Il libero pensiero nasce irrimediabilmente postumo ed incompreso (ma bisogna farsene una ragione e continuare ad agirlo)

Pubblicato: 14 febbraio 2012 da margot croce in Uncategorized
Tag:, ,

“…è iniquo pensare in forza di una sottomissione ad altri, è da mercenari, da servi, è contrario alla dignità della umana libertà assoggettarsi e sottomettersi, è cosa stupidissima credere per consuetudine, aderire ad un’opinione in forza della moltitudine di quelli che la professano”.(G.Bruno)

 

Il libero pensiero è una specie di maleficio mentale, un grosso pericolo per la società, un manifestarsi pernicioso delle idee che non sono riconducibili agli schemi tradizionalmente imposti e finalizzati ad un opportunismo tanto bieco quanto interiorizzato. Un libero pensatore è un individuo talmente raro nella società contemporanea che quando se ne avvista uno lo si scambia per un qualunquista degenerato oppure uno che mina le fondamenta di una struttura (peraltro già di per sé marcia), o un santo bevitore o, nella migliore delle ipotesi, un folle. L’ostilità che scatena il libero pensiero in alcuni, coloro nei quali il processo di interiorizzazione delle regole è talmente radicato da essere quasi non più scardinabile, è spontanea; in altri, coloro che non hanno interiorizzato i processi ma sono convinti della necessità che lo status quo non debba essere scosso, è veicolata opportunamente. La catena mercificata di reazioni ha spesso un effetto domino, l’approdo è scontato: la battaglia è combattuta sui numeri, inevitabilmente si soccombe (almeno in apparenza). Le tattiche usate sono sempre le stesse (purtroppo funzionano): isolare il libero pensatore, ridicolizzare il suo pensiero, far avvalorare le proprie tesi da presunti esperti, fargli percepire la grandezza del potere che lo circonda e dire bugie come se fossero verità sacre. Le basi sulle quali si struttura il pensiero codificato sono la generalizzazione, l’approccio di massa, il finto potere attribuito al singolo individuo, la possibilità di opinare per dare libero sfogo ad eventuali ribellioni ristagnanti, la volontà di potere e l’attribuzione a quest’ultimo di un positivismo vitale che in realtà porta solo ad un progressivo inaridimento e ad un delirio di onnipotenza (abbiamo esempi costanti di ciò nello svolgersi della politica attuale….e non solo ), il culto dell’economia come unica gratificazione delle pulsioni sociali. Ma il libero pensiero è anche creativo e quindi ha la capacità di porre in essere molte risorse nonché rinascere fe_n_icemente e trasmettersi per elezione (nel senso di prescelti) e poiché quasi sempre esso non ha un posto nel presente ma nel futuro, sarà la sua postumità a renderlo immortale.

 

Scrive Hillman “La vitalità di una cultura non dipende tanto dalle sue speranze e dalla sua storia, quanto dalla sua capacità di covare volentieri le forze divine e demoniache delle Idee”

commenti
  1. io voglio esercitare il mio pensiero libero nel mio presente,
    dimostrare con i fatti, piccoli fatti, le mie convinzioni,
    essere presente in questa società, fosse solo per dire – io penso…
    e la mia libertà più grande è scrivere poesie,
    piccole poesie senza pretese,
    ma gocce di libertà assoluta.
    mari

    • margotcroce scrive:

      occhio Mari che il concetto è molto sottile, non vuol dire rinucia di esercizio nel presente, al contrario, l’agito è proprio nel presente, ed è questa la difficoltà

      mi riservo di tornare domani nella tua risposta…

  2. darbedat scrive:

    Dedicherò la mia ora d’aria per scrivere di libertà , sperando che in questo momento di esercizio vero della libertà, questa mi dia tregua e si lasci sconfiggere così che vederne il suo contrario tanto da pormi anche solo per questa ora conduttore di un pensiero
    Non vorrei essere libero , pensatore invece lo si è nei modi non nella sostanza: questo l‘assunto.
    Incominciando dal fondo è presto spiegato. Non sono io l’origine dei pensieri, i pensieri siete voi, é tutto ciò che mi circonda. io posso solo esercitarli, farli agire trasformarli e di questa trasformazione si, sono il proprietario, l’avente diritto. Ma il pensiero e di tutti, io solo lo vedo la dove non dovrebbe essere e associandolo a altri ingredienti ecco …un piatto prelibato, un concetto raro. Quindi se posso attribuire un qualche danno a chi pensa, non posso farlo al pensiero anche il più scellerato: come diceva qualcuno, vedo il bene solo nell’esercizio del male e per fare il bene devo saper prendere distanze dal male, non ignorandolo, ma ponendolo nella impossibilità di agire. Esperienza assai difficile da compiere poiché più attratti si è dal male…ma qui scorre il sangue degli assoluti e tutti noi , impotenti, cadiamo prigionieri e allora facciamo ricorso all’altro capo della corda per tirarla : la liberta.
    Qui siamo in piena bufera: io sono libero, e voglio esserlo e dunque ogni mio atto , anche solo di pensatore è grande, è nobile é….
    Qui mi perdo. Bisogna non essere liberi, è il mio pensiero, per esercitare qualcosa che sia più simile a una mia manifestazione di presenza, che proprio perché presente, esercita l’esercizio dello scegliere come possibilità, e non demorde, senza attribuirsene merito, questo è della posizione. Vi siete mai chiesti perché siamo qui, e i nostri piedi sono nella possibilità di precisare l’atto del camminare opposto a quello della gravità che ci vuole qui e pronti a lasciare e meno ingombranti? Nulla! Non abbiamo fatto nulla se non decidere per una parte del nostro corpo di posizionarlo eretto, infliggendo ai piedi si tutto l’onere del peso, ma allo stesso tempo sollevarli dall’incombenza fastidiosa di grattare culo.Ma è proprio quel essere meno ingombranti e nella possibilità di muoverci e di relazionarci che ancora mi sembra di scorgere il costruttore della mia libertà non in me stesso,pur avendo contribuito, ma ancora nella necessità posta dalla posizione. Quindi il sospetto che il libero pensatore, come anche il pensatore libero, siano dei millantatori viene, non rischia,infatti, non rischia nulla di suo. Altro è attribuire questo ‘dono’ al nomade, all’eremita, sempre che non abbia il congelatore e un suv.

    —–
    l’ora d’aria é finita(rido)

  3. darbedat scrive:

    riscrivo l’ultima frase, in un eccesso di libertà il verbo é scivolato in posizione inadeguata/

    Quindi il sospetto viene che il libero pensatore, come anche il pensatore libero, siano dei millantatori , non rischiano,infatti, non rischiano nulla di proprio. Altro è attribuire questa attitudine al nomade, all’eremita, sempre che non abbia il congelatore e un suv: é facile fare il pensatore con i piedi caldi…i piedi caldi chi glieli dà? …’la borsetta di mammà’…e in questo caso la borsetta di mammà siamo tutti noi

    a ri-rido

    • margotcroce scrive:

      in sintesi, darbedat, tu scindi l’atto del pensare dalla libertà. e questo mi sta bene, sono due cose che non sempre riescono ad essere coincidenti, e collochi i pensieri in uno spazio autonomo dove essi agiscono senza che il pensatore ne abbia, necessariamente, consapevolezza….direi un astrattismo applicato che va ben oltre anche la speculazione filosofica e rimane su un piano metafisico non praticabile pragmaticamente… ho capito bene?

  4. llmezzanottell scrive:

    Non capisco cosa sono tutte queste risatine di Darbedat, ma comunque…..

