Pubblicato: 29 febbraio 2012 da greta rosso in scrivere

Un ragazzo asiatico che abbraccia un giubbotto
Gli occhi fondenti di James in una mattina di sole
Il maestro di sci che costruisce mosche
La bellezza che mi spintona una sera
mentre soffio via residui di gomma
da fogli fittamente scritti.

Pure il vento ha molte ragioni d’esistere
quando scuote la cabina degli impianti di risalita
sui quali mi sposto quotidianamente
e io provo una nausea stupita e felice
come quella notte sul traghetto Palermo-Genova
quando i temporali schiaffeggiavano la nave
e io mi inserivo sottovoce in capitoli
ancora intentati dei libri che amo.

Capita. Come che una bambina Shirley Temple
mi balli davanti agli occhi un tip tap
così privato da renderlo immaginario.
L’inaspettato chiarore che mi si iscrive nelle mani
una sera mentre lavorando nel bar
la mia testa si spinge un po’ più
vicina a Hopper e Ferlinghetti
e più lontana dall’alta stagione turistica.

commenti
  1. greta rosso scrive:

    (tornare a scrivere dopo un lungo periodo vicina al lavoro e lontano dalla scrittura.
    fa sempre strano.
    come aver fatto la cosa sbagliata, come aver fatto la cosa giusta.)

  2. morfea scrive:

    [ci sono momenti necessari, forse]

    letta ed apprezzata tantissimo sul tuo blog.
    tornare a scrivere a volte tiene frutti succosi…

  3. ciprea scrive:

    a me piace molto la tua scrittura, ha il sapore di chi è perennemente in viaggio

  4. llmezzanottell scrive:

    Che bella greta! Ha quel qualcosa delle escursioni di Ballard, ma certo è molto più soft. Bello lo stile però!

  5. almerighi scrive:

    bellissima poesia, pieni di occhi, tanti occhi
    e qui:

    “Capita. Come che una bambina Shirley Temple
    mi balli davanti agli occhi un tip tap
    così privato da renderlo immaginario.”

    si capisce di avere a che fare con un’autrice di talento

  6. mugico scrive:

    Molto bella, forse qualche incertezza, ma nel complesso mi è piaciuta molto. Complimenti🙂

  7. alegbr scrive:

    la trovo bella, originale e ariosa, soprattutto ariosa, con una costruzione visionario-prosastica che è poi il codice poetico che preferisco

  8. greta rosso scrive:

    …grazie algebr!🙂

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