Grumo porpora

Pubblicato: 23 marzo 2012 da sericamente in Uncategorized

il mare ha bisogno di un burrone
più scompare dai nostri incipit
più si rivela il nido del gabbiano

li si guarda con le pupille del sermone

il gorgo, di un grande lavandino
siamo quello che rimane sulla spiaggia
molecole in polvere, pulite nella distanza tra le dita

commenti
  1. “il gorgo, di un grande lavandino
    siamo quello che rimane sulla spiaggia”

    la realtà si fa metafora che si allarga
    in questi versi, per me, la punta della tua poesia

  2. sericamente scrive:

    grazie del commento, qui sono riuscito ad allargare in effetti, afferrare
    Ale

  3. margotcroce scrive:

    a leggerla la sensazione che l’intero unvierso si contragga per essere contenuto dentro un’emozione…
    e le pupille del sermone? mi spieghi la metafora Ale?
    mi sembra sia quello spirito angusto e moralista che spinge l’universo a questa contrattura

  4. sericamente scrive:

    volevo usare occhi ma pupilla è un concetto più esteso, vedere e pregare, dilatazione riferita al cambio di prospettiva, tra il mare che si allontana e il nido che si avvicina, vedere lo spostamento tra ente senso e punto di riferimento, quel nido di gabbiani assomiglia al Dio interiore di cui parla anche Jodorowky. E’ una dilatazione involontaria, quindi necessità interiore. Quello che dici sulla contrattura è esatto, qui è più bisogno di ordine, un grumo che si assume a porpora. Abbiamo bisogno di Dio e tutti i suoi sostituti e concorrenti quando stiamo bene e si è pronti per farsi una nuotata senza farsi venire un’indigestione, Dio non aiuta, almeno non è il suo lavoro, si fa vedere per farci capire che siamo tangibili, poi scompare e scopriamo di essere limitati

  5. Francesca Coppola scrive:

    non si coglie tutto nell’immediatezza, ho avuto bisogno di varie letture, ma alla fine mi giunge carica di amarezza e disappunto.
    Belle metafore. Piaciuta!

  6. morfea scrive:

    ha un sottopelle non percepibile subito, ma poi si squarcia pure la pelle.
    bella bella

  7. sericamente scrive:

    Grazie Francesca e Antonella, per quanto riguarda l’amarezza e il disappunto non saprei, credo che sia un testo scritto di getto e quindi ne è intriso di un un’umore multisfacettato, un pò come il mio questi giorni, un pò come lo è l’animo umano che cerca una risoluzione-rivelazione.

  8. ventisqueras scrive:

    scorrono le dita risacche del pensiero, scivolate, distrattamente scivolate all’ombra delle dita

  9. greta rosso scrive:

    ecco. e io avevo detto che non mi sarebbe mai piaciuta una poesia col mare i gabbiani e tutto quanto, toh, m’hai rotto il cliché🙂

    • sericamente scrive:

      mi salvo in conrner visto che non parla di una bella/brutta serata passata al mare coi gabbiani a volteggiar e noi ad ammirar, ed il falò, e l’emozione che sconquassa anche il non dovuto, alla fine ti ho bevuto e il sapor era virtuosa cannella che non c’è più

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