la forma dell’addio [cit]

Pubblicato: 16 marzo 2012 da morfea in Uncategorized
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di ora in ora, prosegue la rabbia
vagina di pistillo in polvere
-impoverita da una morte lucida
prosegue rosso su nero-

gracchiare un parlarmi bianco
in questo nodo disimparato
dalle unghie nere
e da mani ben aperte

il preziosismo di un intreccio corallo
si spiuma dai bordi rosicati in ceramica
nel ricordo di un addio che piange

-di questo non pagherò l’ombra
su questa porta a vuoto
in punta di piedi traballa il vestito
ed un fiore di paglia strabuzza gli occhi-

tu, quanto male fai
quanto ti dimentichi la voce sul letto
e le mani sui seni della terra
che cammino?

[non ricordo il concime e l’uncino
ritardo il dolore nel sonno che ti dico]

commenti
  1. llmezzanottell scrive:

    Quando ti apri di più, diluendo la cripticità delle tue strettissime metafore, nelle tue parole si sta meglio. Mi fa sorridere non poco quella ” vagina di pistillo in polvere” …non lo so, me la sono immaginata nella mia cucina accanto al pepe e al sale …Ma ti immagini? A cena con ospiti , davanti ad una bella bistecca e insalatina, dire: Qualcuno vuole un pò di ” vagina di pistillo” ???😀

  2. margotcroce scrive:

    ehmm..la vagina di pistillo ha evocato mondi anche a me e un sorrisetto malizioso..
    anyway..trovo nel tuo ultimo periodo di scrittura la ricerca spasmodica di uno stile, di un modo espressivo che ancora non si è stabilizzato e questo porta ad una certa slegatura dei gruppi di versi.. la seconda parte da …di questo non pagherò l’ombra… mi incanta mentre la prima stride
    e nella mia lettura rimane questa scissione
    ma la seconda parte è davvero bella, seducente, sanguinante e donna

  3. ventisqueras scrive:

    camaleontica Morfea, non credo che tu stia cercando uno stile, semplicemente stai traendo luci varie dal tuo prisma
    ben lieta di riavvolgermi nelle tue follie

  4. darbedat scrive:

    bisogna montare e rimontare i pezzi per ricavarne una forma, L’addio ha sempre una angolazione personale e non lascia coglier uno stato d’animo definito se non un distacco e una separata sorte. così il concime e l’uncino propongono due strade opposte, ancora due e ancora una necessità di vittoria su uno stesso campo di prossima fertilità:vagina-pistillo

  5. gramuglio scrive:

    per me troppo artefatta, troppo alla ricerca di qualcosa di particolare. che poi è lo stimolo giusto per arrivare a qualcosa di superiore, ma per ora ti sento distante, slegata. molto più familiare quel tu verso la fine, per quanto astratto. in termini spocchiosi e da critica specializzata (:D), non c’è mezzo correlativo oggettivo, sono tutti segnali tuoi personali e di nessun altro.

    “vagina di pistillo in polvere”/”in questo nodo disimparato dalle unghie nere”/”si spiuma dai bordi rosicati in ceramica” – ??

    • morfea scrive:

      l’artefatto non credo, nata mentre ascoltavo una canzone di un gruppo italiano, Colloquio.
      dunque non cercavo nulla e non ho trovato nulla se non le stesse parole, che non cambierei.
      però apprezzo le critiche come i buoni commenti🙂

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