    Bella l’idea di aver ideato ed inserito questo articolo, anche se ahimè è talmente vasto l’argomento che si rischia di non uscirne più. Personalmente penso che la ” libertà” sia una storia un pò fantasy, un pò come quella della nascita del Bambin Gesù a Betlemme, un pò come quella della fusione a freddo, o come quella dell’invertire la nota formula di Einstein per l’energia. Basti pensare che solo la nascita dell’uomo è già condizione di cattività sotto la sua famiglia, da cui verrà condizionato con una serie di imprinting di cui sarà inevitabilmente schiavo per tutta la vita. L’uomo nasce vincolato e vive vincolato non solo da un sistema sociale, ma anche da se stesso. Quindi la libertà pura, intesa come libertà di pensiero e azione, è uno stato utopico. L’unica cosa a cui l’uomo può tendere è una libertà parziale, a cui può arrivare soltanto con la conoscenza, conoscenza tecnica del meccanismo di imposizione e radicamento dei vari vincoli, ciò che gli permetterebbe anche se solo in parte di aggirare ciò che non vuole . Credo infatti che solo la conoscenza possa mettere l’uomo nella condizione di evadere dal ” giardinetto recintanto” e portarsi altrove, non dico in un luogo migliore, ma nel luogo che è il meno peggio. A tal scopo credo fermamente che la filosofia aiuti ad essere liberi, se non nell’azione, ma almeno nel pensiero, intellettualmente. A tal riguardo consiglio fortemente la lettura delle opere del divino e onnipotente Seneca, magari dopo i pasti principali.

    • margotcroce scrive:

      molto interessamte il tuo commento Bianca.. ma hai spostato il piano del discorso sulla libertà che è altra cosa, il libero pensiero può esistere anceh in condizioni di non_libertà, e anzi, per, paradosso. la condizione di non_liibertà è proprio l’ambiente più propizio per esercitarlo.

      poi acconsento (del resto l’ho anche scritto nel post) a tutti condizionamenti ai quali siamo, più o meno consapevolmente, sottoposti

  5. 00chicca00 scrive:

    Devo dire che non credo nel libero pensiero, in gioventù ne ero molto convinta soprattutto per le letture fatte, ma ci ho messo poco a fare una distinzione a mio avviso fondamentale tra
    “pensiero libero” e “libertà di pensiero”
    mi batto per la libertà del pensare nel suo senso universale di poter esprimere a pieno e tutti il proprio pensiero
    ma non credo che esista il pensiero libero, perché comunque sempre condizionato da una miriade di cose che non sto qui a menzionare, esiste una “Tensione” al libero pensiero che è implicito nella ricerca continua in tutti i campi dalla filosofia alle scienze
    penso che il libero pensiero sia una utopia , intesa come non luogo, ma certamente sempre da ricercare
    lo stesso pensiero di definire il nostro “un libero pensiero” è condizionato dal fatto che giudichiamo quello altrui non libero …
    io per quel che mi riguarda cerco di farmi carico dei miei condizionamenti e di pensare sempre in autonomia, ma sapendo che essi esistono ed essendone assolutamente consapevole
    un argomento interessante molto
    grazie
    chicca

    • margotcroce scrive:

      agire il libero pensiero non esclude affatto che altri lo agiscano in contemporanea… la tua precisazione di “pensiero libero” e “libertà di pensiero”, Chicca, è la benvenuta, ma mentre la libertà di pensiero può essere una commistione, una concessione, un permesso dato e a volte regolamentato da regole non dette, il libero pensiero è lo svincolo della libertà di pensiero, lo spazio in cui esso è autonomo e può prodursi individualmente, lo spazio in cui vengono partorie le idee creative (e con creativo non mi riferisco solo all’arte)

  6. sericamente scrive:

