Tre passi nel pane

Pubblicato: 21 marzo 2012 da morfea in Uncategorized
Tag:, , ,

Soffoco questa voglia di parola, catturata per i capelli
che l’aria non smette di piangermi a d d o s so
*
diventami casa o pane, come corpo di figlio in silenzio
un buio di pietà senza speranze, quel fuoco che ulula
un commiato dal bordo tornando mentre le mani sanno
e saccheggiano certi inverni che si arrugginiscono e piangi
la pelle della tua pelle in una voce spezzata dalle lacrime
*
non dimenticarti la gola – aperta dal taglio che percorre
quel collo soccorso dal compiersi di un perdono che inzuppo
come quel pane nero che di mollica ha solo il suono e nel
cerchio che ti mimo di nuvole c’è l’isteria della terra
che a sollevarsi dai polsi si fa pianta cresciuta di bave
*
ti supplico con le preghiere che dal mare ripesco
con uncini di pino, dandomi il tempo di un crollo interrotto
un culmine giunto con l’addio che scende dalle vene
chiedendo dimenticanze offerte come pasto agli animali
fatto di schiene e ritorni, giurandomi un contro_sole
di ferro e pane.

commenti
  1. llmezzanottell scrive:

    Morfy, ti ho già detto quanto questa mi fosse piaciuta in resa espressiva. Qui le parti anatomiche sono nominate con più misura e ben miscelate al contingente astratto.

  2. margotcroce scrive:

    l’incipit apre alla lettura e segna il passo dell’incidere…resta come un sentiero nel bosco e lì che c’è l’invito a camminare

  3. intarsiodiversi scrive:

    hai un tuo scrivere particolare e avvolgente.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...