cum mortuis in lingua mortua

Pubblicato: 16 febbraio 2012 da monteverdiano in scrittura

linfa nuova non innerverà alcun ramo
ma il vento delle azioni apocrife. Pace
Pace all’anima loro, si potrà dire
Però spacciata. Del fiume femmina che esonda nei mesi
di piena

Loro impiantano tiranti per spianare le rughe alla terra o invocano il fauno della fonte
Ma la fonte non s’incurva abbastanza, derivando ancora il futuro dal petrolio
il boccone dalla bocca del benemerito o del cavallo del ladro di cervi

bisognerà cavare dal fango
il fiore con la corolla spappolata e sporca
degli addomi delle vespe
e quegli esagoni dei loro nidi

commenti
  1. llmezzanottell scrive:

    Piaciuta tantissimo, ma non è certo una novità il fatto che il tuo modo di scrivere mi sia sempre piaciuto. Qui è come se ciò che è verticale per natura si sia inclinato irreversibilmente verso terra, e così cresce e si sviluppa, tanto è che tutto è inquinato in quest’avviluppo-inviluppo di ogni cosa. Sebbene sia un quadro sulla devastazione, di gran fascino è quel fiume femmina e quella strofa finale, terreno da cui spunta la triste corolla spappolata.

  2. maredinotte scrive:

    enormemente colpita dai tuoi versi!
    da questo sfacelo, la rivoluzione e la rinascita, un giorno. e poi le rivoluzioni cominciano sempre senza nome, gli eroi veri sono senza nome… almeno così credo io.
    bellissima!

  3. darbedat scrive:

    “L’universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d’un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, orlati di basse ringhiere.
    Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. ”
    ho preso in prestito uno sbuffo di Borges, confondendolo con un mio pensiero che nel ricordo nega la paternità….il tuo esagono e le tue vespe ridotti a rifiuti.

  4. darbedat scrive:

    dimenticavo sto ascoltando la sonata 32 di Lodovico, detto il Beethoven: un consiglio per chi non la conoscesse e si tortura nella creazione impavido—-

    • monteverdiano scrive:

      l’arietta, l’arietta… mille, mille, e poi altre mille volte…
      Sono impressionato dai commenti, tutti..
      e poi quel Borges
      Grazie

  5. morfea scrive:

    mi piace la tua scrittura
    da lingua sciolta
    complimenti

  6. margotcroce scrive:

    la vedo inclinata come la fronda di salice di Ungaretti.. ad omaggiare memorie tra macabri ricordi e intanto la speranza danza senza sperare

    inquietante nelle sue evocazioni, mai banale nei suoi passaggi

    benarrivato🙂

  7. sericamente scrive:

    bella,ben calibrata, mi piace soprattutto perchè sa andare ben oltre la suggestione, è penetrazione, e per costruire un pene con le parole bisogna essere abili e un pò alchimisti

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