    secondo me il pensiero è sempre più libero di noi, nel senso che per quanto noi possiamo coltivarlo, arrivando a percepirlo come stato mentale, siamo sempre imbirgliati nel passato presente futuro, nel contrasto noi ed altri, la mente deve associare perchè non può continuamente disassociare, è una questione pure psicosomatica. e alla fine il pensiero libero rincorso dal pensatore quasi libero ha fatto una tacca di minuto di orologio. Il pensiero libero è quindi un ente che potrebbe essere associato a Dio, inteso nel senso più lato possibile, ecco un fiore sporco dentro una latrina pulita, mentre il libero pensatore è solo un uomo che cerca di svestirsi il più possibile senza avere freddo, è carta assorbente che deve coltivare l’infinito del suo rotolo, il libero pensiero passa attraverso il tutto ed il niente, in senso mistico, come passaggio primo, in senso concettuale come secondo, in tutto e niente in senso cognitivo come terzo passaggio, in qualcosa come approdo e può solo essere qualcosa, intesa come la maggior raziocigno che ci è concessa attenta all’umorale per non perdere il contatto con l’essere distorsore che è l’apparato mente e cuore. Forse l’unica forma di pensiero libero è l’assenza di pensiero, azzardo, ma secondo me prima bisogna copulare con tutto il mondo prima di ritirarsi.E intanto te sei cambiato e il mondo è cambiato. Quindi, come dice dardebat, il pensiero è di tutti, il pensatore è uno, tutto sta nell’interazione, che è il pensare libero. Sul fatto che siano osteggiati non credo ci sia tanto da dire, sono pericolosi per il sistema, ma soprattutto per il sistema nervoso delle persone che si credono libere e credono di sapere. Abbiamo tutti bisogno più o meno di certezze, c’è chi lo capisce, ci si affeziona, e fa tutto di sconvolgersi volontariamente o non, per ritornarci, cullarcisi, vedere apparire, vedere, vedere fino che è tardi e sorridere

    • margotcroce scrive:

      la tua idea di pensiero libero, Alessandro, viaggia verso una sorta di svincolo aerodinamico, di galateo dell’impossibile.
      certo che se tu lo attui in modo speculativo, inevitabilmente, arrivi all’assunto che l’unica vera libertà è l’assenza di pensiero, che, sfuggendo alla questio, si erge come un muro incrollabile, ma fallace e inverosimile, secondo i miei parametri, poichè io parlo di pensiero non asservito al potere e, pertanto, come tale capace di combatterlo perchè staccato da asole che lo contornano, da ricatti, da debiti di riconoscenza

      • sericamente scrive:

        si avevo capito che parlavi d’altro, volevo integrare con pensieri personali. Per mio parametro personale, nel caos, non sfugge la questio, la stupra e poi fagocita, e quell’assenza di pensiero era un azzardo che ho subito smentito. Siamo andati su piani diversi, non mi sembrava ci fosse tanto da integrare su quello che avevi detto te. Tu ne hai parlato in termini etico pratici, io psico filosofici. Il concetto di svincolo aerodinamico mi piace, prepara il terreno, in questo caso l’aria. dopo il discorso libero pensiero e pensiero indotto dal potere è altra cosa.
        Ale

  7. ciao, margot ho riletto con attenzione, il libero pensiero è ricercare la verità senza il condizionamento del pensiero comune che la società ha eletto a norma e regola di sopravvivenza sociale, perché non c’è libertà senza verità.
    e siccome ogni entità sociale tende alla sua conservazione, contrasta ogni forma di pensiero che entri in conflitto con tali regole formulate a volte sotto forma di leggi. chi confligge con la legge commette reato e viene punito o “rieducato” alla verità ufficiale.
    più che esercitarlo, il libero pensiero, è difficile “agirlo”, cioé manifestare le proprie convinzioni e vivere coerentemente, magari entrando in conflitto con le convenzioni o anche con le leggi. solo in questo il libero pensiero è postumo, perché sarà la storia a decretare l’entità del conflitto e la sua validità.
    infatti il libero pensatore potrebbe anche essere uno che manipola la verità, sono liberi pensatori anche coloro che esaltano la superiorità di una razza come coloro che sfruttano annientandole le risorse del pianeta,
    il libero pensiero è libero a prescindere o la libertà è condizionata dalla sua qualità?

    • margotcroce scrive:

      sempre..quando si pongono temi che non possono avere risposte precise, si apre il vaso di pandora ma in senso buono…
      indurre alla riflessione è già un ottimo risultato,
      oviamente, Mariangela carissima, risposte certe non ne ho, da libera pensatrice, indico la premessa fatta attraverso le parole di Giordano Burno, la chiave di lettura della mia idea di pensiero libero… e ribadisco la sua postumità attuabile proprio nel modo che tu hai indicato

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...