I segreti intimi di una lavatrice (2006)

Pubblicato: 29 marzo 2012 da sericamente in Uncategorized
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Gravido incombere
in flebile aria sconosciuta e mistificata
come riassunto condensato in strade,
numeri,
espressioni alterate,
In fermimmagine d’un libro annusato con nauseabonda ripetizione
in poche pagine disconnesse
e cirillicamente seducenti
d’un sublime rassicurante
nella sua comparsa devastante
Fulmine senza cielo
e sgranarsi di membra e neuroni
La fine di un inizio mai trovato,
un inizio come pura sensazione
di penetrazione
totale e appagante nella sua ferocia
e lucidità
Indissolubile dove tutto il resto finisce
in una arena di automobili
d’improvviso tramutata nella concentrazione
densa di tutto l’universo,
presse dai dispositivi imperscrutabili
se non divenendo polvere
Eppure tutto scorre
nell’ardore di cigolii e fatiscenze

In un vivere dove il massimo della felicità concessaci è
ridere
incastrati nei pori di una spugna

La figura femminile continua a muoversi
negli spazi
e si cambia d’abito
lasciando intatto quell’infrangere degli occhi
come calamita acquosa tra ciglia sonda
imprevedibili
dentro pareti di uno stanzino di proprietà,
di non proprietà fisica,
fragili mattoni ripescati lungo fiumi,
dentro tempeste,
in sgabuzzini pronti allo smobilizzo di librerie galleggianti,
nelle code degli occhi di ballerine disoccupate
Isole su nuvole dentro recipienti di confetture sfiorate

Dell’armonia unica di un suono inesistente
mai fastidioso anche all’orecchio più vigile,
uomo abituato ad ascoltare un po’ prima e un po’ dopo,
per morirne nell’istante
e ricordarsi
di un dubbio dai toni edificanti
Maglia di inverni nebbia su sabbia

Mancano le mobilia
e i tappeti di fogge cromatiche
Ma c’è sempre quella presenza di memorabilia
che non conosce le date ma solo i brividi
e che si orienta come il fuoco,
come il plasma
Nudità del tuo corpo sospesa come una fune verso il mio vacillare
con le braccia aperte tese verso simulacri
di vesti ricucite all’esigenza dei tempi moderni
Insignificanti particolari che sono balie di sicurezza
alle pezze del mio esistere
dilatato e inosservato e ingombrante
come l’azoto

Qualche cianfrusaglia sul comodino,
rappresentazione teatrale di un microcosmo in continuo riassemblaggio
Tu, Immagine sfuggente come le rondini
tra i contorni dei frastuoni a pois
c’è del vano che contiene il senso di questo

Se sto immobile,
basterà,
dimmi,
darsi la schiena per creare il tutto?

commenti
  1. sericamente scrive:

    Ho in mente una poesia. Nel frattempo pubblico questa che fa parte di una silloge del 2006 mai pubblicata da nessuna parte.

  2. intarsiodiversi scrive:

    è talmente densa di significati che bisogna leggerla più volte, per afferrare pienamente quel senso di solitudine inevitabile, quando le cose vengono osservate nettamente negli infimi dettagli del nostro .tempo.

  3. margotcroce scrive:

    mi piace molto… e richiede più riletture per coglierne non solo le sfumature ma anche i vari significati intrinsechi
    mi pare più un poemetto….

  4. llmezzanottell scrive:

    Questa mi è piaciuta un sacco, tutta! E anche solo per questo: ” In fermimmagine d’un libro annusato con nauseabonda ripetizione ” esulto!

  5. ciprea scrive:

    bella questa tua, con parecchi fermo immagine significativi!

  6. Io la trovo bella in tutto, ammetto che non sempre mi sono piaciuti certi scritti ma sono rimasto in silenzio solo per questioni di tempo, non amo passare troppo velocemente per questione di rispetto…comunque ottima e bella lettura.

  7. morfea scrive:

    ha una forza che porta lontano.
    complimenti ale, complimenti davvero.
    la poesia deve far viaggiare, ma anche restarti accanto.

  8. sericamente scrive:

    Grazie a tutti per i commenti, per il passaggio e l’immersione, tra i miei passaggi e le mie immersioni

  9. missnightingale scrive:

    Un ritmo serratissimo, molto musicale e armonica. Densa di significati (quanti strati?). Molto piaciuta.

    • sericamente scrive:

      uno strato, forse per quetso risulta molto musicale ed armonica

      • missnightingale scrive:

        no, non credo. personalmente non lego gli strati eventuali alla musicalità e all’armonia. pare scritta di getto, seguendo un filo invisibile che solo tu conosci ma da l’impressione di seguire più tracce.

        • sericamente scrive:

          mi ricordo che non fu scritta di getto, agevolmente si nel senso di fluire di pensieri e parole. il filo invisibile c’è quasi sempre stato nelle mie poesie, più o meno esplicito, ma qui di stratificazioni al massimo ne vedo due, come conscio e subconscio (in effetti una poesia di un solo strato è poveretta) se vogliamo fare un paragone un pò ardito, altre hanno uno strato inconscio diciamo, e inftatti il mio ermetismo negli anni è aumentato e sembra di trovarsi davanti a qualcosa di invisibile (un giorno definivo le mie poesie gabbie percettive) ma la traccia è una, articolata in sottotracce. Così scrivevo nel 2006. Adesso spesso approdo sono ad una poesia più dispersiva e multitraccia appunto, conservo un’integrità più articolata. Ma credo che questo percorso stia finendo, o meglio, riassemblando Per questo vedendoci una linearità maggiore parlavo di musicalità e armonia maggiore, in termine di canone e non resa. Tutto ciò che ho scritto dal 2011 in poi è istintivo nell’approccio e poi cesellato, ho scritto con meno velleità e quindi più libertà, non fanno parte di nessuna silloge ma di un contesto che non genera versi ma è generato da loro
          Grazie per l’attenzione e la curiosità
          Ale

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