Invecchio…

Pubblicato: 22 marzo 2012 da margot croce in Uncategorized
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Invecchio come una rosa sorpresa dalla vita

Da un giorno all’altro

Un mutamento

Che non è solo una ruga

È un truciolo spiallato dello spirito

Il torpore rosa della pelle

Si stende in uno spasimo di orgoglio

Rosa stratificata

Chiusura balconata

Dove entra l’aria e fugge il tempo

Rimescolio sfuggente d’attimo slegato.

Mi fa da contrappunto un sedimento

Di stami e di oro satinato

Sgocciolio di gineceo

Nell’ombra schiuso.

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commenti
  1. Mariangela Ruggiu ha detto:

    bello questo invecchiare che è come diventare ricchi. di emozioni, di attimi, di ricordi, di cambiamenti…
    non so se ho visto giusto, comunque la tua scrittura sta diventando inconfondibile, piacevole da leggere, e misteriosa che poi ritorno col pensiero a rileggerti cercando il dubbio che lasci in dono.

    • margotcroce ha detto:

      spero per me che il tuo “aver visto” sia, Mari….è talmente gratificante ciò che hai scritto che spero che sia, amica carissima 🙂

      necesse est cogitandi che invecchiare resta un fatto lontano dalla morte e bisogna imparare a non averne paura

  2. 4colpialquorum ha detto:

    riuscire ad afferrare ogni singolo cambiamento, sia graduale o improvviso, è la lezione che si può imparare leggendo tra queste righe… non semplicemente disperarsi per quello che è cambiato, ma focalizzarlo e capire che “cambiare” non significa “peggiorare”… significa solo “cambiare”…

    • margotcroce ha detto:

      è questa la chiave di lettura giusta…cambiare e nel mutamento accettarsi, fare di questo mutamento trasformazione alchemica
      benvenuto in questi spazio, 4colpi 🙂 🙂

  3. tagli/e graffiti ha detto:

    Mi piace molto il linguaggio, la spaziatura tra i versi, quasi un rallentare; la maiuscola ad inizio verso, quasi uno stratificare e ricominciare. Per dire che l’impostazione grafica della poesia corre parallela ai suoi contenuti.

    questo è quanto per ora. ma potrei tornare ad approfondire

    un abbbraccio a te, mia cara 🙂

  4. llmezzanottell ha detto:

    Mi piace tantissimo l’espressione di cui hai dotato questo testo; mi sembra di vedere davvero una rosa umana, di un rosa vivo, con i suoi petali di carne. Una visione ed un sentire molto femminei ben mescolati ad una psicologia riflessiva e creativa. Il primo verso sorprende e cattura tantissimo insieme a quel ” trucciolo spiallato dallo spirito”. Un sobbalzo ed un sorriso mi scappa su quel ” sgocciolio di gineceo” perchè qui vai a marcare quel rosa che è già bello così. Una buona prova, una prova che ha il suo calore e soprattutto colore, importantissimo per me.

  5. margotcroce ha detto:

    una rosa di carne e ciò che immagianvo di guardare mentre scrivevo…la tua lettura è sempre centrata Midy

  6. ciprea ha detto:

    un sedimento di stami e oro satinato… sei uno splendore Margot e in questi versi ci sei tutta!

  7. Francesca Coppola ha detto:

    Invecchio come una rosa sorpresa dalla vita

    ed è già poesia.

  8. morfea ha detto:

    mutare che nutre.
    che sia pelle o parole.
    mi piace questa si.

  9. darbedat ha detto:

    cito “Chiusura balconata/Dove entra l’aria e fugge il tempo”
    questi due versi mi fanno venire in mente due quadri, entrambi con lo stesso titolo-le balcon-, e con lo stesso soggetto rappresentato, ma di due autori : manet, magritte. li separa , nel raccolto della realtà il tempo.
    tuttavia ciò che l’invecchiamento mi sollecita, non é il tempo, nel suo inesorabile arco , ma la fertilità. questione sottesa, che nel venir meno accresce in forma subdola un delirio: l’onnipotenza.

    • margotcroce ha detto:

      non cononoscevo i due quadri……o meglio conoscevo solo quello di manet, nonostante magritte sia tra i miei pittori favoriti, l’ho cercati per guardarli, per capire la “cornice”delle tue parole…
      il trapasso da manet a magritte devo dire mi risulta alquanto angosciante, la florida vitalità del primo rinsecchisce in quelle specie di bare inquietanti, eppure hanno una continuità impressionanate!!! una logica trasformazione quasi beffarda.
      l’onnipotenza è un sentimento di compensazione, non solo al venir meno della fertilità ma anche all’esorcizzazione del pensiero della morte, che in questo modo si allontana, quasi non ci riguardasse che attraverso gli altri.
      i due quadri, guardati di seguiti, creano un continuum devastante per una mente sensibile..il tuo parallellismo è talmente intrigante ed efficace che rende le mie parole universali e sento che non mi appartengono più..coon grnade disappunto, esso ha frantumato il mio delirio di onnipotenza e ne sono fortemente contrariata

  10. margotcroce ha detto:

    grazie Francesca, 🙂 grazie Antonella 🙂

  11. ventisqueras ha detto:

    la bellezza,Margot, la bellezza, di cui abbiamo già disquisito sul tuo blog, è qui intatta, orlata sulla rosa che da spazio alla rosa:vi si dilata
    ti abbraccio ma chère

  12. almerighi ha detto:

    invecchio anch’io, ma a giudicare dalla forte autoironia dei tuoi versi tu lo stai facendo con un tocco di classe

  13. intarsiodiversi ha detto:

    mi fa pensare alla bellezza della consapevolezza, in fondo come la rosa, sfiorisce da regina.

  14. domandedibambu ha detto:

    un po’ come nella lampada di Aladino che vaporizza l’idea e l’eternizza nel sogno a mezz’aria
    la consapevolezza del tempo che passa ma che il desiderio riassorbe in sé per non morire
    bacin
    belisisma

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