Intermezzo semiserioso

Pubblicato: 15 marzo 2012 da attraverso in scrittura
Tag:,

Un dubbio mi assale
e governa la nave
nessuno che dica
ma che merde che scrivi.

Siam tutti buonini
quasi avessim timore
che di nuovo succeda
che il gioco si rompa.

Suvvia che qualcuno
si prenda la briga
di dire a quell’altro
ma che stracci che scrivi!

E che l’improperio
diventi una cima
su cui ci si sfidi
a duello con stima. [magari anche la rima]

La dolce poesia
che di rugiada si ammanta
diventi la tigre
che divora la preda.

Suvvia miei compagni [o amici e colleghi]
issiamo le vele
dite pure che schifo,
se pena ne vale.

Ma non lasciatemi ancora
pucci pucci a sentire
che sembra di esser
in un mondo di fiabe
che ecco che arriva
la fata che porta
un dolce soldino
che ho perso un dentino.

Non voglio la guerra
ma nemmeno melassa
non voglio il dolore
ma nemmeno incrollabile fede
voglio solo qualcuno
che dica alla penna
stai zitto cialtrone
stai zitta hello kitty.

[e che si introiettino gli amanti]

commenti
  1. mariella tafuto scrive:

    l’hai detto in modo orribile ma condivido il concetto.

  2. margotcroce scrive:

    sottoscrivo..ci ho anche provato, con le dovute maniere, hai dato il la atty e spero che questa linea attechisca e si sviluppi

    naturalmente non si parla di insulti od offese ma solo di critica fosse solo anche di gusto…
    basta coi pucci…pucci….miel miel…se no diventiamo come tutti gli altri blog e siti
    i gatti sanno graffiare, è questa la differenza

    naturalmnete questa tua va collocata nell’ambito del goliardico e non dell’ars poetica

    • attraverso scrive:

      Ma lasciamo da parte anche le dovute maniere🙂. Un po’ come al bar quando si parla di massimi sistemi dietro una una birra battendo forte le carte sul tavolo tra una scopa e l’altra.

      • margotcroce scrive:

        vuoi far scatenare la rissa Atty? mah… io sono una fumina anche nella vita,,, poi ci sono quelle_i che non si scuotono neanche a dargli una botta in testa, urlarmi addosso non mi va… urlare in due mi può stare anche bene, però con alcune persone sono legata da una sindrome d’affetto che non mi permetterebbe mai di passare all’accapiglio

  3. llmezzanottell scrive:

    Marco perdonami, ma dove vedi tutta questa ” ciccineria”, ” panna e fragole” , bacini ecc…ecc..? Non mi sembra che sia proprio così, qui. Quanto piuttosto la questione sarebbe un’altra : ad esempio chi pubblica sempre, ma non commenta quasi mai. O chi ha accettato l’invito fondamentalmente per non esserci.

    • attraverso scrive:

      E non che non ti perdono😦


      !!!!
      ….🙂.

      Dalla riapertura o meglio da quando ancora su Splinder si è tentato timidamente di tornare ad essere quelli di qualche hanno fa ho notato una certa tendenza a non voler rompere il giocattolo, ad aver paura di dire la cosa sbagliata nel momento sbagliato.
      Insomma ci si punzecchia un sacco meno.
      Poi non è che chi denuncia🙂 sia esente da colpe. No anzi io sono il primo, io pubblico e raramente commento e quando commento è solo per dire, “me piace” (datagli un accento qualsiasi) o peggio commento solo chi capisco, il che vi fa capire quanto poco io capisca, insomma è solo un’impressione, un gioco, un… abbiate pietà sto invecchiando.

      • llmezzanottell scrive:

        E no! A questo punto la pietà, no! Il giocattolo si ruppe non per i non-punzecchiamenti, ma fondamentalmente per l’assenza e per i non-commenti. Ci sono stati autori che avevano accettato l’invito e che hanno pubblicato al massimo una volta, o anche mai, e che non hanno mai commentato. Questo credo non vada bene. Certo, massima libertà per tutti di esserci o non esserci, ma credo che chi ha accettato l’invito senza grande voglia di partecipare, dovrebbe dirlo, in modo da lasciare spazio a chi vuole esserci davvero. Quanto al punzecchiamento, certo, è sempre molto stimolante, ma proprio tu Marco che compari solo sulle tue pubblicazioni, sei l’ultimo a poter parlare. Te lo dico con simpatia comunque, so che lo sai🙂, ma non te ne approfittare.

