Verde era il colore

Pubblicato: 14 aprile 2012 da llmezzanottell in scrittura a punta
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In riflesso sul mio autore,
le frasi a volte
restano rotte nella fuga
invisa alla tana.
Ma l’idea è una montagna
di carne euclidea,
bulbo di luna
circoscritto ad un fiore,
un serpente arrotolato
in una nuova parola rimestata
tra tempi di muta e veleno inesploso.
Verde era il colore.

commenti
  1. darbedat scrive:

    bisogna bussare, alle volte, per entrare nei tuoi scritti, bisogna bussare per essere accolti…
    c/o

  2. darbedat scrive:

    é sentire la tua voce ripetuta in sincrono, parola per parola, a dare compiutezza : si riconoscono così i cantoni , come codici , a svelarne il senso.

    • llmezzanottell scrive:

      Ra ti ringrazio, ma puoi scrivere tranqillamente ogni cosa senza differenziare il giudizio a caldo, da questo che hai dato a freddo. Troppi aggettivi, troppe prepositizioni, non un testo, ma un testicolo, di capra aggiungo! E sia ! Non crolla mica il mondo😀 Sai bene che penso sia più utile dirci ciò che pensiamo, senza troppe accortezze. E’ cosa che aiuta, e la ritengo più stimolante del tatto che serve con alcuni, non con tutti, non con me.Ora rido io😛

  3. darbedat scrive:

    …sei pestifera! ma questi commenti -cum tactus- sono più severi di quelli non criptati…mi piace il tuo ridere.

  4. margotcroce scrive:

    la prima quartina scivola via bellamente ed anche interessante direi. ma poi arriva quelal carne euclidea che non colloco ( oltrettutto mi rimanda l’immagine terribile della macelleria se ci metti anche il bulbo di luna🙂 ) … rimestata, ha un suono pesante, ed anche questa evoca pastoni da cucina…
    la taglierei così….

    In riflesso sul mio autore,
    le frasi a volte
    restano rotte nella fuga
    invisa alla tana.
    tra tempi di muta e veleno inesploso
    verde era il colore.

    assume un senso e diventa una piccola perfezione
    sembra la contemplazione di un quadro che è entrato nell’anima❤

  5. morfea scrive:

    apparecchi l’anima

  6. llmezzanottell scrive:

    Molto apprezzato il tuo commento Margot, anche per aver esplicitato la forma che più hai sentito. Quando uno non riesce a scrivere, tutto resta intrappolato: la carne anzichè avere forma armonica diventa squadrata, circoscritta, la parola anzichè avere modulazione sinusoidale come quella di un serpente a caccia si arrotola, è bulbo chiuso che racchiude un fiore che magari non leverà mai la testa al sole. Questo ho visto ed ho cercato di scrivere. In fondo è uno stato da macelleria. Colgo l’occasione per ringraziarti e ringraziare tutti.

    • margotcroce scrive:

      la tua spiegazione, Bianca carissima, rende intellegibile il testo ed è pper questo che io chiedo spesso agli autori di dare una chiave di lettura, è un modo per poter apprezzare la poesia e l’emozione che l’ha generata❤

  7. ciprea scrive:

    verde come la chiusa di un serpente… a parte la carne euclidea l’adoro tutta!!, mi sa che sto diventando vegetariana!!

  8. missnightingale scrive:

    Mi è piaciuta tutta, la chiusa in particolare. I suoni si incastrano bene ma c’è una singolare armonia che pervade questi versi. Mi è sembrato di ascoltare un brano di jazz sperimentale.

  9. intarsiodiversi scrive:

    ci sono i riferimenti alla natura e nello stesso tempo, l’impossibilità che possano emergere interamente. ed è come se solo privandosi di una parte di se stessi, la sopravvivenza del verde fosse meno dolorosa.

  10. domandedibambu scrive:

    … Elsa Fraytag… sì
    bacin

  11. Mi piace molto il senso di freddo che pervade il testo, un’ implosione di movimento che si contorce fortemente, contrae il senso ma non riesce a renderlo più docile gelando gli istanti. Sei sempre mooooolto personale, spietata nel dire quello che prendi in esame, nei tuoi testi abita una forza che riesce a liberarsi anche se provi a tenerla ferma per guardarla meglio, la vibrazione del dualismo si avverte tutta. Piaciuta tanto.

    D.

  12. darbedat scrive:

    ciao B.
    posso dirti…rido! e mi piace

        • llmezzanottell scrive:

          Lo so che non ti piace, me l’hai detto e problema non c’è. Un pò di coerenza , senza risatina, non guasterebbe.

