Quando si poteva

Pubblicato: 29 febbraio 2012 da federicagaletto in scrittura, Uncategorized
Tag:

si perdono tessere
pezzi avambracci e scorie
lasciano sempre imprendibili laghi
d’acqua che passa
terminando le pause e le mimiche
di quando si poteva
ballando
correndo ai piani più alti
Come fosse stata abbandonata
una caviglia piangeva
e poi un vetro rifletteva il buio
l’impossibilità del non
una sola nota stonata
e poi un’altra
che spezzano un intero sciabordio
per sembrare
ancora
come quando arrivavo prima

Nightingale

commenti
  1. massimobotturi scrive:

    la tua eleganza rende la nostalgia un volto benedetto

  2. missnightingale scrive:

    Massimo caro, il tuo stesso commento è una Poesia. Grazie. Sai, ho pensato che rendere indietro benevolmente la nostalgia ne esalti la Bellezza. Renderla indietro con gentilezza a chi l’ha procurata e difenderla senza averne timore ci fa persone più ricche.

  3. llmezzanottell scrive:

    Ciao Nighty sono contentissima di ritrovarti qui. Ovviamente avendo letto molto di te, anch’io avevo avuto modo di dirti ciò che ti ha detto anche Massimo, ovvero del tuo linguaggio sempre tagliente e raffinato. Resto in questa tua piacevolmente colpita da quell’immagine dei ” laghi d’acqua che passa” , ciò che mi fa pensare qualcosa che scorre, avendo prima stazionato con tutto il suo volume, dopo poi svuotandosi in una sorta di rilascio naturale. Ecco… la dinamica dell’ acqua come quella di un singolo respiro nel suo tempo infinitesimo.

  4. missnightingale scrive:

    Ciao Mezzanotte, hai visto che sono arrivata? ; ) Si, in effetti si tratta proprio di un rilascio naturale dopo la piena. Niente va perduto, solo rimane a sgocciolare lento dopo le grandi evoluzioni.

  5. maredinotte scrive:

    Mi resta intangibile, la tua parola che scorre sulla pelle e ne lascia nostalgia… sì, anche io sono rimasta colpida da quei laghi e dall’andare naturale delle cose, dopo averne fatto il pieno. Un rilascio di emozioni e sotto i solchi dolci del passaggio.
    Che bello trovarti anche qui…

  6. missnightingale scrive:

    : ) Ciao maredinotte, piacere di leggerti. Grazie

  7. ciprea scrive:

    Sai Federica, questa tua poesia è davvero molto particolare, mi piace da matti, ha l’intensità affilata non solo della nostalgia, ma anche del rimpianto, di qualcosa che si è attaccato, nonostante lo scorrere del tempo, alla pelle, la si respira quest’aria, ti entra in gola. bella bella!

  8. almerighi scrive:

    c’è molta musica qui

  9. francesa coppola scrive:

    eggendo Nightngale… sono un po’ di giorni che non faccio altro🙂
    Trovo questa tua quasi imprendibile, si lascia intravedere, toccare anche saggiare poi fugge nella sorpresa generale. Come il moto dell’acqua, come quello che poteva essere e non è stato o forse è stato e non lo è più. Un caro saluto

  10. missnightingale scrive:

    Mirella, Almerighi, Francesca@ questa poesia è davvero una scoria, qualcosa da espellere, che scivola via lasciando solo ciò che si può realmente toccare ed è (in)dispensabile. Il ricordo, la nostalgia, la consapevolezza sono elementi fermi e immutabili dopo un grande evento invasivo, sismico. Come si fa a prendere solo il buono da ciò che non lo è mai davvero stato, come fare ad accettare ciò che c’è senza pensare a ciò che c’era e si vorrebbe ancora ci fosse, ma solo al massimo dello splendore? La musica qui è un brano di Satie, probabilmente Gnossiennes No.1.

    Grazie a voi

  11. missnightingale scrive:

    Non lo farò ; )) bacio

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