Rapsodia atemporale

Pubblicato: 14 marzo 2012 da sericamente in Uncategorized
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C’erano grumi vistosi di assenze, all’altezza
a riempire l’incavo
scrigno degli
altri emisferi
tutto capì
il giorn che saltai
e l’albero dal frutto sospetto, di denti sul petto
di cerebro in semi, silenzio, centrifuga
all’alba
e alla notte

un grande fragore morente,
concepito morto, nato altro, vissuto di lato, morto finalmente vivo

ma c’eran ciliegi in fiore

ma c’eran le case dipinte di bianco

ma c’eran troppi doppioni

ma c’era chi odiava l’odor di mangrovie sui muri

lo spasim d’intonaci su croste di ciliegi in fiore

ma torte di grumi

grumi di bruma
sgranata al suo termine, abbiam tante finestre
due dita in più,
la conta di rondini
e materiale elettrico

il momento postato di questa poesia fu vero
il resto
un nocciol di ciliegia
tanto di vento
di campi
un’odor che ti porta addosso ti porta
l’idea d’un preciso ed unicq sgirasol

titolo foto (Kant Reloaded)

commenti
  1. morfea scrive:

    foto romanissima…direi🙂

    bella questa tua colma.
    anche se non amo la morte tronca di certe parole

  2. margotcroce scrive:

    la devo rileggere Ale…. l’ultimo rigo mi sa che è da correggere

  3. sericamente scrive:

    Praga Antonella:-) è un testo nato veloce scritto direttamente su facebook, poi trasformato in poesia, nemmeno io amo tanto le tronche ma mi veniva da concedermele, come l’ultimo verso sempre concesso, credo gli diano un tocco surreale alla kubrick, che non è mai stato surreale

  4. margotcroce scrive:

    i primi dieci versi li trovo favolosi, anzi i primi dodici… li vedo poesia a sè
    poi il resto va nella direzione che gli hai voluto dare, creando quel ritmpo claudicante che può anche risultare fastidioso
    diciamo che inizia com una fludità classica e poi si indirizza verso una poesia sperimentale, quindi spiazza un pò
    e poi tutti questi ciliegi mi rimandano a Checov

  5. llmezzanottell scrive:

    L’uso delle tronche non lo vedo strettamente necessario, poi rimane il mio solito impedimento sui tuoi testi a cercare un filo conduttore per non farmi trascinare in gorghi di correnti fantasma. Ho già detto anche ad Andrea, qualche testo più sopra, di come intendo la potenza di uno scritto : immaginifico ed eroico, infuocato e meccanicistico, dritto e pulito come una freccia nel cielo. La freccia deve puntare in una direzione deve guidare il lettore.

    • sericamente scrive:

      Oddio, credo sia una delle peggiori descrizioni che abbia sentito di un testo letterario. E’ uno Space Shuttle? Una Supposta? Mancava solo dicessi che un testo deve essere vibrante. Non capisco bene i tuoi commenti fotocopia, sembra quasi che il tuo ego od inconscio vogliano dire IO SONO POETESSA IO SONO POETESSA IO SONO POETESSA etc. Io non lo sono. Il mio concetto di poesia è: un peto alla mandorla e rabarbaro che mi riporta alla natura delle cose, di struttura chimica, che ti avvolge in spire, che si espande e mi fa espandere e nel suo essere nebuloso non mi fa vedere ma sentire. Un’epifania praticamente, che è un concetto più serio

      • llmezzanottell scrive:

        Mi dispiace caro Ale, ma vedo che continui a toppare. Quello che mi dispiace è che rielabori male a tua insaputa. Io poetessa? Ma de che? Chi mi conosce sa bene quanto io me ne sia strafottuta, voce del verbo strafottere, di poesia e concigliaboli di salotti a lei dedicati. Chi mi conosce sa che sono un cane sciolto, che mai mi arrogherei un titolo senza averne e soprattutto sentirne i meriti. Io non sono una poetessa, sono solo una che scrive come tanti, sono solo una lettrice accanita di tutto ciò che si può leggere. La verità è che forse ti va stretto il fatto che trovo il tuo scrivere affascinante da un lato, ma molto vacuo dall’altro. Tu puoi continuare con i tuoi peti dantesco-materici-linchiani quanto ti pare, ed io dall’altro lato sarò sempre libera di dirti il fatuo ondenggiare nel nulla che trovo nei tuoi scritti.

      • margotcroce scrive:

        Alessandro,,.. permettimi di dirti che il tuo atteggiamento è davvero poco “umile” nell’accezione più nobile del termine.
        abbiamo fatto anche una disquisizione sul post di attraverso per chiarire che questo è un posto dove si dice ciò che si pensa e non “mi piace” a prescindere…
        quindi invece di inalberarti accetta i pareri di persone in grado di leggere con attenzione e perspicacia e fanne tesoro.
        nessuno vuole destabilizzarti, qui si cresce e la crescita comporta rotture di equilibri, è una cosa che ti ho detto già molte volte. tu puoi scrivere ciò che ti pare e come ti pare, se preferisci restare in un isolamento ieratico nessuno te lo impedisce, ma lo trovo poco intelligente per uno che il talento ce l’ha e lo deve solo raffinare.