  4. gramuglio scrive:

    ADDA JETTA’ ‘O SANG!!!!!!

  5. margotcroce scrive:

    Bianca mi ha preceduto di un pelo.. volevo anche io introdurre la questione del presenziare ad hoc, questo e le carinerie gratuite porteranno inevitabilmente alla stagnazione del blog.

    gli impegni di lavoro, famiglia ecc..ecc.. li abbiamo tutti, ma un attimo di tempo si trova sempre, e non dico tutti i giorni, per leggere e commentare, coas che tra l’altro è pure un piacere, almeno per quello che mi riguarda.
    accettare ed esserci e una conditio sine qua non, a mio parere e dunque bisognerebbe regolamentare questo.
    a parte i soliti noti, i più fanno postata e fuga ed un gruppetto ha accettato l’invito senza mai presentarsi in alcun modo.

    ora, io dico, siti e blog di scrittura ce n’è a iosa, compreso facebook con le sue pagine dedicate, la scelta è massima… essere qui, se vogliamo fare la differnza, deve essere non solo sinonimo di qualità ma anche di partecipazione a costo di estromissioni eccellenti.

  6. margotcroce scrive:

    direi che Marco_attraverso che ha scoperchiato il vaso ha l’assoluto dovere di dare l’esempio😉😉😉

  7. darbedat scrive:

    per quanto mi riguarda devo dire che qualche volta mi ritrovo dissonante da solo , e generalmente segue qualche dispetto, …ma ciò che penso é che non sia tanto la disponibilità al dialogo, a mancare, quanto il lavoro che nel discutere ‘secondo un punto di vista’, porti a ampliare le possibilità di ‘sentire’…ma questo bisogna saperlo volere …

  8. morfea scrive:

    allora io non ci vedo pucci pucci amore mio.
    io dico quello che penso con le dovute buone maniere anche perchè altrove le maniere forti sono offesa nei confronti di chi scrive e di chi legge…
    ma su questo passo oltre e rido forte.

    io commento.
    che siano belli o brutti è la mia parola.
    magari io mi sento meno impegnata, ma solo eprchè non so parlare di sintassi, endecasillabi e tutte queste belle cosine, mi lascio portare da ciò che ho dentro.

    per chi non posta…dire che non vale solo per pochi ma per molti.

    • margotcroce scrive:

      Anto, qui nessuno vuole salire in cattedra, ognuno fa e dice quello che sa…le competenze degli addetti ai lavori sono altra cosa.. certo che essendo un sito letterario viene naturale esprimersi ed affrontare parallellismi in base alle proprie conoscenze personali. sarebbe frustrante non poterlo fare nemmeno in questi posti, ma ciò non vuole sminuire nessuno, anzi… come dico sempre a me serve per imparare dagli altri cose che non so

  9. attraverso scrive:

    Caspita mi fate sentire in colpa, lancio il sasso e poi mi defilo dalla discussione.

    Andiamo con ordine.

    Già una volta mi fu fatto un “cazziatone” perché scrivevo e non commentavo e se commentavo lo facevo solo del mio. Era vero lo ammetto, anche se allora mi difesi a spada tratta.
    Leggo tutto, o quasi, ma faccio fatica a dire la mia.
    Un po’ perché faccio fatica ad analizzare un testo in maniera razionale, mi devo lasciare trasportare da qualcosa, da quello che sento e se non sento non scrivo e se non scrivo come faccio a scrivere una critica a quello che leggo?
    Questo non significa che la stragrande maggioranza di quello che scrivete non mi fa sentire nulla. No, significa anche che per scrivere ci vuole tempo e una cosa è scrivere il proprio che a me viene fuori in maniera compulsiva per cui potrei scrivere per ore, una cosa è scrivere una spiegazione del perché qualcosa di letto ci muove qualcosa. E’ difficile, ci vuole tempo.
    Più difficile ancora è scrivere di qualcosa che non ci ha smosso nulla o che magari ci ha smosso solo in negativo. Cioè spiegare perché quella sequenza di parole ci ha fatto… bleah. Insomma mica si può dire così, semplicemente bleah.
    Una volta lo feci e suscitai un vespaio🙂. Ma ero più giovane ed incosciente.

