano
con i piccioni che beccano briciole e poi volano via
ci parliamo di finestre che danno su un cortile
e sorridiamo, distratti, di cose che sappiamo
che non vorremmo dirci e ci stiamo dicendo
“quella è la tua strada e quella è la mia, ci si sente”

Un film che danno ogni giorno nella stessa sala
siamo specchi in cui guardarsi e non vedersi
musei che nascondono, più che mostrare, cimeli antichi
e una parola che rimane in sospeso tra me e te.
Una singola parola che non possiamo dirci
che non vorremmo nemmeno dirci, una sola.

commenti
  1. llmezzanottell scrive:

    Ma sai…quell’ essere ” musei che nascondono” è una trovata che mi è piaciuta molto. Per il resto, stavo per dirti che il tutto è un film già visto, quando ho sentito all’improvviso il baratro di quella parola mancante e mi ha leggermente affatturata sì…

  2. attraverso scrive:

    Affatturata?🙂

  3. margotcroce scrive:

    mi piace Atty.. i tuoi scritti viaggiano frequentemente su quella incomunicabilità di coppia che si acquatta nell’ombra di molti rapporti tanto da renderli surreali

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