Alvar Aalto

Pubblicato: 18 marzo 2012 da llmezzanottell in scrittura
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A me qui interessa la classe,
il filone antico di un gene regale
imbevuto d’orgiastico rigore,
l’odore pieno del tratto
che si sposta, si volta,
si flette e fa lussuria.
C’è un fondo divino
negli oggetti immaginati,
e pensa,
nel treno di questo secolo bavoso
sono qui a cavalcioni sulla tua sedia
e sotto,
la città squadrata
mi appare solo una scritta alla rovescia.

 

Foto: Model No. 41 lounge chair, 1931–32 , Alvar Aalto

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commenti
  1. margotcroce ha detto:

    meraviglia Bianca!! miscuglio perfettamente equilibrato di intro_ e pro_spettiva , di te medesima e della tua altra arte

  2. darbedat ha detto:

    mi sarei aspettato di tutto questa mattina…ma Aalto!…ci ritorno

  3. darbedat ha detto:

    dimenticavo…rido!

  4. darbedat ha detto:

    Aalto fu uno dei maestri che interpellai per la mia tesi di laurea. Piano, piano! …non sono cosi vecchio lui era già morto da anni, ma questo non mi impedì di chiedergli un parere. Fin da piccolo mio padre mi insegnò a adottare un metodo in proposito: interrogare i maestri senza copiarli, come invece sembravano suggerire i miei insegnanti. Quindi posi a Aalto molte domande e lui puntualmente rispose. In quella occasione fu più convincente Stirling, lui era vivo, ma Alto mi obbligò a indagare quel diretto rapporto che traduce un gesto prima di metterlo al servizio della forma. Mi fece capire come i materiali in quanto tali, pur se preziosi, non risolvono da soli la forma. E ,come nel caso che mostri, non è il materiale che ‘chiede’ la forma, ma è l’idea che fa dialogare materiali e forme per creare la Forma.
    Si, non mi sarei aspettato qui un omaggio a Aalto

  5. jmarxpoetry ha detto:

    vorrei entrare nel tuo vocabolario interiore e tenere zippati per una ventina d’anni i file relativi a tutti i vocaboli legati ad “orgiastico”…

  6. attraverso ha detto:

    Che dire: c’è una virgola di troppo (e sotto,) secondo me, ma è fantastica per le immagini che susciti.

  7. jmarxpoetry ha detto:

    “C’è un fondo divino
    negli oggetti immaginati,”

    “Per questo il Kitsch non può dipendere da una situazione insolita, ma è collegato invece alle immagini fondamentale che le persone hanno inculcate nella memoria: la figlia ingrata, il padre abbandonato, i bambini che corrono sul prato, la patria tradita, il ricordo del primo amore. Il Kitsch fa spuntare, una dietro l’altra, due lacrime di commozione. La prima lacrima dice: come sono belli i bambini che corrono sul prato! La seconda lacrima dice: com’è bello essere commossi insieme a tutta l’umanità alla vista dei bambini che corrono sul prato! E’ soltanto la seconda lacrima a fare del Kitsch il Kitsch.”

    “e pensa,
    nel treno di questo secolo bavoso
    sono qui a cavalcioni sulla tua sedia
    e sotto,
    la città squadrata
    mi appare solo una scritta alla rovescia.”

    “E io, feto adulto, mi aggiro
    più moderno di ogni moderno
    a cercare fratelli che non sono più”

    volevo solo scriverti alcune cose che mi hai ricordato

  8. llmezzanottell ha detto:

    A me Aalto lo fece conoscere Castiglioni, in un meeting sul disegno industriale alla triennale di Milano. Sono da sempre appassionata di design. Grazie a tutti comunque, grazie.

  9. morfea ha detto:

    qui a parte la foto…che pare una sedia scomodina a mio avviso.
    è ciò che scrivi che si curva come legno e crea dinamiche…che vanno dentro e poi fuori come un ago con il suo filo.
    mi piace.

  10. Francesca Coppola ha detto:

    e sotto,
    la città squadrata
    mi appare solo una scritta alla rovescia.

    Mi ha colpita!

  11. ciprea ha detto:

    a me qui interessa la classe… e qui la ritrovo in un elegante omaggio ad un Maestro

  12. gramuglio ha detto:

    troppe parolone per me nella prima parte (fosse una prosa o un commento pubblico mi peserebbero di meno) mentre gli ultimi quattro versi sono (paradossalmente?) l’omaggio migliore

  13. almerighi ha detto:

    anche a me, la classe di riportare alla luce sensazioni indistinte ma assai profonde e gradevoli, occhio a un paio di vorgole di troppo

  14. intarsiodiversi ha detto:

    la classe sicuramente non è acqua! felice di ritrovarti splendida come non mai.

  15. domandedibambu ha detto:

    ciao mia cara, deo gratias alla tua poe
    mi siedo e trovo la divina ispirazione qui
    a cavallo della città con i tuoi occhi; in fondo vivere è anche sedersi anatomicamente sui propri
    pensieri e riadattare al piano Aalto il movimento moderno del cristallino
    bacin

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