    Morfea: non so perché l’hai presa come a te. Ti assicuro che non era rivolto a qualcuno in particolare ma tra qui e Odilia (piuttosto che fine ha fatto?) la differenza l’ha fatta la qualità della critica e non la qualità della scrittura.

    Darbedat: io ti leggo, giuro ci provo ma non riesco a capirti. Giuro è un limite mio, ti non c’entri faccio anche fatica a capire se i tuoi commenti siano belli, sferzanti, meravigliosi o vaccate. Non ci riesco, forse è colpa del mio voler comunque restare in superficie ed avere, prababilmente, paura di scavare a fondo. Comunque mio limite, sto studiando magari prima o poi ci riuscirò.

    Margot: Spesso usi parole che mi costringono ad armarmi di vocabolario e ammetto che alcune volte non le ho trovate nemmeno li. Sono ancora sconvolto da quel ipnacogico che una volta ficcasti in una poesia. A volte mi sveglio la notte tutto sudato che mia mpoglie deve scendere a farmi una camomilla.

    Gramuglio e Mariella: Ecco la dimensione del gioco che è la cosa che più mi affascina.

    Mezzanotte: Hai ragione sono l’ultimo che dovrebbe parlare però sono anche il primo che parla. Destino vigliacco🙂 Però ammetto che questo attuale tutto sommato comincia a piacermi. E comunque non ne approfitterò….. troppo.

    Cazzo oltretutto mi manca un sacco Parolaia.

    • llmezzanottell scrive:

      Il gioco sì, ma anche il dramma nell’opera buffa è sensazionale.

      • attraverso scrive:

        In che senso?

        • llmezzanottell scrive:

          Alludevo all’ironia…comunque guardate, se è andato avanti un blog banale e vergognoso letterariamente parlando, come ” Rosso Venexiano”, ex splinder , …allora c’è da interrogarsi oltre sul giochino che non funzionò….

          • attraverso scrive:

            Be allora bisogna rispondere alla domanda se conta di più il contenuto o il contenitore.
            Cioè io ho pubblicato sia su rosso venexiano che su volobliquo che qui. Non me ne vanto ma non lo ritengo nemmeno una vergogna.
            I primi due mi hanno cercato e l’ultimo l’ho cercato io ma chi scriveva ero sempre io e ho pubblicato le stesse cose su tutti e tre i blog.

            Allora la differenza la facciamo noi quando scriviamo o quando commentiamo?

          • margotcroce scrive:

            Atty…ipnagogico… riguarda proprio la fase veglia sonno poi… mi sa che l’hai capito e non te lo ricordi🙂 questo che dici me lo hanno già sbattuto in faccia svariate volte…ma credo sia più producente prendere il vocabolario (alcune volte invento dei neologismi, ma solo alcune volte) e cercare il significato che far finta di niente (prova con google che viene meglio)
            e se non mi comprendi attestami la tua non comprensione, sarò ben lieta di spiegarti, se vorrai

            Bianca… RossoVenexiano sta alla poesia come le soapopera ai films d’autore

            • attraverso scrive:

              Ma si che me lo ricordo, mi costò studio e se ho studiato vuol dire che l’ho apprezzato altrimenti perché fare fatica. Poi io nella mia insipienza avrei scritto dormiveglia ma va benissimo così quello di cui parlavo era riferito al fatto che poi la differenza sta proprio in quello.

              Non credo che una mia “poesia” che a te ti è piaciuta ti sarebbe piaciuta meno se letta su rosso venexiano…

    • morfea scrive:

      io non me la sono presa per me o a carico di me.
      ho solo detto la mia.
      il problema che ci sia classe [e non lo metto in dubbio], o meno, il problema si ripete ovunque in ogni sua forma.
      manca lo scambio e le pale per dire che non mi piace ciò che scrivi, oppure realmente quello che leggiamo qua è bello e basta

      • attraverso scrive:

        Scusa, mi era sembrato.
        E’ il limite di una discussione senza guardarsi negli occhi, non si sa mai fino in fondo con quale stato d’animo ci vengono dette le cose, E le faccine o i rido messi qua e la non si sa come decodificarli.
        Ecco un altro perché faccio fatica a commentare.

