L’angelo di plastica e le garze

Pubblicato: 15 febbraio 2012 da sericamente in scrittura
Tag:

Il biancastro genuflesso, odore
Possibile solo all’alterato occhio
Pervase, pervade,
a gangli e legamenti
possibile all’’altare
dissacrato
dall’ego, pianta di frutti o g m
di particole laiche che terminano con
digestione
pianta di tv, nascosta, nei molari dei passanti
retorica, bulimia di sorrisi
e pianti non accuditi

L’angelo si crede
Forma, forma
Confonde le soste fisiologiche dei karma
Crede più di quanto creda quel che è creduto
Frulla con piacere
e non controlla gli scarti
Dimentica il bacio incestuoso
Lo diede il Diavolo
Il primo giorno
il mondo
il neon bizzarro ed altalenante dell’ospedale
Il primo giorno
Piangeva
Piange ancora, lacrima al più
Le manca la bile di proteine in stato di grazia

Sottile il disegno, a sfumature di rossore
E pallore, seme di tramonti senza sole
Di stella cometa bagnata
Canto disperso e trovato nel palmo segnato
Di un riso che tocca le curve
Con curve, frattali commossi
E buchi d’aria dove tutto inspira e respira
La piroetta leggera e calda degli occhi
fu legge
Come l’inspiegato
appeso ad asciugare
nei campi verde, azzurro cielo
e mestruo

(tra grazia e sottile dovrebbero esserci 5 interlinee, ma non riesco a farle venire fuori)

Titolo Foto “Absynth”

commenti
  1. llmezzanottell scrive:

    Belle immagini ci sono, anzi, oltre che belle sono interessanti, ma credo che ci sia da mettere un pò d’ordine. A me sembra che a te piaccia scrivere per associazioni o ideazioni, una pratica che definirei sacra per quanto può essere creativa, solo che non vedo la necessità di mettere le idee per forza tutte insieme e nella stessa lirica , sacrificando così del tutto il messaggio che vuoi che sia veicolato. Ammesso che tu lo voglia.

  2. sericamente scrive:

    per come la vedo io tante idee messe idee si rafforzano e creano un’ unica idea, molto più forte ed ampia, un messaggio completo. posso parlare di una lacrima per 20 righe, ma mi viene difficile parlare di una lacrima parlando solo della lacrima e di tutto ciò che ci sta attorno. Magari un giorno scriverò una poesia ha il sapore di una singola lunga lacrima parlando di tutt’altro
    Ale

    • margotcroce scrive:

      in buona sostanza Ale.. Midy ti ha detto le stese cose che ti ho accennato anche io in chat qualche sera fa..
      quando ti leggo io rimango incantata come quando sogno, queste immagini continue e ravvicinate, opposte e contrarie, questo rincorrersi pirotecnico si proietta con un fascino violento e irresistibile sull’inconscio e si rimane imbambolati…

      per me queste sono tre poesie.. una specie di pala pittorica. forse strutturando il testo in siffatto modo le immagini si collocherebbero nel modo giusto

      • sericamente scrive:

        si margot ricordo, è il modo di collocare le immagini, che in questo caso sono tutte sequenziali, ce lo siamo sempre detti che la mia poesia non è facilmente accessibile, probabilmente la parola soggettivo dovrebbero scriverla due volte nel vocabolario, per darle forza, probabilmente dovrebbero intitolarci qualche piazza al posto di squallidi personaggi storici. domani rispondo al commento sul tuo post
        Ale

    • llmezzanottell scrive:

      Tante idee rafforzano un’unica idea se sono coerenti. Se non lo sono confondono.

      • sericamente scrive:

        si vede che non le vedi coerenti, per me lo sono. ognuno ha il suo impianto concettuale. se non si è capito anche qui la poesia è divisa in due, ho messo la precisazione dell’interlinea apposta e il tiotlo può aiutare

  3. llmezzanottell scrive:

    Alessandro, non era mia intenzione di dirti come e quello che devi scrivere, per carità, ti sto dicendo che se scegli di parlare di una lacrima scrivendo poi una poesia sui cocomeri, non meravigliarti che il lettore potrebbe pure non arrivarci, e nel mentre della lettura continui a fluttuare in un mare di immagini in cui può rimanere anche un pò spaesato. Ti dicevo sopra appunto che il tutto dipende da ciò che vuoi che arrivi a chi ti legge, puoi anche non voler nulla e capirti solo tu. Anche questo è lecito.

