Autobiografia di un pugnale

Pubblicato: 3 aprile 2012 da almerighi in Uncategorized
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Un coltello un campanile un gatto

orfani cresciuti pieni di rabbia

la rivolta ringhia messa all’angolo,

Ian Palach è benzina

per chi ne vuole accendere,

i brigatisti messi all’asta

e aggiudicati a peso d’oro

confidano l’errore al mandante

i pentimenti e una redenzione

prescritta in punta di pugnale,

non ci sono martiri a Trento

banalissimi vuoti solamente

e margherite sfiorite in proprio

da una a cento, premature.

Sotto i muri della casa del popolo

qualcuno ripiegato non dice

quanto eravamo più felici

ogni Venticinque Aprile,

il bel tacere è medicina

delle salme di governo.

commenti
  1. darbedat scrive:

    Trento…fa l’occhiolino a DeAndrè o é Trento con il suo principevescovo?

  2. almerighi scrive:

    fa l’occhiolino a Margherita Cagol

  3. llmezzanottell scrive:

    Che sia ben scritta e orchestrata, lo è decisamente. Purtroppo non mi cattura per il tema. Le poesie sulla politica e sul sociale non sono mai riuscite a coinvolgermi.

    • gramuglio scrive:

      questo perché è sempre difficile non cadere nell’enfasi e nella retorica. qui si cerca di farlo lavorando per sottrazione, e anche a me il risultato lascia un po’ distante.

  4. darbedat scrive:

    ..un momento…?-autobiografia-?

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