  10. gramuglio scrive:

    la mia opinione è che questo tipo di discussioni su internet sia dannosa e pertanto inutile. lo sostengo da sempre e se non sbaglio è anche ciò che distrusse il club dei poeti. il fatto è che non ci possiamo parlare di questioni “filosofiche” senza essere l’uno di fronte all’altro, questo schermo crea inevitabilmente pessime distorsioni. non è un evitare il confronto, che etimologicamente prevede il mettere “a fronte”, è semplicemente conoscere il mezzo.
    sugli scritti il discorso è diverso: così come l’autore di un libro non è con noi quando lo leggiamo, allo stesso modo qui si danno dei giudizi senza volto, che possono dare il via ad interessanti spunti, o magari no. e lì si può essere quello che si vuole, è facile discernere la piaggeria dall’ignoranza da quello che vi pare. e si può essere feroci senza essere offensivi.
    per cui, per favore, torniamo a parlare di poesia o checchessia, che questo testo è una mmerda.

    • margotcroce scrive:

      lo schermo non c’entra niente gramuglio…se uno ha da dire lo dice con o senza di esso
      qui interagiscono persone che si conoscono da anni e di cui si è constata la serietà, l’amore per la poesia e anche l’identità.
      le discussioni che tu definisci inutili non scaturiscono dal nulla o sono pilotate, bensì sono lo specchio di un problema che “viene” alla luce e, come tutti i problemi, se non viene affrontato finirà col fare danni.

      sono cose che puoi constatare se sfogli le pagine… rimanere in tre gatti (corre l’obbligo di questo sostantivo🙂 ) per quanto in simpatia e in sintonia, non dà l’ariosità necessaria ad un confronto stimolante
      spero che questa tua apprezzata sollecitazione verso la poesia sia sinonimo di una presenza ed un’interagire frequente…per non dire costante🙂

      • attraverso scrive:

        Ovviamente nei commenti questo limite esiste e per superarlo si deve dare valore a ciò che si scrive cercando di essere il più possibile ed inequivocabilmente chiari.

        Per cui cosa vuol dire parlare di poesia?

        Questo testo è orribile.
        Benissimo.
        Passiamo a disquisire del prossimo.
        Questo testo è bellissimo.
        Benissimo.
        E via con il prossimo.

        ….
        Non credo sia questo

        Allora parlare di poesia è analizzare il testo proposto


        diventi la tigre
        che divora la preda

        O come la quaglia
        passato il mare

        Cosa differenzia il sopra dal sotto
        Chi l’ha scritto,
        il contesto
        l’amore
        un po’ tutte le cose.

        E allora per ben capire l’opera di Attraverso dobbiamo conoscerne il background, da dove arriva, dove ha vissuto, dove andrà se mai andrà e lo stesso vale per Ungaretti, per Dylan, per Mezzanotte e Morfea e Gramuglio….

        Diavolo è un lavoro immane.
        Allora dobbiamo cominciare da zero.
        Salve sono Marco Giunco sono nato a Teramo il 12 Marzo del 1962 e vivo in un piccolo paese dalle parti di Monza…. etc etc etc
        Salve sono Robert Zimmerman meglio conosciuto come Bob Dylan sono nato a Duluth il 24 Maggio del 1941 e vivo a….
        Salve….

        Oppure?

  11. llmezzanottell scrive:

    D’accordo Margot sul paragone di Rosso Venexiano con le soap, azzeccatissimo…E’ un posto che mi mette enormemente a disagio, non solo per la grafica melensa e sdilinquita, ma soprattutto per i contenuti, che sembrano provenire da animelle lagnose…e poi….ragazzi, che censura lì dentro! E poi mi ritrovo certo anche con Gram , sul non dilungarsi molto in quisquiglie comportamentali degli users, quanto però io vorrei ribadire che ogni critica, osservazione e dir si voglia, mi pare che sia più che lecita, ed è giusto che emerga, però non posso tacere sul fatto che Attraverso che ha sollevato l’osservazione sullo scarso punzecchiamento, è il primo a non punzecchiare. Prima ancora di punzecchiare uno dovrebbe esserci sui testi, e non solo sui propri. Ah poi sono d’accordo con Gram che il tuo pezzo Marco, è un pò tristino…una bella porchesia🙂

