Rinnovata

Pubblicato: 23 aprile 2012 da morfea in Uncategorized
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stare con i denti in un sorriso
raffinati i gigli radunano le dita
in ricciolute onde
della notte in parte disegnare
chiome libere – luccicanti d’orgoglio

un ricordo che scuote la pace dei venti
sommessa                  in questo nuovo cincischiare
fra le ciocche e il capo sdrucciolo
vezzo di distanze curiose
stabilite              in questa conca di mano

abbracciami il cuore da tutti gli angoli
nella povera alba
– che non percorre null’altro che un prato
alzando respiri dai polsini
in un urlo / nettamente steso

temo questo nuovo quarto di luna / appeso
la curiosa natura della carne – che spinge
da un lato all’altro – questa provocazione
che mi fa tutta in_tesa
e rinnovata

commenti
  1. darbedat scrive:

    -un ricordo che scuote la pace dei venti-
    questo verso a mio avviso, chiarendo lo spunto creativo rischia di mettere l’intero testo, che di per se ha molti momenti di intensa vibrazione, fortemente in crisi . Spesso il voler dire troppo se aumenta la sintonia, ma porta avanti il banale senso del conoscere. Cio che so su di me non mi basta e per questo che -voglio- trovare… stessa cosa nel finale [/ appeso
    la curiosa natura della carne – che spinge
    da un lato all’altro –] é fin troppo chiara l’allusione che (da un lato all’altro) ingoia un sentire, così da allarmare i sensi che rischiano di essere inutile fardello

  2. gramuglio scrive:

    senza essere drastico, trovo che:

    stare con i denti in un sorriso
    abbracciami il cuore da tutti gli angoli

    farebbero una poesia perfetta, una di quelle cose tipo m’illumino d’immenso. sul resto ho qualche riserva, un po’ per quello che riporta darbedat (troppo dire) un po’ per il troppo arzigogolo, aggettivi, cose molto letterarie. eppure quei due versi mi hanno veramente emozionato.

  3. intarsiodiversi scrive:

    le due ultime strofe sono molto belle, hanno una loro poetica significativa anche senza l’apporto delle due precedenti.

  4. llmezzanottell scrive:

    Dire troppo, dire poco….ne vuole un’altra fetta? No, grazie sono sazio, oh no, forse pensandoci un altro pezzettino, quello con la ciliegina, quello lì , verso il bordo ……

    bah,…a me questa piace tutta. Mi sembrano più distese come verso e dire queste tue ultime e le preferisco. Forse non mi ritrovo nel tono, molto distante da quello che io sento quando scrivo, ovvero a me viene spontaneo pormi come un cuneo appuntito che cade da un’altezza, tu sei come una nebulosa stellare che pulsa, che spesso si contrae, ma ultimamente sto captando una certa voglia di espansione.

  5. morfea scrive:

    sarà per questo forse che non l’han cagata ad un concorso?:D

  6. domandedibambu scrive:

    una lunga paralisi, ferma a percepire il modularsi del mondo esterno sui propri confini corporali; sentire l’armonia sfiorare l’anima, l’innesto per estesi spazi entro la bellezza anche di un singolo petalo o filo d’erba … l’armonia del corpo nella vita
    ciao
    bella poe

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