bug

Pubblicato: 1 maggio 2012 da amara in scrittura
 
rimpatri illusori in ologrammi
di luoghi (non si inganna il silenzio)
 
l’odore ancora vivo
aggrava il sur-reale
 
questa miniera di tristezza
e cose
trapassate all’inutile
diventa metro invadente del tempo
 
eppure mai  l’ho toccato
così circolare
 
fallato sul bordo dei ritorni
 
 
 
commenti
  1. maebasciutti scrive:

    gli ologrammi sono abbastanza pesanti, non si lasciano leggere con disinvoltura. seppur già minimale suggerirei un’ulteriore possibilità di sfoltitura.

    • amara scrive:

      ovviamente non è semplice pensare di sfoltire così poche parole.. restituendo comunque il medesimo pensiero.. ma su tutto si può provare a lavorare.. grazie..

  2. llmezzanottell scrive:

    Se c’è un pregio qui, è che un pensiero molto comune è messo giù in maniera da non sembrare banale. Del resto, concordo con Neffa : il tempo è ciclico.

    • amara scrive:

      ..ciclico credo sia un concetto differente… credo…
      ad ogni modo che non sia percepito banale.. è già tanto..🙂

      • llmezzanottell scrive:

        Sì Amara vero, tu volevi dire che è irreversibile in un certo senso. Ho scritto male, volevo dire che invece io lo ritengo in qualche modo ciclico.

      • O scrive:

        se per –rimpatri illusori- si intende la memoria ( e personalmente ne seguirei la strada), trovo la speculazione che porta il tuo lavoro sufficientemente appropriata, considerato il titolo, che nella traduzione, oppone: errore, insetto, difetto, cimice, virus, passione, germe,fanatico. …e ad ogni significato se ne potrebbe ricavare diversa linea di sviluppo.
        Tuttavia la trovo un tantino sbilanciata, nella seconda parte, sulla psicologia, fino a rasentarne ossequio nelle valutazioni eccessive del –tempo-
        Sono d’accordo che il tempo non è ciclico, se non a vederlo controllore nelle mani a qualche assoluto. Il tempo ha un’unica direzione, per questo il finale finisce col non farsi perdonare l’autoritarismo che rasenta la tirannia, tanto più se espressa -sul bordo-, dove il tempo non può albergare , li infatti si chiamerebbe morte.

        • amara scrive:

          sai.. non è un trattato.. ma sono un pensiero e una sensazione che arrivano proprio dalla morte…
          dal trattarne il dopo…

          sull’unidirezionalità del tempo..non mi sento di discutere.. me ne macano i mezzi…
          grazie..

        • llmezzanottell scrive:

          Chiarisco ciò che volevo dire con il mio commento: sostanzialmente prendere il tempo ed il vissuto e ricamarci sù come un qualcosa che scorre e non ritorna, è concetto che mi fa un pochino sbadigliare per quanto è ovvio e retorico. Quindi, questo testo in sè, non dice e non scopre nulla, è solo un pensierino come fra l’altro Amara dice ed ammette. Tuttavia è stato messo giù in maniera apprezzabile, con metafore non dico esilaranti, perchè mentirei, ma con metafore discrete tanto da renderlo piacevole e da alluderne ad una possibile traiettoria ciclica, dunque non proprio unidirezionale irreversibile, , ma fallata alla base.( bordi dei ritorni).

  3. jmarxpoetry scrive:

    invece nell’incipit ho percepito un teatro, ambientazione alla waiting for godot, ma iperilluminata. il bordo dei ritorni, invece, messo lì, concentra troppa attenzione.
    Contento che tu abbia titolato Bug

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