E se poi

Pubblicato: 20 febbraio 2012 da attraverso in scrittura
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E se poi, assurdo, concimassi un po’
mettendo cocci e petali sull’ovatta sostenendo
costruzioni.
E se poi…
semplicemente aspettassi,
oscenamente concepente e
inconcepibilmente osceno in attesa di un frullare.
Un rosso accesso con un blu sottile attorno.
E se poi guardassimo avanti e vi trovassimo
solo sassi, spine e poco altro
tu vorresti ancora ballare con me?
Assurdo vero?

commenti
  1. darbedat scrive:

    pausa caffè…il rosso vorrebbe il verde, attorno, in luogo del blu; come ogni primario chiama il proprio secondario…e questo fatto mi richiede uno sforzo maggiore come se fosse richiesta, li, attenzione supplementare. per il resto, anche a entrare nei contenuti, ma non lo farò, mi piace:
    sono molto attento alle interferenze dissocianti del -poi-, così trovo i tuoi versi puntuali e acuti.

  2. margotcroce scrive:

    non ti so dire perchè mi è piaciuta, ma mi è piaciuta molto.. saranno stati gl iinterrogativi? o è il progetto di un uomo in attesa di risposte che me lo rende così accattivante

  3. mitedora scrive:

    Mi piace quel senso testardo di volontà, apparentemente indeciso. Quel bisogno espresso ( forse solo scaramantico nel punto interrogativo) di fertilizzare attraverso cocci ed ovatta. Di invitare ad una danza, ( una sfida? ) magari malgrado le spine, malgrado qualsivoglia futuro. Malgrado i sassi, la trovo leggera, consapevole, ironica, poeticamente ben costruita.

  4. llmezzanottell scrive:

    Un bel modo di scrivere a proposito della fragilità delle cose ed è vero, c’è sempre qualcosa di molto morbido e poetico in ciò che si rompe. E’ assurdo sì. Senza troppi giri di parole, direi che è ok!

  5. morfea scrive:

    ha questo donarsi.
    un chiedere avido d’avere.
    io ci andrei a ballare.

  6. attraverso scrive:

    E’ bello leggere i vostri commenti mi aiuta a capire che a prescindere da quello che volevo dire è fondamentale quello che ho detto. E non è poco, davvero.

  7. ciprea scrive:

    seguo sempre più affascinata la sequenza dei “poi”, come contrattempi, più che strade, che si aprono a far crescere nuovi rami del tempo, ipotesi, dubbi, che crescono e si intrecciano, a volte sembrano addirittura sostituirsi a ciò che sembra già avvenuto. mi piace davvero molto, così come le altre…

  8. ci pensavo l’altro giorno ai “se” e alle infinite costellazioni che.
    Ecco, ne ho trovata una: bella tanto

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