E’ una magra c…

Pubblicato: 31 maggio 2012 da dylanstranger in Uncategorized
E’ una magra consolazione
imparare il passo industriale
cucire e scucire a ritmo di respiro.
Stenti a credere ad un progetto
ma c’è  un diagramma da seguire
e battiti da rispettare-
tremolio e fermezza
due modi di passeggiare.
I verdi prati sono come
occhi in cui non ti soffermerai
di un passante in Oxford Street.
Prova a toccare i tasti e uno
suona e l’altro pure,  in fondo
musica e’ sorridere alle tue dita
maldestre,  mentre ti cade la matita
o hai la faccia rossa come rosso di uovo
che rompi nella scodella di vetro.
Quando si va a dormire  e chiudiamo gli altissimi
scuri bianchi  salendo sul divano,
allora molti concerti iniziano a new york
o nei vicoli londinesi e non lo sappiamo,
tiriamo su le nostre coperte
e impariamo ad osservare le trame di lana
che un uomo di sale tessè  con occhi
come punta di spillo ad un tavolo
ignoto nel buio del mondo.
commenti
  1. meth sambiase scrive:

    i verdi prati? gli scuri bianchi? Boh!

    • dylanstranger scrive:

      i verdi prati, gli scuri bianchi

      l’ho scritta in una fattoria del Galles e gli scuri nella stanza dove dormivo erano proprio bianchi,
      saluti

  2. llmezzanottell scrive:

    Come già sottolineato da Meth, anch’io permango in questa perplessità, che tra l’altro si acuisce per il fatto che, avendo letto molte delle tue, noto che oltre ad usare ossessivamente la tavolozza dei colori base, c’è pure un ossessivo excursus circolare tra luoghi, oggetti e personaggi non meglio identificati. Ci si sente portati a zonzo senza traiettoria precisa dove si offre un ” belvedere ” colorato di oggetti e personaggi immobili di cui non se ne sa oltre che il nome, e alla fine dove si è stati, dove si è andati, qual’è e dov’è il senso? Mi sembra manchi proprio la circoscrizione del messaggio, ammesso che ci sia.

    • dylanstranger scrive:

      non vuol dire niente il tuo commento, cosa vuoi che ti risponda? mica è un trattato di logica è scrittura poetica,
      ciao

      • llmezzanottell scrive:

        Per te nulla vuol dire niente, nè le poesie altrui, nè i commenti. altrui Tra l’altro rispondi sempre nello stesso modo, senza argomentare. Io ne prendo atto di ciò, e tu? Anzichè spiegare come ho fatto, potevo dirti anch’io che i tuoi scritti non significano niente, e penso che il succo del mio commento sopra sia proprio questo. Intendi ora ?
        Quanto al trattato di logica, o di poetica, trovo che entrambi debbano avere un minimo di midollo osseo, pensaci. Qui occorre un trapianto urgente. Senza rancore e piglio polemico.

  3. margotcroce scrive:

    ma non è che tu, dylanstranger, sei avezzo ad una lettura sovrapposta del tuo omonimo Dylan Thomas? le volte che ho letto le tue poesie mi è sembrato di leggere le sue, soprattutto nel taglio del verso e nella cadenza…. trovo strano che uno che scrive in modo così profuso e diligente poi non riesca a sillabare nelle risposte dei commenti…. un pò contraddittorio ne convieni?

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