  12. margotcroce scrive:

    non credo che si possa giudicare il pezzo di Atty se non per essere stato una denuncia che ha sollevato tutto il vespaio…

    sei solo del 62 Marco? dici sempre che sei vecchio😉 pensavo avessi tra i 60 e i 70😉

  13. darbedat scrive:

    1
    é vero, per una certa parte é inutile tutto questo ragionare sulle intenzioni , é come se fosse – paura della paura-. Come inutile, d’altra parte, sembra il porre un testo, come manifesto , per indicare il fare o il non fare commento e cosa questo dovesse contenere per essere ritenuto tale.Meglio sarebbe stato, forse se tutto ciò fosse avvenuto proprio fra i commenti, per separare i piani e i punti di vista. Il commento in questo caso sarebbe stato nel suo -essere contenuto- e non in quel vago atteggiamene che si risolve con: -avrei voluto che…-
    2
    circa la comprensione dei testi e dei commenti, una cosa sembra ormai certa, noi percepiamo cio che conosciamo, lo scoviamo anche in anfratti impossibili,anche dove non c’è all’apparenza. quindi a mio parere, il non capire é molto più simile al nostro non percepire, ovvero a una paura remota. Ma non si deve profittare del fatto, così da indurre a confondere i campi del percepire,solo per limitare i danni del non sapere che dire. Ma questo non può essere stabilito a priori, l’atto d’ingegno a certi livelli è indecifrato e raro proprio perché oltre il muro del suono, se superato, il fragore assorda

  14. attraverso scrive:

    Ok io ci provo a riportarvi sulla giusta via ma evidentemente non mi faccio capire.
    Provo un’altra strada vediamo se questa funziona🙂.

    La mia porchesia non cercava di sollecitare la quantità ma la qualità.

    Ovvero:

    Io non commento per tempo, in parte, ma soprattutto per incapacità di un’analisi critica non banale.

    Chi mi aiuta a migliorare questo aspetto della mia presenza in questo luogo?
    Che poi significa migliorare un po’ quello di tutti e che poi potrebbe anche significare un aumento di interesse attorno al nostro “movimento”.

  15. mugico scrive:

    Vabé, ma dire “che merda che scrivi” non equivale certo a fare critica di qualità. Bisognerebbe scrollarsi di dosso certi preconcetti secondo me, tipo la visione negativa che aleggia attorno ai critici. Certo gridare a pieni polmoni “è una cagata pazzesca” come Fantozzi ha una carica liberatoria non indifferente, ma è appunto questo, uno sfogo. Io credo che piuttosto la buona critica abbia come presupposto necessario la libertà di espressione e con questo non voglio dire che chi non ha peli sulla lingua sia un buon critico. Per fare critica non banale, parlo per esperienza personale, si deve prendere una posizione argomentando, dire ad es. “questa cosa non mi piace per questo motivo” senza la presunzione o il timore di dover dire tutto o di essere per forza sagaci, ma magari col coraggio di formulare e sostenere ipotesi. A me piace seguire un buon ragionamento, leggere un testo chiaro che cerca di analizzare un qualsiasi aspetto secondo una precisa impostazione. Ci sono ad esempio pagine di Freud sul Mosé di Michelangelo o sul sorriso della Gioconda che andrebbero lette anche solo per godere dell’ingegno e dell’applicazione che egli fa del metodo di analisi. So per il tipo di professione che svolgo che quasi per ogni aspetto della vita esistono più tesi diverse e contrarie tutte validamente sostenibili e che è dalla loro conoscenza di insieme che si matura un’opinione personale. Quindi quando leggo dei commenti ad un testo cerco sempre di fare uno screening dei diversi indici: c’è il parere più articolato, quello sintetico o anche il mero mi piace o non mi piace. Ho maturato abbastanza giudizio per capire se chi scrive abbia o meno una minima idea di ciò di cui sta parlando, cioè se ha capito qualcosa di se stesso prima ancora che del testo. Esistono, infatti, quelli che commentano perché lo sentono un atto dovuto, ma non mi pare di averne visti qui dentro (nonostante la mia scarsa frequentazione). Ancora, amo molto i commenti che non capisco o che non coincidono con la mia visione del componimento che ho scritto, perché se sono formulati con quel minimo di cognizione di causa di cui parlavo sopra generalmente riescono a mettere in luce aspetti imprevisti di cui prendere nota. Infine, ho sempre creduto che l’impatto col punto di vista diverso sia a prescindere qualcosa di molto formativo, un’esperienza con cui tutti gli scrittori devono confrontarsi prima o poi, chi più e chi meno, anche solo per capire che cosa realmente vogliono da ciò che scrivono.

