Studio micrometrico nella farmacia di paese

Pubblicato: 2 aprile 2012 da domandedibambu in Uncategorized
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Amadeus mi accompagna in piazza, vorrebbe scorticare
di grazia quel muro o quell’angolo della cattedrale
per nascondere il pretesto da comporre controsole
il dramma giocoso tra medicina del corpo e la socialità,
con cura medicamentosa dell’anima

prima di lanciarsi in farmacia bisbiglia
così fan tutte, facile perdonargli il sorriso o abbandonarlo
limone sugli scaffali in diligente ordine di curiosità

le note qui dentro non trovano polvere
trovano scatole scatolette tubi impasticcati
antirughe anticellulite, persino il filo interdentale alla malva
dietro il bancone stile bancone e dietro ancora le tre di MacBeth:
tale a tale b tale c, centimetri di camice, segmenti di braccianti
le dita con anelli, gli occhiali da ricetta metti e leggi e scivoli sulla fronte
ricezione di commesse

ma in questo girotondo squadrato e fermo medievale
così fan tutte. Mi spiego: le fustelle su ricette.
L’ipnosi dei gesti, del tac di sguincio tra l’indice il pollice
e poi l’adagio soave sia il vento micrometrico andante, l’attacco:
i bollini magici, ecco perché Mozart è con me.

commenti
  1. margotcroce scrive:

    più piece teatrale che poesia dire, però affascinante nei suoi gemellaggi, ammiro sempre la capacità di fari poesia di cose che ne contengono decisamente poca
    un caro saluto Stefania🙂

  2. morfea scrive:

    posso unirmi alle parole di margot?
    bellissima.

  3. almerighi scrive:

    togli quell’accidente di verso fra parentesi per favore

  4. llmezzanottell scrive:

    I tuoi testi racchiudono sempre una visione inedita, quella che riesce a vedere con una accuratezza fino al milionesimo di metro. Qui ci trovo davvero la cura medicamentosa dell’anima ovvero la poesia pur nel rituale insignificante quotidiano. E quel che c’è di bello, l’assoluto ovvero, è il mistero della mente. Esilarante la farmacia vista come una fabbrica con tanto di stampi e catena di montaggio e quel “vento micrometrico” , stupendo, che mi ha portata a Leger con il suo Ballet Mecanique. Bacin, bacissimo, B.

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