Pubblicato: 27 marzo 2012 da sarant in scrittura

 

si è rotto un dente –
non davanti –
non da tanto –
difficile dire cosa vive
nell’interno di una guancia –
è un ramo spezzato
che non può mordere il vento –
toccato dalla lingua
che lo ripassa e studia
come un estraneo
venuto a stare in casa
e tenuto stretto dagli altri
non ha più nulla di segreto:
potrebbe essere giudizio
potrebbe essere malato
o uno che era bucato
poi cementato –
uno uscito fragile
da non ricordarsi se è stato pane o noce
che l’ha ingoiato –
se era più vitale
quando l’aria e la saliva risvegliavano
o adesso che è tutto da rifare.

 

 

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commenti
  1. llmezzanottell ha detto:

    La guancia come il cuore o lo stomaco, apparato vitale e senziente, qualcosa che continua pur con un guasto o perdendo qualche pezzo. Bella. PS: Felice di vederti qui S., ma dimmi, la scelta del senza titolo è voluta?

    • setteanelli ha detto:

      Ciao Mezzanotte!
      grazie delle tue parole – dell’apprezzamento –
      riguardo al senza titolo…: sì, è una scelta –

  2. ventisqueras ha detto:

    come le piccole alterazioni diventano d’improvviso importanti nel variare dell’istante, e come l’occhio sapiente del Poeta sa giungere ovunque

    • setteanelli ha detto:

      Ciao Ventisqueras!
      grazie!

      credo che guarderò sempre, ciò che è alterato e ciò che non lo è – ma non so per dove –

  3. ciprea ha detto:

    come si può dire tanto parlando di un dente spezzato! mi piace moltissimo la scrittura di setteanelli,
    nei suoi versi mi coglie lo stupore che mi fa innamorare della poesia…

  4. almerighi ha detto:

    son contento di rileggerti, e scorrendo i versi ho apprezzato il singolare talento che hai nel far poesia da piccole disgrazie quotidiane, bella davvero

  5. setteanelli ha detto:

    Ciao Almerighi!
    anche per me è un piacere ” ritrovarti ” –
    grazie delle tue sentite riflessioni –
    di quello che vedi in ciò che scrivo –

  6. darbedat ha detto:

    ha un ritmo rap, … la metafora dei denti, anche se qui non lo fosse, muove il pensiero…

  7. domandedibambu ha detto:

    uno sbaglio, a volte ci si sente così, essere uno sbaglio da dimenticare
    da portare all’omino che lo sistema in un bel file-di-denti rifatto
    e come sì se la lingua batte dove il dente duole, ram memory al fluoro
    bacin
    ciao

    • setteanelli ha detto:

      ciao domandedibambu!
      credo che tutto o quasi si possa sistemare
      compreso i denti –
      e più che uno sbaglio, preferisco pensare a un senso di estraneità
      che si può sentire anche di sé –

      grazie!

  8. margotcroce ha detto:

    superato il primo rigo che mi causa idiosincrasia (sogno spesso di perdere i denti e sempre con angoscia) ho apprezzato la capacità di muoversi dentro questo accidente comune e farne poesia e riflessione..che poi diventa una metafora della perdita

    • setteanelli ha detto:

      ciao margotcroce! i denti sono una lunga storia…
      e la perdita ahimè non manca mai! –

      grazie di aver apprezzato malgrado la idiosincrasia!

  9. morfea ha detto:

    bello rileggerti.
    e bello rileggerti fra queste pagine

  10. tagli/e graffiti ha detto:

    I primi tre versi sembrerebbero l’incipiti per uno stile tragicomico. Per contrasto lo sviluppo del testo assume ancor più valore nel suo svolgere la metafora della caducità, del dubbio e un po’ anche quella del tempo sprecato.

  11. tagli/e graffiti ha detto:

    uh, dimenticavo di fare i complimenti, perché mi è molto piaciuta 🙂

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