controluce e d’intorni

Pubblicato: 17 febbraio 2012 da maredinotte in scrittura

 

il controluce dà sempre l’impressione
d’una cosa morta: il fiore appassito
in ombra, il salice che raccoglie la pioggia
ai piedi nudi. ma tutto ragiona
in esse di intestini come radici
che crescono nel grembo

allora mi ricordo il rosa intenso
che si espande in seguito al diluvio
il raddrizzarsi delle ossa –petali
di margherite scartocciate- lo stagliarsi
d’alberi dal fondo del bulbo
oculare come mani e rune

 

 

commenti
  1. darbedat scrive:

    non condivido questa idea di controluce… per me é Ibsen di ‘casa di bambola’, nulla di morto ma solo compresso. Controluce é il dentro e il fuori,il percepire sapendo chiaramente la propria posizione….la rileggerò!

  2. morfea scrive:

    risuona in contro-luce qusta tua.
    anche se amo quel vedere così, dove tutto non ha una forma ma solo tanto colore…fuso

  3. margotcroce scrive:

    la poesia mi piace nel suo svolgersi lento e denso. mi piacciono le immagini che evoca, ma l’idea del controluce che evoca la morte non la condivido… al contrario, il controluce è proprio il momento in cui i contrasti e le sfumature rendono le cose teneramente vive e fragili e sei tu stesso a confermare questo movimento vitale nell’uso di verbi come : raccogliere, crescere, espandersi, raddrizzarsi, e anche stagliarsi.. a suo modo, sono tutte azioni che rimandano ad un ciclo vitale

    però bella, davvero…

  4. ciprea scrive:

    non c’è morte, ma solo penombra, che a volte può sembrare il contraltare della vita, e invece è solo il preludio a una nuova trasformazione interiore, vitale, fisica. c’è raccoglimento e forza in quegli intestini come radici che crescono nel ventre, pronti ad una nuova creazione…
    a volte, nel dolore è possibile rintracciare altre possibilità del domani.
    trovo bellissima questa tua poesia, me ne faccio dono oggi…
    un abbraccio di benvenuto

  5. maredinotte scrive:

    Grazie a tutti voi del passaggio e di avermi accolto nel blog!🙂 nessuno escluso, Margot che non ho ringraziato nello scorso commento, Morphina che conosco da tempo, Darbe (ho trovato ieri il testo di Isben e lo leggerò), Mire che mi conosce anche troppo bene :*

    in realtà la mia idea di controluce non differisce dalla vostra: si parla di giochi d’apparenza, impressioni da confermare o da smentire, veli che cadono dalle sagome scure in contro-luce e di vita che, dai colori fusi dello sfondo, risale interiormente e si ricrea.

  6. llmezzanottell scrive:

    Ah però! Davvero bella ed inedita questa visuale. Ben arrivata😀

  7. Un bell’esordio Roberta, di grande atmosfera. Un testo velato di decadimenti, in cui la natura riprende vigore dopo il diluvio. Una delle metafore più antiche in versione totalmente inedita.

    Un abbraccio a te

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