          • darbedat scrive:

            pensavo di aver detto qualcosa di più articolato… visto che difficilmente uso il gusto

            • llmezzanottell scrive:

              Non ho ancora ben capito cosa usi, quando dici ” non mi piace” , comunque il riassunto era questo. E sai quanto io apprezzi la sintesi e l’arrivare in fretta alla conclusione, ammesso che ce ne sia una.

              • darbedat scrive:

                …ridere per me , non é derisione, o peggio scherno…ridere è un semplice e mal riposto imbarazzo infantile per celare una vista attenta a cogliere piccole vibrazioni e cambiamento di testure. ma ci sono percorsi che usano le parole per arrivare a ciò che non si capisce per coglierne i secreti, allora si scava tutt’intorno per vedere se a guardare le radici e neutralizzare i suoni delle vocali si riesca , attraverso le variazioni numerali , arrivare a riconoscere i percorsi indeterninati. cosi -la carne euclidea- pone la possibilità di aggiungere alla percezione affidata alla carne, la leggerezza degli Elementi cosi da creare un supporto e accogliere la comprensione. In questo percorso non si può invocare la sintesi , a questo ci ha pensato la poesie, qui può essere solo l’analisi la possibilità.
                Mi rimane, infine, disatteso, ancora il ruolo che -rimestare- pone sul finale a sottolineare l’immagine -un serpente arrotolato-. ma …questo per un altro caffè
                c/o

                • llmezzanottell scrive:

                  Io non vorrei dare luogo a fraintendimenti: i miei appunti, diciamo così, non vogliono certo essere risentimento per un non-apprezzamento. Per carità! Ho sempre scritto per divertirmi, e non ho alcuna velleità in campo. Dunque per me è gioco. Che poi io sia appassionata di letteratura, scrittura e che apprezzi un buon scrivere, questo è un altro paio di maniche. Dunque Dader, questo tuo sorridere mi va benissimo , ma capisci bene che una risata piazzata in solitario, così a commento, può risultare alquanto ambigua. Non fare il santo con la coroncina in testa , non ti si addice. Ci conosciamo da tanti anni, e so che sei abbastanza critico. Ritengo sia una valevole dote esserlo, quanto invece non ritengo lo sia camuffare un giudizio, ovvero metterlo giù plasmandolo, non si sa per quale motivo. E’ una stronzata il mio testo? Guarda che mi va benissimo ! Ma dillo senza problemi, poichè sai perfettamente che sono una che ci ride sù e ci riflette, potendo poi arrivare alla tua stessa conclusione, poichè si da il caso che anch’io sono iper-crititica soprattutto con me stessa. Non drammatizziamo, non è il caso.

                • darbedat scrive:

                  Caffe…
                  È facile attribuire al gusto la responsabilità di una scelta, è facile ma necessariamente non offre un risultato più semplice .
                  semplicemente il gusto è una semplificazione che matura solo sul conosciuto e potrebbe ignorare per definizione tutto cio che in esso non è compreso….quindi, no! Io non uso il gusto anche quando la domanda è esplicita : ti piace?
                  Mi piace tutto cio che mi fa vedere qualcosa che non conosco , qualcosa che non sto vedendo. Per questa ragione sono ancora qui a interrogarmi su quella predicato: rimestare.
                  Il significato figurato mi rimanda a scenari di perversione o più in generale a devianze, soprattutto se riferito a un serpente, già simbolo del male o a una forma …arrotolato. Qui l’esperienza può essere sgradevole ‘che tocca convinzioni personali o credi misurati con fedi nostrane o di importazione…Non c’é nulla di semplice, per me, in questo testo e non c’é nulla che possa essere attribuito al semplice piacere della lettura o del suono del ritmo del verso.

                  • llmezzanottell scrive:

                    Ci voleva tanto a dirlo? Ti contraddici, più sù hai usato un semplice ” mi piace”, più ancora in alto, altro giudizio. Partiamo da presupposti diversi, essendo io pragmatica ( e non dirmi che lo sono perchè sono ingegnere, sarebbe molto retorico), mi piace circoscrivere ogni questione, anche perchè quelle che per natura restano aperte, celano di solito il più completo NULLA. Dunque, il mio gusto prima di tutto. Lui comanda e mi piace che comandi, avendo esso forti legami con quello che in me si cela nel più profondo sentire tramite i vari sensi. Uno scritto è una scultura, come tale anche una poltiglia informe ha il suo messaggio attinente al disordine del mondo. Che io non ho mai scritto come uno che fa la messa in piega delle parole, peggio ancora spruzzandoci sopra della lacca, perchè l’acconciatura non si rovini.

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