        • sericamente scrive:

          infatti ho detto ciò che penso e non mi piace a prescindere. il destabilizzarti non so da dove sia venuto fuori, l’inalberarsi non mi sembra questione mia, ho accettatto tutte le critiche, anche le tue senza nessun dissapore ascoltandole ed interiorizzandole, ma siccome è un posto dove si dice ciò che si pensa ho detto che non mi piacciono i messaggi fotocopia di Bianca, li trovo inutili e siccome siamo in un posto dove si dice cosa si pensa non sono d’accordo su quello che scrive,e sono giunto alla conclusione che non ci capiremo mai. L’isolamento boh, sai che in questo periodo non sono potuto intervenire. Se poi passa altro non è affar mio

          • llmezzanottell scrive:

            Alessandro, guarda che non c’è problema, si fa per parlare, e comunque ti ringrazio per il dire ciò che pensi. Anzi, sei invitato a farlo sempre e comunque, poichè è cosa che apprezzo, che qui è aprrezzata. Come vedi, lo faccio anch’io. Può darsi che io scriva commenti fotocopia, può darsi, come a me sembra che i tuoi testi siano tutti uguali : 10 piani di torbidezza.

          • margotcroce scrive:

            ovviamente non mi riferisco al fatto che non c’eri in questi giorni, ci mancherebbe, oltrettutto ne so annche i motivi… per isolamento ieratico intendevo quello dell’artista che si isola perchè non si sente capito…

            • sericamente scrive:

              mi sembra strano aver fatto passare questa idea, cerco affinità (che può essere intesa come orientamento artistico o approccio e ricerca artistica) e confronto. Con te questo succede, con Bianca purtroppo no, non ho proprio capito il senso di continuare a ripetermi le stesse cose, le so, punto, amen. Lei avrà le sue ragioni. Comunque probabilmente tornerò ad esserci sporadicamente, per motivi che già sai.
              Un abbraccio
              Ale

              • llmezzanottell scrive:

                E infatti non credo Alessandro che tu possa ricevere più alcun mio commento: se tu scrivi sempre le stesse cose e allo stesso modo, non posso che ripetermi. Hai ragione, è cosa inutile farlo.

                • sericamente scrive:

                  non volevo rispondere, perchè non mi interessa avere l’ultima parola, ed era più bello così, chiuso il discorso con te che argomenti male. A) Io non scrivo le stesse cose, rispondo alle stesse cose, è ermetica anche questa? Mia madre è maestra, i bambini gli chiedono mille volte come si chiama la capitale d’Italia, e lei risponde sempre allo stesso modo, Roma, Roma, Roma. B) Se invece ti riferisci al fatto che i miei testi sono tutti uguali, amen, pensalo, io ho scoperto di essere miope a 7 anni, la ragione per cui me lo ripeti sempre la sai te. Io di solito il pomeriggio passo il tempo in piazza a controllare a tutti le scarpe e dire loro che sono slacciate, ma ogni pomeriggio eh, anche se piove. Ora puoi prenderti l’ultima parola, lasciarmela, o lucidare gli specchi su cui ti stai arrampicando

  6. margotcroce scrive:

    conosco Bianca da qualche anno e posso affermare senza tema di smentita alcuna che ciò che afferma di sè stessa è assolutamente vero ed è proprio questo che nutro nei suoi confronti affetto, stima e ammirazione… colloco la tua risposta, Ale, in un momento umorale poco felice

    • llmezzanottell scrive:

      Ti ringrazio molto Margot per l’attestazione di stima, tra l’altro più che ricambiata , lo sai. E’ forse il reciproco essere franche che ha sempre fatto la differenza. Ciò che mi perplime di Alessandro è il suo tirar fuori lo sperone per i suoi ” peti al rabarbaro”. Certo è chiaro che ognuno possa e debba intendere la scrittura come meglio crede, ci mancherebbe altro, ma credo che quando si scelga di condividere un testo, si deve essere anche pronti a sentirsi dire di tutto. E’ inutile che io rispieghi ciò che dei testi di Alessandro non mi convince perchè l’ho già fatto, perchè sai, a volte, no anzi il più delle volte, si leggono questi testi fumosi, voli pindarci al trapezio senza che ci sia la rete sotto, senza che ci sia un concetto di base. Lo sai tu cosa hai scritto Alessandro? Almeno tu lo sai? Perchè dimmi a cosa dovrei aggrapparmi ? Ai ” grumi di bruma? O alle ” mangrovie sui muri”? Per quanto io apprezzi, e la apprezzo davvero, la scrittura che tende al figurativo, poi dopo un pò mi annoia. Mi viene da chiedermi: ma cosa ho letto? Ma che cazzo ha scritto? A me sembra manchi la sostanza. E si badi, ho detto ” mi sembra”…L’isteria mi piacerebbe fosse messa da parte, è fuori luogo. Quanto alla ” supposta” , ti invito a ripensarla in tutto il suo splendore nel suo design fluido-dinamico , che sai, per la funzione che svolge, non potrebbe mai essere un ” nocciol di ciliegia “, nè uno di pesca.

      • sericamente scrive:

        credo che sia giusto chiudere questa polemica. Questa non è nemmeno una poesia come la intendo io, nel senso che è troppo personale, manca in parte di respiro. Infatti è nata in maniera veloce e poi messa apposto. Non voglio nemmeno investire troppo sulla poesia, quindi i miglioramenti, se verranno, saranno naturali, senza troppa ricerca. Ho in mente una direzione ma lascerò scorrere le cose. Ti dico e ripeto che tendo al figurativo ma è tutta concettuale, come già dissi, poi che a volte è molto difficile sentirlo è un altro discorso, però non continuare a scrivere senza sostanza, senza un concetto di base, fumosi, senza rete, a me sembra manchi la sostanza etc..soprattutto quando ne abbiamo dibattuto più volte, dimmi che non ti piace una poesia di cui non ne capisci il concetto o lo cogli in parte, fai prima ed è più giusto. Grumi di bruma credo sia l’immagine più semplice usata nel testo, che è effettivamente più ermetico di altre. Isteria non si sa bene da dove sia saltata fuori, fa rima con ironia è vero, ma qui parliamo di sarcasmo, sono cattivo. Ma da qui all’isteria ce ne corre, non sono proprio cosi tonto da prendermela per una scemata così

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