  16. greta rosso scrive:

    da tantissimi anni penso sempre la stessa cosa: non credo nell’utilità, in un sito nel quale comunque (mi scuso in anticipo per la definizione, ma non mi viene in mente un termine più appropriato) c’è selezione all’ingresso, di andare da un autore a dire che non mi piace. nemmeno con argomenti. poiché penso che il piacere che deriva dalla lettura sia personale, e che le persone siano diverse fra loro, non mi va di dire non mi piace, o non mi piace perché ecc, o è brutto. non voglio far carico a un autore di un feedback zero che ritengo completamente sterile e del tutto soggettivo.
    come in tutto nella vita, quando posso ovviamente, se non mi piace una cosa non la faccio. non è come andare al ristorante e far notare al cameriere che il cuoco ha servito un cibo dal sapore sgradevole, ma piuttosto come essere ospiti di un buffet organizzato dalle mamme dell’asilo: cosa serve dire a una che secondo noi la sua torta al cioccolato non è buona perché c’era troppo zucchero o perché c’ha messo il cioccolato fondente che non ci piace o la panna sopra era completamente inutile? quella è la sua torta, piace così a lei e magari a tanti altri. e ne mangiamo un’altra.
    ok, ho fatto dei paragoni da imbecille, ma voglio essere certa di spiegarmi. poi, sinceramente, io di poesia e di scrittura in generale parlo solo con persone che conosco da tanto, o con le quali sento immediatamente un feeling esagerato. la lettura di questo blog, che pratico quotidianamente trovandomi comodamente i nuovi post sotto forma di email, per me è come qualsiasi altra lettura che faccio: inizio con cura e attenzione, se mi piace vado avanti, se mi piace molto sottolineo e scrivo bello a margine, se non mi piace o non mi emoziona in qualche maniera o mi è semplicemente indifferente mollo o cancello l’email. e me lo tengo per me. a meno che non mi faccia assolutamente schifo, ma qua non è mai successo. per me una persona che scrive è una persona che scrive, che si chiami attraverso o giorgio faletti o giuseppe genna, e come non ho l’abitudine di scrivere una lettera a faletti per dirgli che il suo libro l’ho mollato lì dopo due pagine perché non mi diceva niente, così non succede e non succederà qua, per quanto mi riguarda.
    di questo parlai già ai tempi. e non mi pare ci furono problemi. spero non ce ne siano nemmeno ora. però ci tenevo a ripetermi. perché ci sono persone nuove e mi sembra giusto. perché coi gatti ci sto bene e se non ci stessi bene, orso come sono, non ci avrei mai pubblicato una virgola.
    non è che il confronto non mi piaccia. anzi. ma se ci dev’essere lo voglio articolato, vis a vis e con dietro consistenti motivazioni. e con buona conoscenza di quello che abbiamo davanti. altrimenti non vedo come possa essere costruttivo per io che la ricevo o io che la faccio…

    spero di riuscire a farmi capire, perché nelle ultime settimane al lavoro ho parlato con così poca gente italiana che un pochino fatico:/

    • attraverso scrive:

      Azz Attraverso e Giorgio Faletti….

      Ti sei fatta capire l’utilità del commento potrebbe, però, essere nello scambio comune di impressioni.

      -Che ne pensi di questo?-
      -Ma direi che buono però quel personaggio mi appare un po’ debole-
      -Sì è vero però fai conto che è arrivato alla fine-


      etc
      etc
      etc

  17. llmezzanottell scrive:

    Diciamo che questo post di Attraverso è servito a rompere un pò il ghiaccio e questo post lo apprezzo, non certo per la scrittura che fa cascare le braccia e di cui ho già detto, quanto per l’intento di comunicare

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...