    • sericamente scrive:

      mmmh, credo che ci rinuncio, senza polemica, non sempre ci si capisce

      • llmezzanottell scrive:

        Alessandro cosa dovrei capire? Spiegami, nel caso. Che tutto abbia valore soggettivo mi sembra chiaro, compreso il mio parere. Adesso se tu vuoi dirmi che soggettivamente questo è il tuo modo di sentire e scrivere, figurati, mi sembra anche di averti riconosciuto il sacrosanto diritto di esprimerti per la via che più ti rappresenta. Tu dici che la tua scrittura non è facilmente accessibile, infatti è proprio ciò che ho detto. Ti avevo invece chiesto di quale era il tuo intento di comunicazione tra e te ed il lettore, perchè magari io lettrice e sicuramente altri, possiamo esserti d’aiuto nel darti un feedback. Tieni presente che se sei in questo blog, è perchè più di uno ha riconosciuto un certo tuo valore di scrittura. Poi la stessa Margot, che è qui dall’apertura del blog, potrà confermarti delle varie zuffe intellettuali che qui ci sono state, perchè ci siamo sempre detti tutto con molta franchezza. Molte frustate a sangue di commenti che mi sono presa, mi sono stati molto utili. Anzi, ti dico i commenti del Gatto Onnipotente, a me facevano tremare.

  4. sericamente scrive:

    la comunicazione arriva se c’è conessione tra scrittore e lettore, a prescindere, di sicuro voglio comunicare a mio modo, e non necessariamente deve capirsi ogni singola parola, la poesia è anche suggestione. Ma c’è anche tanta sostanza e concettualità, questa era adirittura lineare e coerente, come la maggior parte. Probabilmente a te non arriva e mi sono spesso ritrovato commenti in cui tutto sembrava travisato. Comunque amen, odio le zuffe

  5. Non mi convince la scelta mettere insieme versicolo e verso lungo; ma forse è dovuto dalla cadenza sincopata che l’autore ha voluto dare al proprio scritto.
    Parere opinabilissimo, s’intenda.🙂

  6. darbedat scrive:

    Alle volte le parole mi provocano uno strano malessere che associo all’istinto di cambiare la mia lingua con le orecchie…la mostruosità degli infiniti significati mi porta a immaginarmi scavato nelle parole appena pronunciate e inciso su un filo impalmabile
    È cosi il filo cuce lingua e orecchio fino a provocarne una profonda meditazione: ogni cosa si annulla nel ‘tasto’
    Le parole in questione sono tre , quelle esposte nel titolo come bandiera. Spero che nessuno mi rimproveri di sovrapporre il mio pensiero a un altro pensiero, come il cane in chiesa…ma lui , il cane, entra perché trova la porta aperta e non vuole pregare, vuole solo essere …cane
    Si tre parole: angelo , plastica e garza
    Angelo un nome che al su apparire, istinto associa a una creatura spirituale , a me, per contro piace agirlo partendo dall’agire che Angelo ha in se , uomo che va, che alle volte nunzia, ma essenzialmente lega la sua fortuna all’andare all’essere mandato. E poi plastica, e garza….per me materie di involucro …. Cosa mi resta nella meditazione se non ciò che incarno? ciò che è un andare per non sentire le altre parole arrotolate con la pancetta e abbrustolita fino a offrire il grasso a pietanze spoglie e a odori impalpabili di assenza
    Continuo a leggere ma non capisco , non colgo fremiti disuguali ma solo uguale incenso e uguale rito: ben trovato, ma il gioco è un altro e io ieri non ho dormito.

  7. morfea scrive:

    sai muoverti nelle parole con la meraviglia di sempre…bravo

  8. sericamente scrive:

    si l’angelo incarna ma in questo è forma, precostituita e che non si costisce mai, può meditare quanto vuole ma è come lo stesse facendo la sua seconda ombra ladra. Le garze sono la via per ogni angelo serio. Un saluto dardebat, dietro ogni gioco si nasconde un’altro gioco,forse

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