Terra #6

Pubblicato: 10 marzo 2012 da morfea in Uncategorized
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la voce assorta nel giro di passi
-ruggisce fra numeri dispari –
nella chiara d’uovo che galleggia
si tramanda l’inverno da nocca a nocca
in un cambio d’armadio
[fra lane e corde di neve
livellano sui nudi
le pratiche di libertà]
svegliati ora da un cigolio
e fra la bocca e la parola
resta notte – come un sipario

commenti
  1. darbedat scrive:

    Per lavoro devo sempre ascoltare ciò che mi si dice, e devo cogliere ogni cosa sia che venga espresso chiaramente sia che venga abbozzato o celato dietro menzogne. Cosi devo scomporre il suono dal rumore, e entrambi dai significati o semplicemente dai modi di dire sottesi da luoghi comuni o da: si è sempre fatto così. Ora con un testo come il tuo c’è una difficoltà supplementare l’introspezione emotiva . bisogna compire una autopsia per agguantare gli inizi e arrivare a lasciare indenne il percorso proposto….Alle volte è più semplice un :’ non capisco’, o un ‘non mi piace’, o per contro, -magnifica nella sua anarchica concezione del comprendere….-ma c’è l’urgenza che spinge verso la scrittura che impedisce il giudizio
    Quindi quel che penso è che una eccessiva ricerca del particolare ha finito con rendere irrappresentabile ciò che un lettore comune vorrebbe rappresentare del proprio capire e dunque il capire non è lasciare ma un girare vertiginoso alla ricerca di un chiarore…che puntualmente viaggia così veloce…che la luce non si accorge della sua esistenza.
    c/o

    • morfea scrive:

      hai ragione a dire che forse è troppo “barocca” e questo aggettivo lo metto io.
      ma è anche vero che non posso rendere di facile lettura qualcosa che per me non è di facile lettura.
      io lascio che sia il mio dentro a farmi andare sulla parola ed esce questo.
      posso sperare che sia compreso, ma immagino che nessuno possa realmente mettersi nei miei panni

  2. margotcroce scrive:

    non è tra le tue più riuscite.. contorta nel suo svolgersi, troppo oscura nelle metafore…sembrano parole assemblate forzatamente

  3. llmezzanottell scrive:

    Mi chiedo quale particolare significato abbiano i numeri dispari, non fosse che spesso li ho richiamati anch’io per una sorta di non-simmetria, non equilibrio. Ormai conosco il tuo stile, perchè è da un pò che ti leggo. So che prediligi la metafora serrata e criptica, una sorte di rappresentazione figurativa della parola, dove di fondo il messaggio semplice viene sovrastrutturato. Ho scritto e scrivo anch’io così a volte, quasi a voler proteggere un nucleo fragile e a cercare l’effetto della sedimentazione geologica sulle parole. Il rischio di tutto questo è che spesso il messaggio resta troppo sepolto e non arriva. Comunque le immagini mi piacciono, anche se apparentemente fini a se stesse.

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