claustrofonia

Pubblicato: 30 marzo 2012 da Doris Emilia Bragagnini in Uncategorized
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il muro tace, non risponde più
si lascia guardare angolandosi
in riproduzioni lessicali nei passi
o sfarfallii – armati – in sottoluce

ogni tanto un urto di temperatura
differente, a porte chiuse ] tolte le dita
da maniglie ingoiate a sorsi, uscite laterali
agglomerate al bolo circolante, contropelle

la risalita dei ricordi sfida il cemento
dell’anima in guardiola, divelta e sugosa
chiaroscuro del Merisi

stretto chicco d’uva fragola, come fosse un uragano
moltiplicato a schizzi su pareti in guanti bianchi
divaricate a terra ora

“… tu aprimi al tuo fiato singultato, viola di Tchaikovsky ”

 

commenti
  1. margotcroce scrive:

    le prime due quartine sono una pugnalata ed un riconoscere uno stato d’animo che si vuol fuggire…è come indossare un guanto nero, avvogervi il corpo e rimanere.
    mi piace molto dall’atmosfera, alle immagine originali, agli incisi di rimando.

  2. questa risalita di ricordi come una terapia. la potenza della luce di Caravaggio a rendere una dimensione scultorea alla tela bianca (che io sento molto claustrofobica). ma ci leggo anche l’arte informale di Pollok, negli schizzi d’uva fragola, come uragani. Pollock era solito mettere la tela a terra, per il colore liquido che usava…. (e debordava l’action painting, dalla claustrofobia della tela al pavimento)

    per l’ultimo verso ti lascio il mio omaggio di benvenuto

    daniela

  3. darbedat scrive:

    questo é il genere di poesia che distruggerei perché dannosa e inutile spreco, come distruggerei i musei boriosi e autocnreferenziali e le architetture che mostrano di se potere, barattando un giallo con un blu laccato in similoro….ma baciando la terra direi: grazie per averla scritta!

  4. llmezzanottell scrive:

    Doris! Felicissima del tuo ritorno qui, mi sembra quasi un miraggio poterti rileggere. E’ una poesia di cui trovo che la sua bellezza lampante risieda principalmente nell’eleganza e nei colori, in cui dentro vi è intrecciata l’energia potente di un turbine. Turbine che si fa volto, cuore, stomaco, voce. Sei proprio tu. Colpisce quell’attenzione vigile che la pervade, le parole a mosaico che entrano in una tensione straordinaria tanto da riuscire ad infondere in chi legge la sensazione di un’aggressione da parte dell’altra nostra voce, quell’intimo zampillante di pressione, il suo fermento viola. Bella e terribile.Ben tornata, un abbraccio.

  5. darbedat scrive:

    Rientrato. Soddisfatti l’ortolano, il panettiere, il saggi Rana, ignorandoli nel loro gesto del rendere omologo ciò che sa di giorni di gloria e ringraziamento, eccomi; e riparto da quel mio commento , impertinente e infido, perfino a me stesso nel rileggerlo, ora soddisfatto dal poco cibo concessomi. Riparto da Merisi e da “viola Tchaikovky”
    Riparto un po’ indispettito, lo confesso, per ritrovare insieme o, meglio, per ritrovare in uno spazio dedicato al primo, anche se non al suo vagare estraneo, il secondo da me odiato per il suo molle esibirsi.
    La Poesia è Poesia , fuori dai gusti e dalle possibilità che ciascuno può offrire al proprio percepire. La poesia è poesia anche quando ci scopre indifesi e arroccati nelle proprie memorie, e a nostra insaputa ci estrae come un dente cariato e dolorante a causa delle nostre trascuratezze.
    c/o

  6. Hai colto una mia incertezza darbedat, Merisi e Tchaikovsky insieme… ci ho pensato un po’, li sentivo “troppi” in due, così citati e vicini in un solo breve testo, eppure nel momento cristallizzato poi c’erano davvero entrambi sconfinando ognuno nell’ altro e non ho avuto scelta. Grazie per la tua lettura e il tuo commento. D.

  7. darbedat scrive:

    …c’é qualcosa che mi attrae ma allo stesso mi -tace- …che mi fa ringraziane il fato per non esser un poeta e me lo fa odiare per non avermi dato tempo adeguato per comprenderli … ho solo il tempo per leggervi!

  8. domandedibambu scrive:

    ciao bella Doris

    le note, la musica è cieca forse come noi spesso in sordina spiamo i nostri sussulti d’animo
    il momento prima della parola è rimodellamento dell’armonia che ricomponiamo intorno a noi
    noi siamo la stanza del nostro sentire e dire, così abbattiamo muri e ricostruiamo sapori
    bacin

  9. ventisqueras scrive:

    il buio, il silenzio,luce e musiche, i contrasti folli del Maledetto ( a proposito, questa l’ho sentita oggi…sembra che non sia morto di malaria,ma ucciso dai cavalieri di Malta,ed è ancora spirale infinita ad avvolgerlo, secoli dopo la morte), e quei singhiozzi a spina crocifissa mi hanno infisso questo magnifico testo a bruciare sulla fronte

  10. morfea scrive:

    è bello leggerti finalmente qui.
    attendevo un po’ il tuo arrivo.
    e porti quei versi che sanno arrivare molto dentro.
    con immagini così belle che è incantatoria.

  11. missnightingale scrive:

    Doris, questa poesia (già sai) mi ha aperta in due. Potentissima, molto, molto bella.

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