I Fantasmi

Pubblicato: 2 marzo 2012 da attraverso in scrittura
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Cazzo ho appena scoperto che è morto Wille P.Bennett.
Ed è successo nel 2008.
Continuo ad ascoltarlo e lui se ne è andato. Aveva 57 anni. Giovane sopprattutto per i canoni attuali.
Canadese, nato nel 1951 ha scritto alcune delle canzoni più belle di quel cantautorato d’oltre oceano che tanto ha influito nel mio personale immaginario. Buona parte di quello che scrivo, nel bene e nel male, arriva da quelle canzoni ed una in particolare, la sua ‘White Line’ . Cercatela su youtube ne vale la pena.

Ma non era di questo che volevo parlare ne del tempo che passa inesorabile, volevo parlarvi di fantasmi. Quelli che arrivano dopo mezzanotte, quelli che ci si sente sfiorare alla nuca e non c’è nessuno alle nostre spalle.
Fantasmi che ci accompagnano ogni giorno dal giorno della loro scomparsa.
Fantasmi che ci troviamo ad accarezzare la maniglia della porta dove un tempo dormivano.
Fantasmi che vorremmo chiedergli una cosa e non possiamo ma magari poi ci sognamo di loro e ci rispondono e giochiamo al lotto il morto che parla. E ovviamente non vinciamo.
Qualche giorno fa camminavo per strada e ho visto zio Peppino , ormai morto da anni. E’ stato un colpo, una botta di paura mista a felicità, è stato un secondo ma è stata una sensazione indescrivibile. E’ stato un secondo perché ovviamente non era lui ma solo uno che gli assomigliava e visto da vicino, poi, nemmeno tanto.
Ma tanto è bastato a lasciarmi addosso la sensazione che i fantasmi esistono, sono intorno a noi, ma soprattutto sono dentro di noi, e cantano.
Cantano della lunga autostrada cha va da un punto all’altro e che attraversiamo. Vocianti o silenziosi è lo stesso.
E più passa il tempo più c’è gente che canta.
E più passa il tempo e più toccarsi i coglioni non basta.
E più passa il tempo più ci giriamo e chiediamo:  “Mi scusi” signore va dove vado io senza sosta su questa infinita linea bianca.

commenti
  1. margotcroce scrive:

    questo tuo post si incastra nella mia malinconia di questi giorni e in quel senso di clessidra che diventa la vita ad un certo punto.
    ti volti e vedi fantasmi, personaggi del tuo passato che hanno terminato il loro ciclo vitale e sai che, toccarsi o non toccarsi, arriverà quel giorno in cui sarai tu stesso un fantasm
    possiamo consolarci con Epicuro…ma non basta

  2. darbedat scrive:

    questo tuo post si incastra
    di volti e di fantasmi, … E più passa il tempo più c’è gente che canta.

  3. almerighi scrive:

    andrò a cercare, basta aeriettes oubliees

  4. llmezzanottell scrive:

    Marco che dire? Non mi esalta letterariamente parlando, nonostante la chiosa finale cerchi umanamente di coinvolgere nel più comune dei luoghi: il ricordo ed il suo spirito.

    • attraverso scrive:

      La morte di Dalla mi ha fatto venire in mente che avevo scritto questo post che ben si incastrava con il momento. Non è tanto Dalla in quanto tale ma, che piaccia o meno, è che con Dalla io ci sono cresciuto, cioè l’ho visto e sentito quasi ogni giorno un po’ come fosse un familiare.

      Willie P.Bennett è l’eroe giovanile, è il cantautore che chimicamente scuote i miei pensieri è c’è stato il rimpianto di aver mancato un suo concerto/incontro in Canada per una manciata di ore.

      Dalla me lo ricordo alla Tv dei ragazzi che facevo le elementari, che mi schiaccia l’occhiolino nel backstage che faccio le medie a Roseto degli Abruzzi, Arena Quattro Palme durante la tournè di Nuvolari, forse 400 spettattori in piena estate con la corrente che andava e veniva, o che davanti a migliaia di persone a Cesena, ormai sono alle superiori, canta Banana Republic durante la tourné omonima del mai troppo compianto Steve Goodman secondo me più poeta che cantautore (se non lo conosci ti consiglio una ricerca su Youtube) e così via…

      Poi non è che andassi matto per le sue canzoni e non sono mai stato un suo fans ho solo visto qualche centinaio di concerti per cui capita di averne visti un paio dei suoi ma diavolo…

      “per i suoi pasti mal mangiati
      i sonni derubati i furti obbligati
      per essere stato ucciso
      quindici volte in fondo a un viale
      per quindici anni la sera di Natale… ”

      …questa è poesia!

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