Dunque

Pubblicato: 28 marzo 2012 da Salvatore Sblando in scrittura

Dunque m’accusano di dire
dunque, come fosse un punto
un a capo, un non detto
dunque, un intercalare

Dunque dicono che io dica
a sottolineare grassetti, parole e concetti
dunque, senza tenere conto dei merletti
e nel frattempo hai messo mano ai reggipetti?

Dunque, come fossi un interdetto
dunque ai pittori delle mie miserie
con oggetto dunque e soggetto
senza aggettivi e senza rima

Dunque, m’accuso di non fare
c’è spesso chi vuol dare
capire, aggiungere e poi dire, dunque

_________scrivo

Dunque che io sappia
non ti rivedrò mai più

 

commenti
  1. ciprea scrive:

    dunque non è così semplice arrivare al dunque! un fastidioso intercalare che molti usano quando si è a corto di argomenti o, come nel caso della tua poesia, perché non è mai semplice lasciarsi. mi piace, molto

  2. llmezzanottell scrive:

    Bellina nell’incedere ironico che pare un’incazzatura e che sembrava promettere, mentre poi conclude in un amaro che mi ha sgasata del tutto. Ma mi ha sgasata non per l’addio, quanto proprio per come l’hai resa. Scusa Salvatore, ma poi quella parola ” reggipetto” mi ha fatto sussultare. Non ti pare un pò arcaica ? Sai che non credevo che ci fossero uomini che lo chiamassero ancora così??? ***o*** !!! Ciao😀

  3. strano leggere questo tipo di scritto su TCWK. Sinceramente mi trovo d’accordo con Ciprea ma solo nel senso finale di ciò che ha asserito. Ci sono ridondanze che POTENZIANO lo stile di uno scrittore mentre in questo caso mi sembra solo un modo neppure troppo celato per trattare del nulla o quasi. Non discuto i termini come Mezzanotte, ho pensato fosse una sorta di metodo stanislavskij applicato alla poetica ma è un voler cercare forzatamente qualcosa che colpisca.
    Proverò a leggere altro.

  4. morfea scrive:

    premetto che l’ho letta tre volte.
    in tre differenti attimi della mia vita quotidiana.
    e in tutti e tre i casi non è scesa.
    non mi porta a nulla.

  5. Considero sempre arricchente il confronto nato da commenti di questo tipo, anche e soprattutto se sotto lo stesso testo giungono pareri che pur partendo da considerazioni identiche arrivano a conclusioni differenti.
    Questo testo nasce (anche se amo poco parlare della cosiddetta ispirazione) da un mio personale intercalare che utilizzo ahimè spesso quando discuto o parlo, cercando così di andare incontro ai diversi contenuti nei quali utilizzo la congiunzione “dunque”.
    La parola “reggipetto” è volutamente arcaica quasi a dare maggiore forza all’inutilità (mio parere) della rima in poesia.
    Credo di aver detto fin troppo e qui mi fermo; un ultimo concetto però vorrei ribadirlo. Ci può stare che un testo non arrivi e continui a non arrivare nonostante diverse letture; d’altronde la stessa Spaziani è solita dire che la bellezza di una poesia la si trova fin da subito, leggendo i primi tre versi.
    Ciò che non mi trova concorde è il voler forzatamente discutere del nulla, almeno per quel che mi riguarda.

    un sincero grazie per avermi letto.

    Salvatore

  6. setteanelli scrive:

    dunque…
    mi piace!
    il finale rende ogni dunque –

  7. darbedat scrive:

    -dunque- lo sempre visto come un punto neutro , un sasso pronto a ferire o a mostrarsi svolta….qui, come se diventasse sovrano… l’ironia, il moto schivano il capo… ma é difficile con un -dunque- promosso -a capo-…andare d’accordo : sconfina senza inoltrarsi

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