La vita non è nelle nostre stanze

Pubblicato: 1 marzo 2012 da margot croce in Uncategorized
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La vita non è nelle nostre stanze

Si costruisce intorno ai vuoti

Intorno alle stramature del sogno

Si impianta tra l’ombelico e il pube
In un tepore costante.
È uno svolgersi ricorrente
Che cambia senza cambiare.
Lì è la vita,
in un non_tempo_non spazio_non essere
Dove continuano ad esistere
Storie con finali diversi
Finti eventi reali,
uomini e utopie
fantasie e ricordi.

Un sogno lucido stratificato
Come  un’era geologica
Senza buchi neri
Senza bisturi e ritocchi
Si può essere vecchi
O tornare bambini
O smagliarsi di gioventù perenne
O decomporsi in atomi
La vita non è nelle nostre stanze

Ma nei nostri desideri

Nelle gerle di incanti

Che ci raccontiamo

commenti
  1. ciprea scrive:

    nelle gerle di incanti dimorano i sogni che impariamo a costruire con le mani…

    bella Margot…

  2. llmezzanottell scrive:

    ” La vita non è nelle nostre stanze
    Si costruisce intorno ai vuoti
    …………………………….
    Si impianta tra l’ombelico e il pube
    In un tepore costante. ”

    Sì, proprio bella. C’è qualcosa nella tua scrittura che rende le cose viventi.

  3. darbedat scrive:

    leggendo passa da stati di euforia e momenti di …/ non so mettere insieme -La vita non è nelle nostre stanze- con -Si può essere vecchi- /e poi/ i tre versi finali…ne quid nimis/la forma ha raggiunto il suo apice con la ripetizione del titolo…e come dare un seguito a – vissero felici e contenti-…dopo, come minimo hanno divorziato.

    • darbedat scrive:

      errata corrige: prima riga / leggendo passo.

      • margotcroce scrive:

        la costruzione proiettata permette di avere l’età e l’aspetto che si desidera…

        le stramture del sogno creano i vuoti da abitare e lì si può essere vecchi oppure bambini

        un mio amico giornalista e critico d’arte. qualche tempo fa. mi fece notare che le mie poesie, oltre a contenere ossimori a iosa si snodano in un tempo circolare.. ed è proprio così

        lui spazialista convinto, io seguace feroce del tempo uroborico…allora, ora non so più, forse ancora

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